La Befana: una festa tipicamente italiana con profonde radici nella Roma antica
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### La Befana: una festa tipicamente italiana con profonde radici nella Roma antica
La **Befana** è senza dubbio una delle tradizioni più autenticamente italiane, un simbolo unico del nostro Paese che chiude il ciclo delle feste natalizie con gioia, dolciumi e un tocco di magia popolare. Nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, questa vecchina gobba e benevola vola sulla scopa, entra nelle case dal camino e riempie le calze appese: dolci e caramelle per i bambini buoni, carbone per i monelli. Non esiste un equivalente diretto in altre culture europee o mondiali – Babbo Natale è internazionale, ma la Befana è italiana al 100%, radicata nel folklore regionale e nel sincretismo tra antico paganesimo e cristianesimo.
Sebbene oggi coincida con l’**Epifania** cristiana, le origini della Befana affondano nel cuore della Roma antica, in riti agricoli e propiziatori legati al ciclo delle stagioni, al solstizio d’inverno e alla rinascita della natura.
#### Le divinità femminili volanti: Diana e le figure notturne
Uno dei richiami più affascinanti è alla dea **Diana**, divinità romana della caccia, della luna, della vegetazione e protettrice delle donne. Nell’antica Roma, si credeva che Diana guidasse cortei notturni di figure femminili che volavano sui campi per benedirli e renderli fertili dopo l’inverno. Autori come Orazio e Virgilio accennano a queste processioni misteriche, e il tempio di Diana sull’Aventino era un centro di culto popolare.
La Befana, con la sua scopa (simbolo di purificazione) e il volo notturno, eredita proprio questa immagine: una figura femminile che sorvola la terra portando fertilità e rinnovamento, trasformata dal folklore in una vecchina con naso adunco e sacco di doni.
#### Strenia, le strenne e i doni augurali
Il legame più diretto con Roma antica è la dea **Strenia** (o Strenua), divinità sabina assimilata dai Romani, personificazione della salute, della forza vitale e del nuovo anno. Il suo bosco sacro si trovava sulla Via Sacra, e il 1° gennaio i consoli portavano rami verdi dal suo santuario come augurio di prosperità.
Durante i **Saturnali** (festa di dicembre con banchetti e inversione dei ruoli sociali) e le celebrazioni di fine anno legate a **Giano** (dio degli inizi e delle porte), i Romani si scambiavano le **strennae**: doni simbolici come fichi, datteri, miele, monete o rami di alloro per propiziare fortuna e salute nel nuovo ciclo.
Da “strennae” deriva il nostro termine “**strenna**”, ancora usato per i regali natalizi. La Befana incarna questa antica usanza: il suo sacco è pieno di doni augurali, e l’atto di distribuirli richiama i riti romani di scambio propiziatorio alla fine dell’anno vecchio.
#### I riti di purificazione e il carbone
Il carbone dolce nella calza ha radici in antichi falò purificatori romani, accesi durante i Saturnali o i riti agricoli per bruciare l’anno vecchio e fecondare la terra con la cenere. I dolci bianchi (zucchero, torrone) simboleggiano invece la neve invernale e la purezza della rinascita, eco di offerte romane di miele e frutti.
#### La Befana oggi: tradizione viva e italiana
In Italia, la Befana è celebrata con mercatini storici come quello di **Piazza Navona** a Roma – proprio nel cuore della città eterna, tra fontane barocche e resti antichi – dove bancarelle di dolci, giocattoli e befane di pezza animano l’Epifania.
Le calze si riempiono di mandarini, noci, caramelle e il famoso carbone dolce, mentre in molte regioni si bruciano fantocci della vecchina in falò propiziatori.
Insomma, la Befana è una festa squisitamente italiana che, attraverso secoli di stratificazioni, conserva l’anima della Roma antica: Diana che vola nella notte, Strenia che porta salute e strenne, riti di rinnovamento e auguri per l’anno nuovo. Una vecchina che, casa per casa, ricorda quanto il nostro passato pagano sia ancora vivo nel presente.
Buona Befana a tutti! 🧹🍬



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