Il nemico islamico è già in casa nostra: non a Teheran
Related Articles
**Il Nemico Islamico è in Casa Nostra: Non l’Iran, ma l’Immigrazione Regolare che Conduce una Guerra Demografica Silenziosa e la Shari’a che Si Insegna nelle Nostre Città!**
Patrioti italiani, smettiamola di guardare solo lontano. Mentre i telegiornali ci ipnotizzano con le minacce nucleari iraniane o i conflitti in Medio Oriente, il vero attacco all’Italia avviene qui, sotto i nostri occhi, giorno dopo giorno, con numeri, moschee, corsi e bambini coinvolti. Il nemico non è oltre confine: è già dentro le nostre mura, e si chiama **guerra demografica**. L’islam si diffonde in Italia principalmente attraverso l’immigrazione regolare, quella che arriva con visti, ricongiungimenti familiari, flussi controllati e quote annuali decise da governi deboli e UE buonista. Non servono barconi per vincere questa battaglia: basta far entrare centinaia di migliaia di persone ogni anno, farle radicarsi, far crescere famiglie numerose, costruire centri culturali, moschee e reti associative. È una sostituzione etnica e culturale lenta, metodica, finanziata anche dai nostri soldi e dai petrodollari, che punta a cambiare il volto demografico dell’Italia entro poche generazioni.
Guardate i numeri: l’immigrazione regolare musulmana cresce inesorabilmente. Ricongiungimenti familiari portano mogli, figli, parenti. Le nascite nelle comunità islamiche sono mediamente molto superiori a quelle italiane. Le conversioni, favorite da un clima di relativismo culturale e da una Chiesa spesso silente, aggiungono altri tasselli. Nel frattempo, i centri islamici si moltiplicano, spesso con fondi esteri (Kuwait, Qatar, Arabia Saudita e non l’Iran!), e diventano veri e propri avamposti per diffondere la shari’a, la legge divina che non si piega alle nostre norme laiche e cristiane. È una colonizzazione demografica mascherata da integrazione, e mentre noi discutiamo di Iran, qui da noi si va a scuola di jihad e di shari’a.
Prendiamo Brescia, dove il **Centro Culturale Islamico di Brescia**, con il patrocinio dell’**Associazione Islamica Italiana degli Imam e delle Guide**, ha organizzato un corso sugli obiettivi della shari’a tenuto da **Sheikh Amin Al-Hamzi**, figura di rilievo nel panorama islamico europeo. Il corso è legato all’**Istituto Bayan** di San Giovanni Lupatoto (Verona), un centro di formazione imam che riceve finanziamenti dal Kuwait attraverso l’**International Islamic Charity Organisation** (ONG attiva in 56 paesi e riconosciuta da UNHCR e UNRWA). L’Istituto Bayan fa parte di una rete transnazionale con collegamenti ai Fratelli Musulmani, che forma imam per l’Europa e rilascia titoli per aprire scuole e centri islamici. Rapporti dell’intelligence francese lo indicano come struttura di reclutamento e diffusione della shari’a. Mentre le famiglie italiane faticano a fare un figlio, comunità musulmane ben organizzate e finanziate dall’estero formano guide religiose che porteranno la shari’a nelle nostre città. È la guerra demografica in azione: più imam formati, più moschee, più influenza, più cambiamento demografico irreversibile.
A Piacenza la situazione diventa ancora più inquietante, perché tocca direttamente i nostri bambini. L’**Istituto di Studi Islamici Averroè** porta lezioni di etica musulmana (adab, akhlaq, sira, fiqh, hadith, Corano) direttamente nelle scuole elementari e nei licei, con visite in moschea durante l’orario scolastico. Due classi di quinta elementare e due licei hanno già partecipato. L’obiettivo dichiarato? Raccontare l’Islam alle nuove generazioni. Ma chi ha autorizzato questi indottrinatori a entrare nelle nostre scuole pubbliche? Il deputato leghista **Rossano Sasso** ha reagito con forza: «Qui siamo dinanzi a una scuola coranica che manda i suoi docenti a fare lezioni di islam nelle nostre scuole, a ragazzi ma anche a bambini delle elementari. Bisogna fermare immediatamente l’ennesimo tentativo di islamizzazione delle nostre scuole». Ha annunciato un’interrogazione al ministro Valditara per imporre il consenso informato delle famiglie. Giustissimo! Mentre l’immigrazione regolare porta nuove generazioni musulmane nelle nostre classi, questi istituti approfittano per convertire culturalmente anche i nostri figli italiani. È la guerra demografica che si combatte sui banchi di scuola.
VERIFICA NOTIZIA
E a Milano? La biblioteca comunale di Lambrate ha inserito tra le letture consigliate *Le spine e il garofano* di **Yahya Sinwar**, il defunto capo di Hamas e mente del massacro del 7 ottobre, presentato come una semplice saga familiare. Un libro di un terrorista islamista normalizzato nelle nostre istituzioni pubbliche! In precedenza, una presentazione dello stesso testo era stata bloccata (e poi tenuta lo stesso) alla Sapienza di Roma, promossa da figure legate ai centri islamici milanesi e al movimento studentesco palestinese. È la prova che l’islamizzazione usa anche la cultura ufficiale per legittimare il jihadismo.
Patrioti, il filo conduttore è uno solo: l’Islam non si diffonde in Italia con attentati o invasioni militari, ma con l’immigrazione regolare che crea enclavi, famiglie numerose, centri culturali, moschee e reti associative. È una **guerra demografica** che punta a cambiare i numeri, le scuole, le leggi, le tradizioni. La shari’a non è un optional: è il fine ultimo di questo processo. Mentre noi ci preoccupiamo dell’Iran a migliaia di chilometri, qui da noi nascono imam, si insegnano hadith ai bambini delle elementari e si consiglia letteratura di capi terroristi nelle biblioteche comunali.
Basta distrazioni! Il nemico è in casa. Fermiamo i ricongiungimenti familiari indiscriminati, controlliamo i finanziamenti esteri ai centri islamici, blindiamo le scuole pubbliche contro ogni forma di indottrinamento religioso straniero, torniamo a difendere con orgoglio le nostre radici cristiane e identitarie. L’Italia non deve diventare un altro pezzo del califfato demografico. Sveglia ora, o domani sarà troppo tardi.
L’Italia prima di tutto! 🇮🇹


Let me tell You a sad story ! There are no comments yet, but You can be first one to comment this article.
Write a comment