Groenlandia, Trump è pronto all’invasione: “Potrei dover scegliere tra isola e Nato”

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By V gennaio 12, 2026 13:56

Groenlandia, Trump è pronto all’invasione: “Potrei dover scegliere tra isola e Nato”

# Groenlandia: Gli USA la Vogliono, e Se la Prenderanno – Perché la Posizione Danese e Groenlandese È Insostenibile

In un contesto geopolitico sempre più teso, con la Russia già posizionata e la Cina che guarda con avidità alle risorse dell’Artico, Donald Trump ha rilanciato l’interesse statunitense per la Groenlandia. In una recente intervista al *New York Times*, Trump ha dichiarato che potrebbe dover scegliere tra l’isola e la NATO, affermando: “Beh, non vorrei dirvelo, ma potrei dover fare una scelta”. Ha aggiunto che la Russia e la Cina non temono una NATO senza gli USA, e ha ribadito l’importanza strategica della Groenlandia per la sicurezza nazionale americana. Alla Casa Bianca, le sue parole sono state ancora più esplicite: “Se noi non prendiamo la Groenlandia, la Russia o la Cina la prenderanno e questo non possiamo permetterlo – vorrei fare un accordo con loro, è più facile, ma in un modo o in un altro avremo la Groenlandia, se non lo faremo con le buone lo faremo con le cattive”. Il segretario di Stato Marco Rubio ha confermato al Congresso che gli USA stanno valutando opzioni, inclusa la forza militare, per acquisire l’isola.

Questa dichiarazione non è solo un avvertimento: riflette una realtà inevitabile. Se gli Stati Uniti vogliono la Groenlandia, se la prenderanno in un modo o nell’altro. La posizione danese, che insiste sulla sovranità autonoma dell’isola, non è tenibile né dal punto di vista pratico né da quello della legittimità. Nonostante lo status ufficiale cambiato nel 1953, quando la Costituzione danese ha integrato la Groenlandia nel regno, eliminando formalmente il suo status di colonia, l’isola rimane de facto una dipendenza coloniale. I legami con la Danimarca sono stretti, sia formali che informali, e Copenaghen controlla ancora aspetti cruciali come la difesa e la politica estera. Storicamente, la Groenlandia è stata trattata come una colonia fin dal XVIII secolo, e il dibattito alle Nazioni Unite negli anni ’40 e ’50 ha esaminato proprio il suo status di “territorio non autogovernato”. In un’era di superpotenze come USA, Russia e Cina, una piccola nazione europea come la Danimarca non può realisticamente opporsi a una potenza globale che vede l’Artico come un’arena strategica vitale. L’incontro previsto questa settimana tra funzionari USA, incluso Rubio, e il ministro degli Esteri danese Lars Løkke Rasmussen, potrebbe essere l’inizio di negoziati – o di pressioni – che porteranno a un trasferimento inevitabile.

Ancora più insostenibile è la posizione dei cosiddetti “groenlandesi”. Con una popolazione di circa 56.000 abitanti – meno di una piccola città italiana come Bolzano – detengono la sovranità su un territorio immenso di 2.166.086 km², sette volte più grande dell’Italia (301.340 km²). È una sproporzione assurda: poche decine di migliaia di persone controllano risorse naturali enormi, tra ghiacciai, minerali rari e rotte marittime che si aprono con il cambiamento climatico. In un mondo dove la demografia e la potenza economica contano, questa “autonomia” appare come un’anomalia storica, ereditata dal colonialismo danese. La premier danese Mette Frederiksen ha confermato l’incontro con gli USA, ma l’Unione Europea, attraverso la presidente Ursula von der Leyen, insiste che “la Groenlandia appartiene al suo popolo” e ha raddoppiato i fondi per il partenariato (530 milioni di euro per il 2028-2034). Tuttavia, questi investimenti sembrano più un tentativo disperato di mantenere influenza che una strategia vincente contro le ambizioni americane.

Il segretario generale della NATO, Mark Rutte, ha enfatizzato la necessità di rafforzare la sicurezza nell’Artico, dichiarando: “Stiamo lavorando sui prossimi passi da fare per garantire che effettivamente proteggiamo collettivamente ciò che è in gioco”. Ma Trump ha ragione: senza gli USA, la NATO perde peso contro Russia e Cina, che già mirano alle risorse artiche. L’Europa “sta diventando un posto molto diverso e devono davvero adattarsi”, come ha detto Trump. In questo scenario, la Groenlandia non è solo un’isola ghiacciata: è un asset strategico per il controllo dell’Artico, con implicazioni per rotte commerciali, basi militari e risorse minerarie.

In conclusione, le tesi di Trump non sono mere provocazioni, ma una valutazione realistica. La Danimarca e i groenlandesi non possono tenere una posizione che ignora le dinamiche di potere globali. Se non con le buone, gli USA procederanno con le cattive, assicurando che l’isola non cada in mani ostili. L’Europa farebbe bene a “adattarsi”, come suggerito, prima che sia troppo tardi.

Groenlandia, Trump è pronto all’invasione: “Potrei dover scegliere tra isola e Nato” ultima modifica: 2026-01-12T13:56:23+00:00 da V
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