Perseguitati dai maranza: «Mio figlio non va più in centro, ha paura»
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«Mio figlio è stato rapinato da quella banda di ragazzini rom una decina di giorni fa. Minacciato e poi aggredito. Da quel giorno non è più tornato in centro. Ha paura. Il giorno in cui abbiamo presentato denuncia ci hanno detto che eravamo il terzo caso della giornata. E che la gente è frenata dal segnalare per la paura di ritorsioni. Anche a scuola, del resto, spariscono spiccioli e indumenti».
**Montebelluna: Baby Gang Terrorizza Centro Storico – Tre Minorenni Italiani Rapinati e Minacciati da Gruppo di Stranieri, Degrado Importato Fuori Controllo!**
Montebelluna (Treviso), tranquilla cittadina del Veneto, è diventata l’ennesimo teatro della violenza quotidiana portata dall’immigrazione incontrollata: nella serata del 9 gennaio 2026, un gruppo di stranieri minorenni ha accerchiato e rapinato tre ragazzi italiani di 15-17 anni in pieno centro storico, vicino a piazza Oberkochen. Le vittime, terrorizzate, sono state minacciate, spintonate e private di cellulari, portafogli e capi di abbigliamento di marca – un’aggressione brutale e premeditata che ha lasciato i giovani sotto shock e i genitori in allarme.
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Secondo quanto ricostruito da Il Gazzettino, i tre ragazzi stavano passeggiando quando sono stati circondati da un branco di 6-8 coetanei stranieri. Minacce verbali, spintoni, pugni e infine rapina: uno dei ragazzi è stato afferrato per il collo, un altro ha ricevuto calci, mentre il terzo è stato derubato del telefono sotto la minaccia di botte più gravi. Le vittime sono riuscite a fuggire e a chiamare i carabinieri della Compagnia di Montebelluna, che hanno avviato indagini serrate con l’ausilio di videosorveglianza cittadina e testimonianze. Al momento, i rapinatori sono ancora in fuga, ma la dinamica è tipica delle baby gang di seconda generazione: stranieri cresciuti in Italia, spesso nordafricani o di origine islamica, che usano la forza del numero per rapinare e umiliare coetanei italiani.
Questo non è un caso isolato: Montebelluna, come tutto il Veneto, è sempre più teatro di rapine, pestaggi e minacce da parte di branchi di minori stranieri. Piazze, giardini, vie centrali – zone un tempo sicure – diventano terreno di caccia per questi teppisti che non temono nulla, sapendo di godere di impunità grazie a leggi che proteggono i minori e a una magistratura che li tratta con i guanti. Le vittime, ragazzi italiani normali, escono traumatizzati, mentre i rapinatori tornano liberi o vengono affidati a comunità che non li rieducano.
Il problema è sistemico: questi “maranza” di seconda generazione sono il frutto marcio di ricongiungimenti familiari infiniti e immigrazione selvaggia che ha permesso l’ingresso di migliaia di famiglie da Paesi islamici e africani. Crescono in Italia ma rifiutano ogni integrazione, formano clan violenti e impongono la legge della prepotenza. La sinistra minimizza, parla di “ragazzi in difficoltà” – ma la realtà è chiara: sono delinquenti seriali che vedono gli italiani come prede facili.
Basta con le denunce in libertà e le comunità protette! Questi minori stranieri vanno espulsi con le famiglie al primo reato – stop a ricongiungimenti che generano branchi violenti, blocco totale immigrazione da Paesi ad alto rischio. L’Italia agli italiani – o continueremo a vedere ragazzi italiani rapinati e terrorizzati nei giardini pubblici da immigrati impuniti! Le indagini proseguono, ma l’emergenza è evidente: remigration ora, prima che le nostre città diventino no-go zone irreversibili!



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