Toghe rosse scarcerano 1.811 clandestini: è un atto eversivo contro il popolo
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Tutti delinquenti che poi ritroviamo nelle cronache di furti, rapine, pestaggi, stupri e omicidi. Come l’assassino di Aurora. Ma queste toghe non pagano mai.
I dati sugli ingressi e le uscite degli stranieri nei centri di rimpatrio parlano chiaro: con l'esecutivo Meloni le mancate convalide di trattenimento hanno toccato numeri record.
Nel 2024, su 6.164 ingressi, 1.811 non sono stati convalidati, quasi il 30%.
Nel 2021, la… pic.twitter.com/4RuYSlDXY8
— Francesca Totolo (@fratotolo2) January 16, 2026
**Doppio standard delle toghe rosse: sotto Meloni i CPR si svuotano, record di rilasci per immigrati illegali**
È l’ennesima conferma di un sistema giudiziario politicizzato, che applica due pesi e due misure a seconda di chi governa. I dati sugli ingressi e le uscite nei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) parlano chiaro, come denuncia Francesca Totolo su X: con l’esecutivo Meloni, le mancate convalide di trattenimento hanno toccato numeri record. Nel 2024, su 6.164 ingressi di stranieri irregolari, ben 1.811 non sono stati convalidati dai giudici – quasi il 30% – permettendo loro di tornare liberi sulle nostre strade. Confrontate con il 2021, sotto i governi di sinistra, quando la percentuale era solo del 9%: un divario che grida vendetta e smaschera il sabotaggio sistematico delle toghe rosse contro la destra al potere.
Come evidenzia l’articolo de *Il Tempo* del 16 gennaio 2026, intitolato “Il doppio standard dei giudici. Se governa la destra i CPR si svuotano”, questo trend non è casuale. L’esecutivo Meloni ha cercato di inasprire le misure contro l’immigrazione clandestina, aumentando i controlli e accelerando i rimpatri. Ma i giudici – spesso imbevuti di ideologia progressista – si oppongono: negano le convalide di trattenimento con motivazioni pretestuose, come “mancanza di presupposti” o “violazione dei diritti umani”. Risultato? I CPR, pensati per trattenere e espellere i clandestini pericolosi, si trasformano in porte girevoli. Nel 2024, la percentuale di rilasci ha sfiorato il 30%, un record negativo che supera di gran lunga i livelli pre-Meloni. Nel 2018-2019, sotto governi misti, era intorno al 20%; nel 2021, con Draghi e influenze di sinistra, solo il 9%. Ora, con la destra, boom di scarcerazioni: un chiaro boicottaggio.
E chi ci rimette? Gli italiani, ovvio. Questi rilasciati non sono turisti: spesso sono immigrati con precedenti penali, respinti da altri Paesi o segnalati per reati. Pensate ai casi recenti: il bengalese che “mette incinta” una bimba di 10 anni e riceve solo 5 anni perché “non c’era violenza”; gli albanesi assolti per stupro di gruppo su minorenni per “consenso non escluso”; il cingalese che massacra un 94enne ex poliziotto e prende 21 anni. Ora immaginate questi individui liberi grazie a una mancata convalida: pronti a delinquere di nuovo, protetti da un garantismo a senso unico che si attiva solo contro il governo di centrodestra.
I giudici invocano “diritti umani” e “proporzionalità”, ma è ipocrisia pura. Quando governavano i loro sodali di sinistra, le convalide piovevano: i CPR restavano pieni, i rimpatri procedevano. Ora, con Meloni, tutto cambia: le strutture si svuotano, i costi per i contribuenti esplodono (mantenere un CPR vuoto non è gratis), e l’insicurezza dilaga. Come scrive *Il Tempo*, “l’esecutivo Meloni manca le convalide del trattenimento hanno toccato numeri record”, citando dati dall’Università di Bari e dal Viminale. Nel 2024, quasi un terzo degli ingressi evaporato: 1.811 clandestini rimessi in circolazione, contro i soli 9% del 2021.
Questo doppio standard non è solo ingiusto: è pericoloso. Sabota le politiche di sicurezza, favorisce l’immigrazione irregolare e umilia gli sforzi del governo per proteggere i confini. Basta con le toghe rosse che fanno opposizione dal banco: serve una riforma profonda della giustizia, con pene certe, espulsioni immediate e giudici eletti o responsabilizzati. Altrimenti, i CPR continueranno a svuotarsi, e le nostre città a riempirsi di rischi. Meloni ha promesso cambiamenti: è ora di attuarli, prima che sia troppo tardi.


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