L’attacco a chi ricorda i morti di Acca Larenzia: 20 teppisti rossi contro 4 militanti di destra

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By V gennaio 7, 2026 15:12

L’attacco a chi ricorda i morti di Acca Larenzia: 20 teppisti rossi contro 4 militanti di destra

Un governo che non è in grado di difendere neanche i propri ragazzi. Tre anni buttati al vento.

### L’Odio Rosso Riemerge dalle Fogne: Commando di Estremisti Sinistroidi Armati di Spranghe e Coltelli Aggredisce Quattro Ragazzi di Gioventù Nazionale

Roma, la notte tra il 6 e il 7 gennaio, vigilia dell’anniversario della strage di Acca Larentia. Quattro giovani militanti di Gioventù Nazionale, il movimento giovanile di Fratelli d’Italia, stanno pacificamente affiggendo manifesti per ricordare i caduti di quella tragica pagina di storia italiana: Franco Bigonzetti, Francesco Ciavatta e Stefano Recchioni, uccisi nel 1978 da terroristi rossi legati ai Nuclei Armati per il Contropotere Territoriale. Improvvisamente, un commando di oltre 20 “professionisti dell’odio politico” – come li ha definiti il presidente di GN Roma, Francesco Todde – piomba su di loro armato di spranghe, aste, coltelli e persino radio ricetrasmittenti per coordinarsi senza essere intercettati. Un agguato premeditato, vile, degno degli anni di piombo, che lascia i ragazzi feriti e ricoverati in ospedale.

Questi non sono teppisti qualunque, ma estremisti di sinistra, provenienti dal quartiere Alberone, che hanno teso una vera e propria “caccia all’uomo” contro chi osa ricordare le vittime del terrorismo rosso. La Digos sta indagando, e già sono emerse prove della pianificazione: quelle radio trovate dalla polizia parlano chiaro. I militanti di GN, descritti da Todde come “completamente sconosciuti a episodi violenti”, stavano diffondendo un messaggio di libertà e ricordo: “Poter ricordare come figli d’Italia tutti i ragazzi caduti in quegli anni di violenza infame”. Invece, sono stati colpiti per le loro idee, in un atto che puzza di squadrismo antifascista, lo stesso che la sinistra “illuminata” finge di combattere mentre lo alimenta.

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E dove sono ora le urla dei moralisti progressisti? Dove sono le prime pagine dei giornali che un anno fa gridavano al “pericolo fascista” per un saluto romano o un manifesto? Todde lo ha detto senza giri di parole: “Vogliamo la stessa attenzione per questa storia. Il nostro movimento non si è mai contraddistinto per azioni del genere, mai!”. Eppure, l’estremismo rosso continua a imperversare impunito: aggressioni, sprangate, coltellate contro chi non si allinea al pensiero unico della sinistra. È questa la “democrazia” che predicano? Come ha sottolineato la premier Giorgia Meloni nel suo messaggio per l’anniversario: “Quando il dissenso diventa aggressione, quando un’idea viene zittita con la forza, la democrazia perde. Sempre”. Meloni chiama a una “vera e definitiva pacificazione nazionale”, ma come si può pacificare con chi resuscita l’odio politico degli anni ’70?

Le reazioni dal centrodestra non si sono fatte attendere. Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha parlato di “odio politico di estrema gravità”, condannando con fermezza e auspicando che i responsabili siano “rapidamente individuati”. Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera, ha descritto l’assalto come “premeditato”, un attacco contro chi da quasi 50 anni onora i morti di Acca Larentia. Chiara Colosimo, presidente della Commissione Antimafia, ha puntato il dito contro chi sostituisce “falce e martello con spranghe e bastoni”, riproponendo una “cultura dell’odio che credevamo sepolta dalla storia”. E Carlo Fidanza, eurodeputato FdI, ha bollato l’episodio come “violenza schifosa dell’estrema sinistra”.

Su X, la rete pullula di solidarietà ai ragazzi di GN: da parlamentari come Lucio Malan, che definisce l’aggressione “un atto vile, premeditato e organizzato” per far “ritornare la violenza di quegli anni”, a utenti comuni che denunciano l’ipocrisia della sinistra. Ma dalle parti dell’opposizione? Silenzio tombale, o al massimo resoconti tiepidi, come se l’odio venisse solo da una parte. Persino fonti come Il Fatto Quotidiano e L’Espresso riportano i fatti, ma senza l’indignazione che riservano ad altri episodi.

Questo ennesimo episodio – che si aggiunge a una “lunga lista di aggressioni violente” contro GN, come ricorda Todde – smaschera l’estremismo rosso per quello che è: un pericolo attuale, non un relitto del passato. Non è solo violenza fisica, ma un tentativo di cancellare la memoria, di impedire il diritto al ricordo. L’Italia non può permetterselo: è ora che la sinistra moderata prenda le distanze dai suoi mostri, che i media “democratici” smettano di fare sconti all’odio rosso e che la giustizia colpisca duro. Altrimenti, gli anni di piombo rischiano di tornare, e non per colpa di chi ricorda le vittime, ma di chi le onora con la violenza. Solidarietà totale ai ragazzi di Gioventù Nazionale: il vostro coraggio è la vera risposta all’odio.

L’attacco a chi ricorda i morti di Acca Larenzia: 20 teppisti rossi contro 4 militanti di destra ultima modifica: 2026-01-07T15:12:07+00:00 da V
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