Achille Barosi si era salvato ma è tornato indietro per LEI

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By V gennaio 5, 2026 12:33

Achille Barosi si era salvato ma è tornato indietro per LEI

### L’Eroismo Silenzioso di Achille Barosi: Il Sacrificio Maschile che Smentisce il Femminismo Antagonista

In un mondo dove il termine “patriarcato” è spesso brandito come un’arma ideologica dalla sinistra femminista, per dipingere l’uomo come oppressore e la mascolinità come tossica, emerge una storia che ribalta ogni narrazione distorta. È la storia di Achille Barosi, un ragazzo italiano di soli 16 anni, morto per salvare una sua amica in un incendio devastante. Questo non è il patriarcato del dominio e del privilegio che le attiviste amano denunciare: è il patriarcato dell’eroismo, del sacrificio volontario, della protezione istintiva verso il prossimo – soprattutto verso una donna. Un atto che ricorda quanto la vera forza maschile sia radicata nel coraggio e nella generosità, valori che certe ideologie vorrebbero cancellare in nome di un’uguaglianza forzata e sterile.

Era la notte tra il 31 dicembre 2025 e il 1 gennaio 2026, nella rinomata località sciistica di Crans-Montana, in Svizzera. Un gruppo di giovani italiani, in vacanza con le famiglie, si trovava nel bar “Le Constellation” per festeggiare il nuovo anno. Improvvisamente, un incendio divampa, trasformando il locale in una trappola mortale. Fumo denso, fiamme voraci, panico generale. Achille Barosi, milanese doc, studente al liceo artistico delle Orsoline, riesce a uscire illeso. Poteva salvarsi, poteva pensare a sé stesso, come tanti farebbero in un momento di terrore primordiale. Invece, no. Apprende che la sua amica Chiara Costanzo, anche lei 16enne e milanese, è rimasta intrappolata all’interno. Senza esitare, Achille rientra nel rogo. Pensava di farcela, di portarla fuori in tempo, come raccontano i testimoni e la famiglia. Ma le fiamme non perdonano: Achille muore per asfissia, insieme a Chiara e ad altri coetanei italiani come Giovanni Tamburi ed Emanuele Galeppini.

Chi era Achille? Non un supereroe da fumetto, ma un adolescente normale, con sogni e passioni. Voleva diventare architetto, come rivela la madre Tiziana De Giorgi in un’intervista commovente. Amava il disegno, la creatività, la vita semplice di un ragazzo di Milano. Indossava forse una collanina con la Madonnina, simbolo della sua fede e delle sue radici. Eppure, in quel momento fatale, ha incarnato l’essenza dell’eroismo maschile: l’istinto di proteggere, di sacrificarsi per una donna, per un’amica. Non era un gesto calcolato per gloria o riconoscimento; era puro altruismo, generosità innata. “È rientrato quando c’erano già le fiamme, pensava di fare in tempo”, ha detto un familiare, sottolineando come Achille abbia scelto di rischiare tutto per salvare lei.

Ecco il patriarcato che la sinistra femminista non tollera: non quello inventato nei talk show o nei manifesti ideologici, ma quello reale, fatto di uomini che mettono la propria vita in secondo piano per difendere le donne. Le correnti femministe radicali, con la loro ossessione per il “maschile tossico”, ignorano o denigrano questi atti, etichettandoli come retaggi di un sistema oppressivo. Ma dove sarebbe l’oppressione qui? Achille non ha imposto nulla; ha offerto sé stesso. Questo è il sacrificio che ha costruito civiltà, famiglie, società: uomini che affrontano il pericolo per proteggere il debole, la donna, il bambino. È lo stesso spirito che ha spinto generazioni di padri, mariti e fratelli a combattere guerre, a lavorare in miniera, a gettarsi nel fuoco – letteralmente – per salvare chi amano. La sinistra femminista preferisce parlare di “parità” astratta, di quote rosa e di decostruzione del genere, ma storie come questa rivelano l’ipocrisia: senza questo “patriarcato eroico”, quante vite femminili sarebbero andate perdute?

Achille Barosi non è solo una vittima; è un simbolo. Il suo corpo è stato rimpatriato a Milano insieme a quelli degli altri giovani, in un volo carico di dolore e orgoglio nazionale. La sua storia, diffusa sui social e sui media, ha commosso l’Italia, ricordandoci che l’eroismo non è un concetto obsoleto, ma una virtù eterna. In un’epoca di egoismo e individualismo esasperato, Achille ci insegna che la vera forza sta nel dare, non nel prendere. E se questo è il patriarcato che le femministe odiano, allora ben venga: è il patriarcato che salva vite, che ispira generazioni, che rende l’umanità migliore.

Onore ad Achille Barosi, eroe italiano. Che il suo sacrificio non sia vano, ma un monito contro chi vuole smantellare i valori che ci rendono umani.

Achille Barosi si era salvato ma è tornato indietro per LEI ultima modifica: 2026-01-05T12:33:12+00:00 da V
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