D’Alema: “Europa deve integrare almeno 150 milioni di immigrati”
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Un piano folle, criminale e stupido. Potremmo cominciare con lo smettere di pagare la pensione a lui.
### Contro la Folle Ricetta di D’Alema: L’Immigrazione di Massa Non Salverà l’Europa, la Distruggerà
In un’epoca in cui l’Europa affronta sfide demografiche e economiche senza precedenti, Massimo D’Alema, ex premier italiano e figura storica della sinistra, ha lanciato una proposta che suona come una sentenza di morte per l’identità continentale: “Se l’Europa vuole sopravvivere, da qui a fine secolo deve integrare almeno 150 milioni di immigrati. Dunque, invece di chiudere le frontiere e respingerli, dovremmo attrarli. Altrimenti non avremo più fabbriche, né ospedali, né chi paghi i contributi delle pensioni”. E ancora: “Se l’Europa chiude le frontiere diventerà una Rsa, dobbiamo attrarre 150 milioni di immigrati”. Queste parole, pronunciate con la solita aria da saggio profeta, non sono altro che la ricetta per una sostituzione etnica accelerata, camuffata da necessità economica. Ma i fatti, supportati da analisi recenti, dimostrano il contrario: l’immigrazione di massa non è la soluzione, ma il problema. Non riempirà le fabbriche, non sosterrà gli ospedali e, soprattutto, non pagherà le nostre pensioni. Anzi, le prosciugherà.
#### Il Mito degli Immigrati che “Pagano le Pensioni”: Una Bugia Smentita dai Numeri
D’Alema ripete il mantra della sinistra globalista: gli immigrati sono necessari per finanziare il nostro welfare invecchiato. Ma guardiamo i dati reali dall’Italia, un Paese in prima linea nell’invasione migratoria. Secondo un’analisi dettagliata pubblicata su VoxNews il 7 dicembre 2025 (“Allarme Pensioni: ci tocca pagarle agli immigrati”), gli immigrati non solo non contribuiscono al sistema pensionistico, ma lo depredano. Nel 2024, i pensionati stranieri sono aumentati del 18,5%, raggiungendo quota 378.645, mentre i contributi versati dagli immigrati sono calati del 3,7%, fermandosi a 3,68 miliardi di euro. Il risultato? Un deficit netto di 580 milioni di euro all’anno, con le pensioni pagate agli stranieri che ammontano a 4,26 miliardi.
Peggio ancora: quasi la metà di queste pensioni (194.986) sono puramente assistenziali, erogate senza un solo euro di contributo versato. Basta risiedere legalmente in Italia per 10 anni – spesso grazie a ricongiungimenti familiari – per ricevere tra i 520 e i 780 euro netti al mese, prelevati dalle tasche degli italiani. Ogni pensionato straniero costa in media 29.700 euro all’anno, ma contribuisce solo 950 euro pro capite. Il saldo? Un rosso di 28.750 euro per persona. E non dimentichiamo le rimesse: 8,3 miliardi di euro inviati all’estero ogni anno, che impoveriscono ulteriormente la nazione.
Le proiezioni sono allarmanti: entro il 2035, i pensionati stranieri potrebbero arrivare a 2,4 milioni (o addirittura 3,85 milioni in uno scenario estremo), con deficit annuali del welfare tra i 15 e i 20 miliardi di euro. Altro che “pagare le pensioni”: gli immigrati le ricevono, e noi le finanziamo. Come sottolinea l’articolo, “Dovevano pagarci le pensioni… invece gli stranieri le paghiamo noi”. Questa non è integrazione, è colonizzazione. Applicato all’Europa intera, con 150 milioni di immigrati come propone D’Alema, il sistema collasserebbe sotto il peso di un esercito di parassiti, con il 35,6% degli stranieri in povertà assoluta (contro il 7,4% degli italiani) e il 29,4% in lavori non qualificati, spesso precari.
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D’Alema ignora questi fatti, preferendo un’ideologia che vede nell’immigrazione la panacea per il declino demografico. Ma i numeri parlano chiaro: ogni 100 ingressi di immigrati generano 40-50 pensionati in 15-20 anni, con costi a vita di 150-250.000 euro ciascuno. Chiudere le frontiere non trasformerebbe l’Europa in una “Rsa” (residenza sanitaria assistita), come dice lui; al contrario, continuare con questa follia la trasformerebbe in un gigantesco campo profughi sovvenzionato dai nativi.
#### Lavori Manuali? I Robot Li Faranno Meglio e Senza Immigrati
Ma D’Alema non si ferma alle pensioni: parla di fabbriche, ospedali e manodopera. “Altrimenti non avremo più fabbriche, né ospedali”, dice. Peccato che la tecnologia stia rendendo obsoleta questa narrazione. Un altro articolo su VoxNews del 30 novembre 2025 (“Addio all’immigrazione di massa per lavori manuali: i robot la renderanno obsoleta entro il 2030”) smonta pezzo per pezzo l’idea che servano milioni di immigrati per i lavori umili.
Entro il 2030, i robot umanoidi e le macchine specializzate sostituiranno il 60-80% dei posti in settori come alberghi, ristoranti, pulizie, logistica e costruzioni – proprio quelli occupati da immigrati low-skilled. Un hotel da 150 camere, che oggi impiega 32 addetti alle pulizie, potrà funzionare con soli 8-10 supervisori umani e 20-25 robot. Un ristorante medio-grande passerà da 18 a 5-6 dipendenti. In edilizia, un cantiere residenziale da 25 operai si ridurrà a 6-8 team leader più automi.
Esempi reali abbondano: lo Shangri-La Traders Hotel di Shanghai usa robot XMAN-R1 che riducono i tempi di pulizia del 35%; catene come Hilton e Marriott testano automi per le pulizie; Chipotle e Sweetgreen hanno automatizzato il 60-70% delle linee cucina, tagliando il personale del 40%. In costruzione, robot come Hadrian X (Australia) posano 800-1.000 mattoni all’ora a un quarto del costo umano.
E i costi? Un robot di fascia media scenderà a 15.000-22.000 euro entro il 2027-2028, con una vita utile di 7-10 anni e lavoro 22 ore al giorno senza ferie, malattie o permessi. Confrontato con un lavoratore umano (36.000-43.000 euro annui), il ROI è inferiore a un anno. In Europa, il 68% dei permessi di lavoro extra-UE (2023-2024) è per jobs automatizzabili al 70%; in Italia, il 62-78% delle cameriere d’albergo, il 55-70% del personale di cucina e il 45-65% degli edili sono immigrati.
Questa rivoluzione tecnologica elimina la necessità di immigrazione di massa: i robot risolvono carenze di manodopera senza burocrazia, senza ricongiungimenti familiari (che portano a ulteriori oneri) e senza rischi di disoccupazione futura tra gli immigrati. I governi tacciono per motivi politici, ma le aziende già investono nell’automazione come strategia primaria. D’Alema, ancorato a visioni novecentesche, ignora che l’innovazione – non l’invasione – è la vera salvezza.
#### La Vera Minaccia: Sostituzione Etnica e Collasso Culturale
La proposta di D’Alema non è solo economicamente fallace: è un piano per la sostituzione etnica. Con 150 milioni di immigrati – prevalentemente da Africa e Medio Oriente – l’Europa perderebbe la sua identità millenaria. In Italia, la popolazione di origine extra-europea è già a 7,4 milioni (13-14% del totale); entro il 2040, i nativi potrebbero essere minoranza. E il 63% degli italiani vuole fermare i flussi, stanchi di un welfare depredato e di una società frammentata.
Invece di attrarre immigrati, dovremmo investire in natalità, automazione e riforme pensionistiche interne. Bloccare gli ingressi di immigrati over-60, richiedere 20 anni di contributi minimi, espellere gli inattivi: queste sono le vere ricette per la sopravvivenza. D’Alema e i suoi complici globalisti vendono illusioni, ma i fatti – dai deficit pensionistici all’ascesa dei robot – dimostrano che l’immigrazione di massa è un veleno, non una cura.
L’Europa non ha bisogno di 150 milioni di “nuovi europei”: ha bisogno di difendere i suoi confini e il suo futuro. Altrimenti, non sarà una Rsa, ma un relitto di civiltà.



Ma non crepa mai quel massone bastardo?
Purtroppo idioti del genere non crepano mai, anzi crescono come dei funghi …. velenosi.
D alema chi? Quello he voleva intascare mazzette dalla Fincantieri per la vendita di 2 navi avendo fatto 2 telefonate, o quello che che Insieme al suo ministro degli interni siciliano che fa il moralista della minkia a fine d anno. bombardarono la Serbia Iin nome della splendida costituzione di merda italiana?
Ma se lodi è luinoi saremo forse costretti ad ubbidire.. Vuoi vedere che qualche arabo l gli starà allungando la masciotta?
Idiota