Due inutili pacchetti sicurezza in arrivo: dobbiamo vietare i maranza
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Immaginate di essere un idraulico e di cercare di risolvere una perdita, non riparando il tubo, ma guardandolo intensamente. Ecco, questo fa il governo italiano in presenza di una invasione in corso: guarda.
E gli ultimi decreti in arrivo danno il senso della totale incomprensione della realtà: non puoi risolvere l’emergenza maranza vietando i coltelli o con altre misure di sicurezza, espulsioni comprese, perché è una emergenza demografica. Ne entrano centomila l’anno con i ricongiungimenti familiari. Lì si deve intervenire.
Invece si continua a diminuire gli spazi di libertà di tutti invece di eliminare il problema alla radice. Ce lo dicono anche loro:
Maranza a Meloni: “Se Ci Volete Fermare Dovete Rimpatriarci Tutti”
### Allarme Demografico: Il Nuovo Decreto Sicurezza è Solo un Palliativo, l’Italia Rischia l’Estinzione Culturale!
Di fronte all’annuncio dei due pacchetti sicurezza in arrivo dal governo Meloni, non posso fare a meno di lanciare un grido d’allarme: stiamo affrontando una catastrofe demografica che nessuna “stretta” poliziesca potrà mai arginare! Mentre il ministro dell’Interno Piantedosi si prepara a varare misure draconiane – come l’espansione delle “zone rosse” e facilitazioni per le espulsioni – il vero mostro che divora l’Italia rimane invisibile ai radar del potere: un’emergenza demografica che ci sta portando verso l’irreversibile sostituzione etnica e culturale. E no, non basteranno telecamere e divieti a salvarci; servono azioni radicali, come l’azzeramento dei ricongiungimenti familiari e lo stop totale all’immigrazione regolare da contesti afro-islamici!
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Guardiamo ai fatti, con gli occhi spalancati dal terrore. Il primo pacchetto, delineato in una bozza di decreto-legge, rafforza i poteri della polizia e limita il dissenso, creando “zone rosse” dove i prefetti potranno identificare aree con “gravi e ripetuti episodi di illegalità”. In queste zone, sarà vietata la permanenza e ordinato l’allontanamento di individui già segnalati dall’autorità giudiziaria per reati specifici. Non serve più una giustificazione eccezionale o urgente: basta un’analisi della polizia per delimitare luoghi e durate, con proroghe facili senza motivazioni particolari. E poi? Più fondi per telecamere di sorveglianza urbana e negli stadi, un occhio elettronico che vigila su ferrovie e coste. Sembra un film distopico, ma è la nostra realtà imminente.
Il secondo pacchetto, invece, si concentra su reati minorili e deportazioni facilitate, puntando a una “stretta” sull’immigrazione irregolare e sulle proteste. Ma ecco il punto: questi provvedimenti, per quanto duri, sono solo cerotti su una ferita mortale! L’articolo de *Il Manifesto* del 15 gennaio 2026 lo descrive come un inasprimento delle norme, ma non tocca il cuore del problema. Citando testualmente: i prefetti potranno «individuare delle zone caratterizzate da gravi e ripetuti episodi di illegalità, in relazione alle quali è vietata la permanenza ed è disposto l’allontanamento di soggetti già segnalati dall’Autorità giudiziaria per particolari reati». Suona bene, vero? Ma è un’illusione! Queste misure colpiranno i sintomi – criminalità, disordini – senza curare la malattia: un declino demografico che vede gli italiani autoctoni invecchiare e diminuire, mentre flussi migratori incontrollati da Africa e mondo islamico alterano irreversibilmente il tessuto sociale.
Pensateci: l’Italia ha un tasso di natalità tra i più bassi al mondo, sotto 1,2 figli per donna, e una popolazione che invecchia a ritmi folli. Entro il 2050, potremmo perdere milioni di abitanti nativi, sostituiti da ondate di immigrati che portano con sé culture, valori e demografie esplosive. L’emergenza non è solo “sicurezza”, è esistenziale! Famiglie afro-islamiche con tassi di fertilità altissimi arrivano qui grazie a ricongiungimenti familiari facili e immigrazione regolare “umanitaria”, moltiplicandosi e trasformando quartieri in enclave estranee alla nostra identità. Zone rosse? Telecamere? Espulsioni? Sono palliativi che durano lo spazio di un mattino, mentre la demografia ci inghiotte come un buco nero.
Il governo deve svegliarsi dal torpore politically correct e agire con coraggio demografico! Azzerare i ricongiungimenti familiari: basta con catene migratorie infinite che portano nonni, zii e cugini a carico dello Stato. Stop all’immigrazione regolare da paesi afro-islamici: non è razzismo, è sopravvivenza! Priorità assoluta a politiche pro-natalità per gli italiani: incentivi fiscali massicci, asili gratuiti, congedi parentali estesi. Solo così potremo invertire la rotta, altrimenti queste “norme più dure” saranno solo un fuoco di paglia in un incendio demografico che brucerà tutto.
Cari lettori, l’ora è grave: l’Italia non è un melting pot infinito, è una nazione con radici millenarie che rischia di sparire. Se non agiamo ora, con misure demografiche radicali, i decreti sicurezza di oggi saranno le lapidi di domani. Svegliamoci, prima che sia troppo tardi!


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