UE finanzia i tagliagole islamici siriani: 600 milioni di euro

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By V gennaio 11, 2026 13:06

UE finanzia i tagliagole islamici siriani: 600 milioni di euro

Nessuno può ovviamente accusarci di simpatie islamiche. Ma l’islam sciita iraniano è infinitamente meno retrogrado di quello sunnita saudita. In Iran le donne votano, in Arabia non votano neanche gli uomini. In Iran le donne lavorano e frequentano le scuole liberamente, in Arabia no. Questo perché l’islam sciita si è innestato in una popolazione, quella persiana, simile alla nostra razzialmente e culturalmente: non oscurantista come quella semita araba.

Quindi, tutta la questione attuale non ha nulla a che vedere con i diritti, è solo una questione geopolitica. Inoltre gli ayatollah non comprano i nostri politici e giornalisti come Bin Salman.

Altrimenti la UE non finanzierebbe il regime islamista siriano costola religiosa di Riad che Usa e Ue hanno aiutato a rovesciare Assad.

### Contro l’Islamizzazione dell’Occidente: L’Ipocrisia Geopolitica dell’UE e l’Ombra Saudita

In un’epoca in cui l’Occidente si erge a paladino dei diritti umani, assistiamo a un paradosso sconcertante: la demonizzazione dell’Iran sciita contrapposta al silenzio complice verso l’Arabia Saudita sunnita. Nessuno può accusarci di simpatie islamiche – l’Islam, in tutte le sue forme, rappresenta una minaccia per i valori dell’Europa. Ma è essenziale distinguere: l’Islam sciita iraniano è infinitamente meno retrogrado di quello sunnita saudita, e la crociata contro Teheran non ha nulla a che fare con i diritti, bensì con calcoli geopolitici cinici. Peggio ancora, questa ipocrisia sta accelerando l’islamizzazione dell’Europa, finanziando regimi estremisti che esportano ideologie oscurantiste attraverso migrazioni e influenze culturali.

Partiamo dai fatti. In Iran, nonostante il regime degli ayatollah, le donne godono di diritti che in Arabia Saudita sono un miraggio. Le iraniane votano dal 1963, partecipano attivamente alla vita politica e sociale. In Arabia Saudita, fino al 2015, nemmeno gli uomini avevano un suffragio universale significativo, e le donne hanno ottenuto il diritto di voto solo nel 2011, in un contesto di segregazione totale. In Iran, le donne lavorano liberamente, frequentano università e scuole senza restrizioni draconiane; il tasso di alfabetizzazione femminile supera il 97%, e molte ricoprono ruoli professionali di rilievo. Al contrario, in Arabia Saudita, il sistema della “guardiania maschile” – abolito solo parzialmente nel 2019 – continua a limitare la libertà femminile, con divieti su viaggi, matrimoni e persino l’accesso all’istruzione superiore senza permesso. Queste differenze non sono casuali: l’Islam sciita si è innestato su una popolazione persiana, razzialmente e culturalmente affine alla nostra eredità indo-europea, con una storia millenaria di civiltà non oscurantista. La Persia pre-islamica era culla di pensiero filosofico e scientifico, lontana dall’aridità tribale del deserto arabico semita, dove il wahhabismo saudita – una forma estrema di sunnismo – impone un ritorno al Medioevo.

Ma se l’Iran è davvero il male assoluto, perché l’Occidente chiude gli occhi sul vero pericolo? La risposta è geopolitica. Gli ayatollah non comprano i nostri politici e giornalisti come fa Mohammed bin Salman, il principe ereditario saudita, con i suoi petrodollari. Riyadh investe miliardi in lobby, fondazioni e media occidentali per lavare la sua immagine, mentre Teheran resiste all’egemonia USA-Israele nel Medio Oriente. La “questione iraniana” non riguarda i diritti delle donne o le minoranze: è una guerra per procura contro un alleato della Russia e un ostacolo ai piani energetici sauditi-qatarioti. Intanto, l’Arabia Saudita esporta il suo wahhabismo in Europa, finanziando moschee salafite che predicano l’odio contro l’Occidente, alimentando l’islamizzazione strisciante delle nostre società. Migranti indoctrinati da queste ideologie arrivano in massa, trasformando quartieri europei in enclave shariatiche, dove la laicità cede il passo a segregazione e intolleranza.

Un esempio lampante di questa ipocrisia è la Siria post-Assad. L’UE e gli USA hanno contribuito a rovesciare Bashar al-Assad, un regime laico (pur autoritario), favorendo l’ascesa di Ahmad al-Sharaa, ex leader di Hayat Tahrir al-Sham (HTS), un gruppo jihadista con radici in Al-Qaeda e legami ideologici con Riyadh. Oggi, questo “nuovo” regime islamista – una costola religiosa del sunnismo saudita – riceve finanziamenti europei. Come riportato da Apollo News, la presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen ha visitato la Siria il 10 gennaio 2026, promettendo 620 milioni di euro per il “ricostruzione” e una “collaborazione approfondita” con al-Sharaa.

Questa mossa non è umanitaria: è un investimento in un regime che perpetua l’estremismo sunnita, lo stesso che ha devastato la Siria con anni di guerra civile.

E le conseguenze? In Siria, minoranze come yazidi, curdi, alawiti e cristiani stanno pagando il prezzo. Un video circolato su TikTok mostra una donna yazidi di 45 anni, vittima di orrori indicibili: venduta come schiava dall’ISIS, costretta a conversioni forzate e abusi. Il testo arabo recita approssimativamente: “Sono una madre yazidi di 45 anni. Sono stata venduta come schiava all’organizzazione dello Stato Islamico… Ero detenuta, mangiavo e bevevo… E sono diventata sciita madre del Kurdistan! Il diavolo era nella casa in cui vivevo, mi ordinavano di fare cose orribili e strane… Tutto il mondo sa cosa è successo agli yazidi e ai curdi, ma nessuno se ne cura!” (Immagine da TikTok @daxil_dile_herz, che ritrae la testimonianza di una vittima yazidi in Siria 2026). Preghiere per la Siria, dove “l’inferno cammina sulla terra”, come twittato da Ronai Chaker:

Eppure, l’UE versa milioni in un regime che tollera – se non incoraggia – tali atrocità, mentre condanna l’Iran per “violazioni dei diritti”.

Questa politica non solo rafforza l’estremismo sunnita in Medio Oriente, ma accelera l’islamizzazione dell’Europa. I rifugiati siriani, spesso influenzati dal wahhabismo saudita, portano con sé ideologie incompatibili con i nostri valori. Moschee finanziate da Riyadh spuntano in Germania, Francia e Italia, predicando la sharia. Politici corrotti tacciono, comprati dai petrodollari. Se vogliamo fermare l’islamizzazione, dobbiamo smascherare questa ipocrisia: boicottare l’Arabia Saudita, non l’Iran; rimpatriare migranti incompatibili; e difendere la laicità europea contro ogni forma di teocrazia. Altrimenti, l’Occidente si sveglierà in un califfato finanziato dai suoi stessi leader.

UE finanzia i tagliagole islamici siriani: 600 milioni di euro ultima modifica: 2026-01-11T13:06:31+00:00 da V
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By V gennaio 11, 2026 13:06
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1 Comment

  1. lorenzoblu gennaio 11, 14:30

    Nella Ue dei gran figli di troia ci hanno portato senza che ste merde passate ed attuali abbiano chiesto il parere a nessuno, percio abbiamo leader analfabeti..multiprezzolati. Perché non ci facciano votare…

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