Venezuela: 11 aerei carichi di argento verso Mosca prima dell’attacco
Related Articles
### Il Mistero dell’Argento Venezuelano: Estrazione Massiccia verso Russia e Cina e le Sue Conseguenze sui Mercati Globali
E proprio a Mosca era il nuovo presidente non riconosciuto dagli Usa durante l’attacco.
Nel pieno della crisi venezuelana, tra blackout nazionali, interventi militari statunitensi e tensioni geopolitiche, emerge una vicenda che sta scuotendo i mercati dei metalli preziosi: l’estrazione improvvisa e massiccia di argento raffinato dalle riserve del Venezuela, diretto verso Mosca e Pechino.
Secondo fonti indipendenti e analisi dei dati di tracciamento dei voli, il 23 dicembre 2025 – durante un blackout che ha paralizzato il Paese – undici aerei da carico, tra cui Antonov AN-124 russi e velivoli cinesi, sono decollati da Caracas. I documenti di carico parlavano di “attrezzature minerarie”, ma il peso stimato del carico (fino a 1.200 tonnellate solo per gli Antonov) lascia pensare ad altro: circa 847-1.200 tonnellate di argento raffinato, equivalenti a oltre 38 milioni di once, scomparso in poche ore.
VERIFICA NOTIZIA
Questo episodio non è isolato. Dal 2019, il Venezuela avrebbe esportato complessivamente circa 4.200 tonnellate di argento verso Russia e Cina, deviando flussi che tradizionalmente arrivavano sui mercati occidentali. Fonti indipendenti parlano di un’operazione coordinata: premi dell’8-12% pagati dagli acquirenti orientali, in cambio di un progressivo svuotamento delle riserve venezuelane.
Le conseguenze sui mercati sono state immediate. I contratti a termine sull’argento hanno registrato forti aumenti nel dicembre 2025, con rialzi del 7-7,8% in singole sedute e guadagni annuali superiori al 150%, raggiungendo livelli record tra 75 e 79 dollari l’oncia. L’argento ha superato l’oro in termini di rendimento, spinto da deficit strutturali di offerta (domanda industriale per pannelli solari, veicoli elettrici e intelligenza artificiale), restrizioni cinesi alle esportazioni (entrate in vigore il 1° gennaio 2026) e afflussi nei fondi negoziati in borsa.
Ma c’è di più: voci insistenti indicano vulnerabilità nel sistema bancario occidentale. Banche come JP Morgan, storicamente esposte a posizioni ribassiste sull’argento (anche se nel 2025 avrebbero chiuso le posizioni ereditate dal passato e accumulato metallo fisico), potrebbero subire richieste di margine o una compressione dei prezzi se la divergenza tra mercato cartaceo (COMEX) e mercato fisico si accentua. Gli analisti parlano di premi crescenti sul metallo fisico, scorte basse nei magazzini riconosciuti e rischi di mancata consegna, con echi della “compressione dell’argento” del 2021 ma su sc
ala globale.
In questo contesto, l’intervento statunitense in Venezuela (operazione “Absolute Resolve” del 3 gennaio 2026) arriva undici giorni dopo l’estrazione: territorio sotto controllo, ma risorse già partite. Coincidenza? O convergenza strategica? La Cina limita le esportazioni di argento (materiale critico per le tecnologie verdi), il Venezuela perde il controllo sulle proprie risorse minerarie, e gli Stati Uniti riorientano i flussi di petrolio (e potenzialmente di metalli) verso mercati alleati.
L’argento non è più solo un metallo prezioso: è una risorsa strategica in una competizione per le catene di approvvigionamento. La domanda industriale è prevista raggiungere 1,2 miliardi di once nel 2025, con un’offerta in deficit cronico. Chi controlla il metallo fisico, controlla il futuro.
Mentre i grandi media si concentrano su petrolio e politica, questa estrazione silenziosa potrebbe essere il catalizzatore di un superciclo per l’argento – e di turbolenze per chi ha scommesso contro il metallo reale.
Fonti: analisi dei dati di volo, rapporti indipendenti, Reuters sulle restrizioni cinesi, Kitco e Bloomberg sui rialzi dei prezzi. Le stime variano; la verità emergerà presto. Restate aggiornati.



C’è uno zero di troppo nella capacità di carico del Ruslan ma resta il fatto che anche l’Argento ha fatto il suo dovere ed è aumentato di prezzo sul mercato come non aveva fatto nemmeno durante la corsa all’arraffo del Covid… chissà però chi se l’é preso in quel posto comperandolo a 2.30 € per vederlo scendere a 2.00 in poche ore e lì restare… 😉