STUDENTI ITALIANI COSTRETTI A VISITARE MOSCHEA E IMPARARE L’ARABO

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By V gennaio 14, 2026 23:54

STUDENTI ITALIANI COSTRETTI A VISITARE MOSCHEA E IMPARARE L’ARABO

### Invasione Islamica nelle Scuole Italiane: Da Milano a Roma, i Nostri Figli Indottrinati e Colonizzati! Allarme Rosso per l’Identità Nazionale, Fermiamo Questa Deriva Prima che Sia Troppo Tardi!

Cari patrioti, l’Italia è sotto assedio! Non parlo di un’invasione armata, ma di una colonizzazione subdola, strisciante e inesorabile che sta divorando il cuore della nostra nazione: le scuole pubbliche. In soli due giorni, due scandali clamorosi hanno squarciato il velo del buonismo multiculturalista, rivelando un piano orchestrato per islamizzare le menti dei nostri giovani. A Milano, studenti italiani vengono portati in una moschea per “lezioni di educazione civica”, finanziando l’espansione islamica con i soldi delle famiglie. A Roma, l’arabo – lingua del Corano e simbolo dell’Islam – diventa materia curricolare obbligatoria in un liceo statale, promosso da un movimento politico musulmano che mira a conquistare la Capitale. È questa l’Italia che vogliamo? Un Paese dove le radici cristiane, la Costituzione e la Divina Commedia vengono soppiantate da imam non controllati e lezioni in arabo? No, è un’invasione culturale che minaccia la nostra sovranità, la nostra identità e il futuro dei nostri figli. Svegliamoci, prima che le nostre aule scolastiche si trasformino in madrase!

Partiamo dal nord, da Milano, dove l’Istituto Statale Ettore Conti ha toccato il fondo dell’assurdo. Immaginate: una classe quarta di una scuola superiore italiana, il 19 gennaio prossimo, non studierà la Costituzione o i principi della Repubblica in aula, ma verrà trascinata al Centro Islamico di Sesto San Giovanni per un’ora di Educazione civica sul “dialogo interreligioso”. Non è una gita innocente, ma un’immersione in un ambiente che rappresenta l’avanzata incontrollata dell’Islam nel nostro territorio. L’europarlamentare leghista Isabella Tovaglieri ha lanciato l’allarme con parole che echeggiano come un grido di battaglia: “All’Istituto Statale Ettore Conti la lezione di Educazione civica si fa al centro islamico, inaccettabile. Apprendiamo con sconcerto che il prossimo 19 gennaio una classe quarta della scuola superiore milanese svolgerà l’ora di Educazione civica dedicata al dialogo interreligioso presso il Centro Islamico di Sesto San Giovanni. Qui gli studenti saranno presumibilmente accolti da un imam non iscritto ad alcun registro – in mancanza di un’intesa tra lo Stato e la religione islamica – che sarà libero di indottrinare la classe senza alcun controllo da parte di organismi superiori riconosciuti e senza dover sottostare a linee guida concordate e ben definite”.

Pensateci: un imam, figura religiosa non regolamentata dallo Stato italiano, libero di “insegnare” ai nostri ragazzi senza alcun filtro! In un Paese dove non esiste un’intesa ufficiale con l’Islam – a differenza di altre religioni – questo significa aprire le porte all’indottrinamento puro e semplice. Dove sono i controlli? Dove è la trasparenza? La Tovaglieri lo dice chiaro: “Non è in questo modo che si insegnano la convivenza civile e il dialogo tra le religioni, servono invece trasparenza e reciprocità”. Reciprocità? Figuriamoci! Provate a immaginare una scuola islamica che porta i suoi alunni in una chiesa cattolica per un “dialogo”: verrebbe mai permesso senza accordi ufficiali? No, perché l’Islam non conosce reciprocità, solo espansione unilaterale. Approfitta del nostro buonismo, della sinistra che vede nell’immigrazione di massa un modo per diluire le nostre tradizioni cristiane e europee. E come se non bastasse, questa follia è a pagamento: “Ad aggravare il progetto educativo del Conti c’è anche il fatto che la visita al Centro Islamico non sarà gratuita, ma prevede il pagamento di un ‘obolo’ di 3 euro a studente, che contribuirà inevitabilmente a finanziare l’ulteriore espansione dell’islam nel capoluogo lombardo”, denuncia la Tovaglieri. Tre euro a testa? Sembra una sciocchezza, ma per una classe intera diventano fondi diretti alle casse di un centro islamico che opera in un limbo legale, senza intese statali. È un finanziamento occulto all’islamizzazione, pagato dalle famiglie italiane per indottrinare i propri figli!

Questa non è educazione, è colonizzazione! E la Tovaglieri conclude con un appello che dovrebbe scuotere ogni italiano: “Per questo motivo non possiamo che censurare questa rischiosa scelta didattica e invitiamo la scuola a dedicare le ore di Educazione civica all’approfondimento delle nostre radici cristiane”. Giusto! Invece di gite in moschee, portiamo i ragazzi a visitare le cattedrali, i siti storici cristiani, le lezioni sulla lotta contro l’estremismo islamico che ha insanguinato l’Europa. Ma no, certa dirigenza scolastica, infarcita di ideologia progressista, preferisce pompare risorse verso strutture che spuntano come funghi: moschee abusive, preghiere in strada che bloccano il traffico, deroghe per feste musulmane. È un pattern diabolico che sta divorando l’Italia dall’interno, minacciando la nostra sovranità culturale. Se non fermiamo questo ora, domani i nostri figli potrebbero pregare verso la Mecca invece di studiare la storia romana.

E se pensate che Milano sia un caso isolato, spostiamoci a Roma, la Città Eterna, culla del cristianesimo, ora sotto attacco da un’invasione linguistica e politica. Al Liceo Linguistico Eugenio Montale, dal prossimo anno scolastico 2026/27, l’arabo entra come terza lingua curricolare obbligatoria, opzione extra-europea accanto al cinese. Non è una scelta neutra per “aprire al mondo”, ma un cavallo di Troia per l’Islam, spinto da un movimento politico musulmano che esulta apertamente. Il gruppo MuRo27 – Musulmani per Roma 2027 – ha pubblicato su Instagram un post trionfalistico, annunciando la novità come un “sguardo verso il futuro” e invitando all’open day. Ecco il post embedded che ha fatto esplodere la polemica:

Guardate: emoji di moschee (🕋), propaganda su come l’arabo sia parlato da “decine di migliaia” a Roma, e un invito all’open day del 24 gennaio in via di Bravetta. MuRo27 si presenta come un movimento di musulmani residenti che vuole “contribuire alla discussione politica” per le elezioni del 2027, promuovendo “idee coerenti con la propria appartenenza religiosa” – senza specificare quali, ma possiamo immaginarlo: sharia light? Quote islamiche? È un uso sfacciato della scuola pubblica come piattaforma elettorale!

Il deputato leghista Rossano Sasso, capogruppo in commissione Cultura, non ci sta e annuncia un’interrogazione parlamentare: “Apprendo da Il Giornale del post dal titolo ‘arabo a scuola, uno sguardo verso il futuro’, pubblicato sul profilo Instagram del movimento politico ‘musulmani per Roma’, che al liceo Montale di Roma è stata adottata come lingua curricolare l’arabo. Quindi dopo la storia, la filosofia, il latino, i nostri studenti dovranno studiare l’arabo! Il movimento politico che dichiara apertamente di volersi presentare alle elezioni ‘promuovendo idee coerenti con la propria appartenenza religiosa’ (senza specificare quali) invita poi a recarsi all’open day della scuola. Vorrei capire da chi sia partita tale proposta, e lo farò attraverso una interrogazione parlamentare. Perché se dovessimo trovarci dinanzi ad una proposta di un partito islamico recepita da una scuola italiana ci troveremmo dinanzi all’ennesimo caso di islamizzazione della nostra società”.

Sasso ha ragione da vendere: in un’Italia erosa dall’immigrazione islamica – moschee abusive, enclavi no-go, feste religiose che soppiantano le nostre – introdurre l’arabo come materia obbligatoria è sostituzione culturale pura. Il Montale diventa il quinto liceo in Italia e il primo a Roma a cedere, ma chi ha deciso? Un “partito islamico” che influenza lo Stato? Dove è la laicità? MuRo27 si nasconde dietro la “conoscenza” e la “buona scuola pubblica”, ma è propaganda: favorisce l’Islam senza reciprocità. Nei Paesi musulmani, insegnano l’italiano o il cristianesimo? No! È espansione, non dialogo.

Questi due episodi – Milano e Roma – non sono coincidenze, ma tasselli di un mosaico infernale: islamizzazione delle scuole per colonizzare le menti giovani. Aggiungeteci gite in centri islamici, deroghe per ramadan, preghiere in aula: è un’invasione che diluisce il nostro DNA cristiano-europeo. La sinistra e il buonismo aprono le porte, ma noi diciamo basta! Sosteniamo Tovaglieri e Sasso: interrogazioni parlamentari, blocchi immediati, ritorno alle radici cristiane. Se non reagiamo, tra pochi anni le nostre scuole saranno irriconoscibili, i nostri figli convertiti culturalmente. Patrioti, unitevi: l’Italia resiste, non si arrende! 🇮🇹 Fermiamo l’invasione ora!

STUDENTI ITALIANI COSTRETTI A VISITARE MOSCHEA E IMPARARE L’ARABO ultima modifica: 2026-01-14T23:54:23+00:00 da V
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