Escalation: Altre Cinque petroliere issano bandiera russa per sfuggire ad arrembaggio USA
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Il cambio di bandiera le rende intoccabili. Altrimenti sarebbe guerra.
### Escalation nella “Shadow Fleet”: Cinque petroliere issano bandiera russa per sfuggire alle sanzioni USA
**7 gennaio 2026** – La tensione tra Stati Uniti e Russia nell’Oceano Atlantico si inasprisce ulteriormente. Oltre al caso della petroliera *Marinera* (ex *Bella 1*), inseguita dalla US Coast Guard e scortata da asset navali russi inclusi un sottomarino, emerge un trend più ampio: almeno cinque petroliere sanzionate, che operavano recentemente nelle acque territoriali venezuelane, hanno cambiato bandiera passando a quella russa.
#MariaTelegram#Zakharova
Maria Zakharova, 7 JanuaryForwarded from Ministry of Transport of Russia
❗On December 24, 2025, the Marinera received a temporary permit to sail under the Russian Federation flag, issued in accordance with Russian law and international law.
Today,… pic.twitter.com/ubLJN0Nub5
— Maria Zakharova (Commentary) (@_MariaZakharova) January 7, 2026
🇺🇸 BREAKING: U.S. Southern Command reports the seizure of the oil tanker M/T Sophia in the Caribbean, describing it as part of a “stateless, sanctioned dark fleet.”
The move signals an escalation in U.S. maritime enforcement tied to sanctions, energy flows, and regime-pressure… pic.twitter.com/mPnAzAmxH7
— DD Geopolitics (@DD_Geopolitics) January 7, 2026
Gli americani hanno abbordato anche l’ex Bella1 ma l’arrivo della flotta russa avrebbe fermato il sequestro:
🇷🇺🇺🇸 Talks currently ongoing between Moscow and Washington, vessel still remains at sea.
The Ministry of Transport made a statement referencing "International law" but I'd call that BS. The US has made it clear through actions no such laws exist. https://t.co/wOtJvOsRdv
— Spetsnaℤ 007 🇷🇺 (@Alex_Oloyede2) January 7, 2026
Secondo quanto riportato dal *New York Times* e confermato dal Registro Marittimo Russo (Russian Maritime Register of Shipping), queste navi – tutte sotto sanzioni USA per aver trasportato petrolio iraniano o russo in violazione delle restrizioni – hanno adottato nuovi nomi e indicato come porti di registrazione le città russe di Sochi e Taganrog.
Questa mossa segue lo schema già visto con la *Marinera*: un cambio rapido di bandiera per invocare la protezione russa e complicare eventuali operazioni di sequestro da parte degli Stati Uniti. Esperti marittimi e analisti di intelligence, citati da fonti come Windward e TankerTrackers.com, descrivono questo come un “rifugio di ultima istanza” offerto da Mosca alla cosiddetta “shadow fleet” – la flotta ombra che aggira le sanzioni trasportando greggio da paesi come Venezuela, Iran e Russia verso mercati asiatici, principalmente la Cina.
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Il contesto è quello dell’intensificata campagna USA contro il commercio petrolifero venezuelano, culminata con il “blocco” ordinato dal presidente Trump e l’arresto di Nicolás Maduro. Negli ultimi giorni, diverse petroliere hanno lasciato le acque venezuelane, alcune cariche e altre vuote, nel tentativo di eludere i controlli.
La Russia, alleata storica di Caracas, ha reagito con fermezza: non solo ha deployato unità navali per scortare la *Marinera* (attualmente in rotta verso il Mare del Nord o Murmansk), ma ha facilitato questi cambi di registrazione senza le usuali ispezioni formali. Il Ministero degli Esteri russo ha espresso “preoccupazione” per la situazione, definendo l’inseguimento USA “anomalo” e chiedendo formalmente a Washington di cessare le operazioni.
Fonti americane, interpellate dal *Wall Street Journal*, *Reuters* e *BBC*, confermano che gli USA intendono proseguire con i piani di sequestro, considerano le navi ancora “soggette a sanzioni” indipendentemente dalla bandiera dipinta o registrata, e valutano opzioni come l’abbordaggio forzato con forze speciali.
Analisti internazionali avvertono che questo meccanismo di “reflagging” russo potrebbe incoraggiare centinaia di altre petroliere della shadow fleet a seguire l’esempio, rendendo più complessa l’applicazione delle sanzioni e aumentando il rischio di confronti diretti in alto mare.
La situazione rimane altamente fluida: mentre la *Marinera* naviga tra Islanda e Isole Britanniche con la Coast Guard a vista, il destino delle altre cinque navi – e delle relazioni USA-Russia – è appeso a un filo.



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