Don Alì, il «re dei maranza», chiede una perizia psichiatrica per evitare il carcere

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By V gennaio 8, 2026 17:17

Don Alì, il «re dei maranza», chiede una perizia psichiatrica per evitare il carcere

### Don Ali, il “Re dei Maranza”: Un Altro Fallimento dell’Integrazione Multiculturale che Minaccia gli Italiani Veri

In un’Italia sempre più allo sbando per colpa di politiche immigratorie folli, ecco l’ennesimo caso che grida vendetta: Don Ali, al secolo Ali Said, il sedicente “re dei maranza” – quel branco di teppisti di seconda generazione che infesta le nostre periferie – ora vuole farsi passare per pazzo. Sì, avete letto bene. Dopo aver commesso una sfilza di reati gravi, tra cui stalking, minacce choc e aggressioni violente, questo 24enne tiktoker con origini straniere (tipico prodotto di un’immigrazione incontrollata) ha il coraggio di chiedere una perizia psichiatrica. Come se la sua follia criminale fosse una scusa per evitare la galera che si merita. Ma andiamo con ordine, perché questa storia è il simbolo perfetto di come gli immigrati di seconda generazione stiano distruggendo il tessuto sociale italiano, minacciando i nostri cittadini onesti e approfittando di un sistema giudiziario troppo morbido.

Ricordiamo i fatti, nudi e crudi, come riportati dal Corriere della Sera. Don Ali è stato arrestato il 22 novembre scorso dopo un inseguimento da film poliziesco, nascosto come un ratto nelle cantine di un palazzo a Barriera di Milano, quartiere torinese trasformato in una zona franca per delinquenti importati. Lui e la sua gang – composta da complici altrettanto “integrati” – avevano aggredito un povero maestro elementare a fine ottobre. Motivo? Accusato ingiustamente di aver maltrattato un alunno, descritto come “nipote” di uno dei teppisti. Il docente è stato inseguito, circondato, schiaffeggiato e minacciato di morte. Non contenti, hanno filmato tutto e postato sui social, raggiungendo centinaia di migliaia di visualizzazioni. Hanno persino esposto il volto della figlia di tre anni e mezzo della vittima, bollato ingiustamente come “pedofilo” – un’accusa smentita dalle indagini, ma che ha rovinato la vita a un italiano innocente.

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E le minacce? Roba da brividi. In un’intervista al programma *Le Iene*, Don Ali ha rilanciato: “Se la prossima volta abusi un bambino, finirà molto peggio”. Minacce dirette contro un insegnante, un pilastro della nostra società, solo perché osava fare il suo lavoro. L’istituto scolastico, le Immacolatine, ha sporto querela per diffamazione e chiede un risarcimento milionario per i danni d’immagine – e ha ragione da vendere. Ma non finisce qui: l’11 novembre, questo “re” ha aggredito una troupe televisiva di *Dritto e Rovescio*, sfondando il parabrezza dell’auto con una mazza chiodata. Violenza pura, gratuita, contro giornalisti che cercavano solo di fare luce su questi farabutti.

Ora, la beffa finale: la difesa chiede il rito abbreviato con perizia psichiatrica, per verificare se Don Ali era “capace di intendere e volere”. Traduzione: vuole uno sconto di un terzo sulla pena e poi evitare il carcere fingendo di essere matto. Ma quale pazzia? Questa è la tipica furbizia di chi è cresciuto in Italia grazie ai nostri soldi, ma rifiuta le nostre regole. Don Ali è l’emblema degli immigrati di seconda generazione: nati qui o arrivati da piccoli, ma con la testa rimasta nei Paesi d’origine, dove la violenza è legge. Invece di integrarsi, formano bande, spacciano terrore sui social e minacciano gli italiani veri – insegnanti, giornalisti, famiglie innocenti. E noi? Pagiamo il conto con tasse, insicurezza e un welfare che li mantiene.

Basta con questa ipocrisia! Gli immigrati di seconda generazione come Don Ali non sono “vittime della società”, sono predatori che sfruttano la nostra tolleranza per seminare caos. Politiche di integrazione fallite hanno creato mostri come lui: tiktoker che glorificano la violenza, minacce razziste al contrario contro gli italiani, e ora la pretesa di impunità fingendo disturbi mentali. È ora di dire stop: espulsioni immediate per chi delinque, revoca della cittadinanza per questi “italiani di carta”, e confini blindati. Altrimenti, le nostre città diventeranno feudi di “maranza” importati, e gli italiani veri saranno i veri pazzi a tollerarlo.

Se non reagiamo ora, casi come Don Ali si moltiplicheranno. Svegliamoci, prima che sia troppo tardi!

Don Alì, il «re dei maranza», chiede una perizia psichiatrica per evitare il carcere ultima modifica: 2026-01-08T17:17:14+00:00 da V
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By V gennaio 8, 2026 17:17
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2 Comments

  1. Ul Gigi da Viganell gennaio 8, 19:01

    Ha paura di prenderlo nel culo tutte le sere… 😇

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  2. lorenzoblu gennaio 8, 21:18

    Visto che è una riZorZa in ogni caso ritardata di cosa ce ne facciamo? Affanculo a casa sua in africA

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