Carabiniere condannato a mantenere i 5 figli e i 7 fratelli del ladro siriano
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**Follia della magistratura: carabiniere condannato a “mantenere” i parenti del ladro siriano che aggredì il collega con un cacciavite!**
Il Tribunale di Roma ha emesso la sentenza che fa ribollire il sangue: il vicebrigadiere Emanuele Marroccella, 44 anni, condannato a 3 anni di reclusione per eccesso colposo nell’uso delle armi dopo aver sparato al ladro siriano Jamal Badawi (56 anni, irregolare con 4 decreti di espulsione mai eseguiti) che stava accoltellando a morte il suo collega con un cacciavite nel 2020 all’Eur.
Non basta la galera: il militare dovrà pagare una provvisionale immediatamente esecutiva di **125.000 euro** alle parti civili (moglie e 5 figli del siriano, più 7 fratelli), e il risarcimento totale – secondo stime de La Verità – potrebbe schizzare fino a **1 milione di euro**. Con uno stipendio da carabiniere di circa 1.800 euro netti al mese, Marroccella dovrebbe lavorare **6 anni pieni** solo per coprire la provvisionale, senza contare interessi, spese legali e il resto della condanna civile.
Mentre il delinquente clandestino, pluridenunciato e mai espulso, ha potuto aggredire indisturbato, il carabiniere che ha salvato la vita al collega finisce rovinato economicamente e con la carriera distrutta.
**Follia della magistratura italiana**: punire chi difende la vita e premiare i parenti di un criminale importato.
L’Italia agli italiani: basta con questa giustizia al contrario!
La notizia a cui si riferisce il poster (quella immagine virale con il titolo “IL CALVARIO DEL MILITARE CONDANNATO…” e il carabiniere di spalle) riguarda la recente condanna in primo grado del vicebrigadiere dei Carabinieri **Emanuele Marroccella**, 44 anni, per l’uccisione di un ladro siriano durante un intervento nel settembre 2020 a Roma (quartiere Eur, via Paolo Di Dono).
### I fatti principali
Il 20 settembre 2020, Marroccella (all’epoca in servizio al Nucleo Radiomobile) e un collega intervennero su segnalazione di effrazione in un ufficio/azienda informatica. Una volta individuato il ladro, **Jamal Badawi**, siriano di 56 anni (clandestino con precedenti e quattro decreti di espulsione mai eseguiti per mancanza di posti nei CPR), l’uomo reagì aggredendo il collega del carabiniere con un cacciavite, ferendolo gravemente al torace (il collega si salvò per miracolo).
Marroccella esplose due colpi di pistola per fermarlo: uno colpì Badawi alla schiena mentre fuggiva, uccidendolo. Il Tribunale di Roma (giudice Claudio Politi, sezione decima) lo ha condannato a **3 anni di reclusione** per **eccesso colposo nell’uso legittimo delle armi** (la Procura aveva chiesto 2 anni e 6 mesi, ma il giudice ha inasprito la pena). In più:
– **5 anni di interdizione dai pubblici uffici**,
– Pagamento delle spese processuali,
– **Provvisionale immediatamente esecutiva di 125.000 euro** come risarcimento alle parti civili (parenti del siriano costituitisi: moglie + 5 figli trasferiti in Svizzera a 15.000 euro ciascuno, e 7 fratelli a 5.000 euro ciascuno).
Il risarcimento totale potrebbe arrivare a centinaia di migliaia di euro (fino a 1 milione stimato in sede civile), e il giornale **La Verità** (che ha dedicato ampio spazio al caso con titoli come “Costretto a dare 6 anni di stipendio ai parenti del criminale clandestino”) calcola che, con uno stipendio medio da carabiniere intorno ai 1.500-2.000 euro netti al mese, Marroccella dovrebbe lavorare circa **6 anni** solo per coprire la provvisionale di 125.000 euro (senza contare interessi, spese e possibili aumenti futuri).
La famiglia del siriano (tra cui figli a cui Badawi aveva perso la potestà genitoriale) si è costituita parte civile nonostante vivesse lontana (Svizzera/Siria), e l’avvocata della parte civile aveva chiesto addirittura una condanna per omicidio volontario.
### Reazioni e contesto
La sentenza ha scatenato indignazione, con solidarietà da:
– **Matteo Salvini** (“Vicinanza al carabiniere che ha fatto il suo dovere”),
– **Guido Crosetto** (ministro della Difesa, che ha telefonato personalmente a Marroccella dicendogli di “continuare a credere nello Stato”),
– Sindacati come Unarma e Usmia Carabinieri.
La difesa (avvocati Paolo Gallinelli e Lorenzo Rutolo) annuncia ricorso in appello, sostenendo che non è stato considerato adeguatamente il pericolo mortale per il collega ferito e il contesto concitato.
In sintesi, è lo stesso caso del carabiniere che abbiamo trattato:
Uccise ladro straniero che accoltellava collega: carabiniere condannato a 3 anni



Stato di 💩 capace soltanto di depredare il popolo onesto e lavoratore in ogni circostanza, per il resto , totalmente inetto e fallito! Sfido io che le Forze dell’Ordine saranno sempre meno presenti per difendere il cittadino dai mille soprusi e atti delinquenziali, oramai siamo al punto di non ritorno 🤬