Referendum giustizia si voterà 22 e 23 marzo: toghe rosse votano no
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**Referendum sulla giustizia: la data è ufficiale, si vota il 22 e 23 marzo 2026**
Il **Consiglio dei ministri** ha deciso: il referendum confermativo sulla riforma costituzionale della giustizia (separazione delle carriere tra giudici e pm, più l’istituzione della Corte disciplinare) si terrà **domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026**. La data è stata confermata dalla premier Giorgia Meloni già nella conferenza stampa di inizio anno e formalizzata oggi, 12 gennaio 2026.
Il quesito chiederà agli italiani se approvare o respingere la legge costituzionale Nordio-Meloni che introduce la netta distinzione tra magistrati giudicanti e requirenti fin dall’ingresso in carriera, due Consigli Superiori della Magistratura separati (con sorteggio dei membri) e l’Alta Corte disciplinare.
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I sondaggi più recenti (tra dicembre 2025 e inizio gennaio 2026) continuano a mostrare un vantaggio netto per il **Sì**:
– Istituto Noto (per Porta a Porta): +12 punti percentuali per il Sì, con affluenza stimata intorno al 53%.
– Altre rilevazioni (Avvenire, Sigma-Piave, EMG): vantaggio del Sì tra i 10 e i 12 punti, con percentuali che in alcuni casi arrivano al 58% tra i votanti certi.
– Il Sì domina soprattutto al Nord e tra gli elettori di centrodestra (oltre l’85-90%).
Il fronte del **No** (sostenuto dalle toghe rosse, gran parte del centrosinistra, dall’Anm e da comitati civici) appare in difficoltà, anche se resta viva la protesta per la scelta della data: alcuni comitati promotori di una raccolta firme parallela hanno annunciato ricorsi, accusando il governo di aver accelerato senza attendere il termine del 30 gennaio per le firme popolari.
Ricordiamo che si tratta di un **referendum confermativo** (art. 138 Cost.): **non è richiesto quorum**, basta la maggioranza semplice dei voti validi espressi. Se il Sì prevarrà, la riforma diventerà definitiva, segnando una delle modifiche più profonde all’ordinamento giudiziario italiano degli ultimi decenni.
Una partita decisiva per il governo Meloni, che punta a capitalizzare il momento favorevole nei sondaggi. Il conto alla rovescia è ufficialmente partito: tra poco più di due mesi l’Italia deciderà.


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