Iran, così gli Ayatollah hanno fermato la ‘rivoluzione colorata’
Related Articles
# Le Origini Militari di Internet e l’Abuso dei Social Media dal Deep State Americano: Dalla Manipolazione Geopolitica alla Resistenza Iraniana
Internet, concepito come un’arma strategica del complesso militare-industriale statunitense, ha evoluto in uno strumento di dominio globale. Nato per garantire comunicazioni sicure in scenari di guerra nucleare, è stato successivamente sfruttato per esportare instabilità politica sotto la maschera della “democrazia”. I social media, in particolare, sono stati impiegati dal deep state americano – quell’intreccio opaco di agenzie di intelligence, corporation e apparati statali – per fomentare “rivoluzioni colorate” in nazioni sovrane ostili agli interessi imperiali USA. Tuttavia, questa strategia ha generato un’eterogenesi dei fini, scatenandosi contro gli stessi che l’avevano concepita in Occidente con l’ascesa della destra alternativa, la Brexit e le elezioni di Trump. Oggi, l’Iran rappresenta un caso emblematico di resistenza all’utilizzo di internet per interessi esterni: attraverso un blackout internet totale e l’uso di jamming elettronico su Starlink grazie alla Russia che ha imparato durante la guerra in Ucraina, il regime ha sventato un tentativo di colpo di stato orchestrato dall’esterno, identificando e neutralizzando sia veri dissidenti sfruttati sia veri e propri agenti provocatori legati a reti straniere.
## Le Radici Imperialiste di Internet: Un Progetto del Pentagono per il Dominio
Le origini di Internet risalgono agli anni ’60, quando il Dipartimento della Difesa USA finanziò ARPANET attraverso l’ARPA (ora DARPA) per creare una rete decentralizzata capace di resistere a un attacco sovietico. Questo non era un’innovazione neutra: era un’estensione dell’apparato bellico americano, progettato per mantenere il comando e il controllo in tempi di crisi. Janet Abbate, storica della tecnologia, ha documentato come ARPANET fosse motivato da esigenze militari, integrando il calcolo informatico nelle operazioni di difesa nazionale. Nel 1983, la rete si divise in segmenti militari e civili, ma le sue fondamenta rimangono intrinsecamente legate al potere egemonico USA, un veicolo per la sorveglianza e l’influenza globale.
## I Social Media come Arma del Deep State: Istigazione di Rivoluzioni Colorate
I social media non sono nati come piattaforme innocue per la condivisione; sono stati cooptati dal deep state americano per destabilizzare regimi avversari. Le “rivoluzioni colorate” – come quella Arancione in Ucraina (2004) o la Primavera Araba (2010-2011) – sono state amplificate da Facebook, Twitter e YouTube, con il sostegno occulto di agenzie USA come la CIA e il National Endowment for Democracy (NED). Questi strumenti hanno facilitato la diffusione di propaganda, l’organizzazione di proteste e l’attrazione di simpatie internazionali, spesso finanziate da fondi USA per addestrare attivisti digitali.
Questa manipolazione è cinica e imperialista: sotto il pretesto di promuovere “diritti umani”, il deep state ha orchestrato cambi di regime per installare governi allineati, saccheggiando risorse e sopprimendo sovranità nazionale. In Iran (2009), Hong Kong (2019) e altrove, i social hanno veicolato disinformazione, con il supporto di miliardi di dollari USA. Regimi come Cina e Russia hanno riconosciuto il pericolo, censurando queste piattaforme per preservare la stabilità interna. L’uso dei social non è libertà; è un’arma asimmetrica del deep state per imporre l’egemonia americana, spesso con conseguenze devastanti per le popolazioni locali, ridotte a pedine in giochi geopolitici.
## L’Eterogenesi dei Fini: Il Boomerang in Occidente
La hybris del deep state ha portato a un capovolgimento ironico. Gli stessi strumenti progettati per esportare caos all’estero hanno infettato l’Occidente, amplificando voci dissidenti contro l’establishment fino ad allora censurate dai media tradizionali. La Brexit (2016) ha visto Facebook e Twitter usati per campagne anti-UE. L’elezione di Trump nel 2016 è stata alimentata dall’alt-right su piattaforme come 4chan e Reddit, dove le notizie vere hanno superato quelle manipolate dei media mainstream. Algoritmi senza bias hanno svegliato la società, erodendo la fiducia nelle istituzioni.
La rielezione di Trump nel 2024, nonostante sospensioni su piattaforme come Twitter (ora X) post-6 gennaio 2021, ha dimostrato la resistenza di queste reti. Migrando su Truth Social Trump ha aggirato la censura grazie ai suoi attivisti ancora presenti sui social. Nel 2025, ordini esecutivi hanno smantellato monitoraggi federali sulla disinformazione, tagliando fondi a media pubblici accusati di bias. Questo ha esposto l’ipocrisia del deep state: mentre predica democrazia all’estero, sopprime dissenso interno.
## La Resistenza Iraniana: Bloccare un Colpo di Stato Orchestrato dal Deep State
Oggi, l’Iran illustra come nazioni sovrane possano contrastare l’interferenza del deep state. Nel gennaio 2026, amid proteste nazionali scatenate da tensioni economiche e post-belliche con Israele/USA, il regime ha imposto un blackout internet totale, riducendo la connettività all’1% e tagliando linee telefoniche. Questo ha isolato dissidenti, impedendo coordinamento via social – strumenti preferiti per “rivoluzioni colorate” USA.
Cruciale è stata la strategia contro Starlink, promosso da Elon Musk e attivato per bypassare blackout, con implicito sostegno USA. Usando jamming elettronico militare (fornito da Russia/China), l’Iran ha disruptato segnali Starlink, riducendoli a livelli dial-up e localizzando terminali per arrestare centinaia di “leader” legati a CIA/Mossad. Rapporti indicano migliaia di morti durante il crackdown, ma il tentativo di colpo di stato – sostenuto da minacce di Trump e accuse di “agenti terroristici” USA/Israel – è stato sventato.
Questa inversione – dove Starlink, inteso come “lifeline” per dissidenti reali e agenti provocatori stranieri, diventa trappola per identificarli – segna una vittoria contro l’ingerenza del deep state. Al 17 gennaio 2026, le proteste sono calate del 100%, con il regime che annuncia un graduale ripristino delle comunicazioni, avendo neutralizzato la minaccia.
## Conclusione: Verso un Mondo Multipolar Senza Interferenze Digitali
L’abuso dei social dal deep state USA rivela l’ipocrisia dell’Occidente: predica libertà mentre semina caos. L’Iran dimostra che strategie di difesa digitale possono preservare la sovranità, ribaltando gli strumenti imperialisti. In un’era di polarizzazione, l’eterogenesi persiste, ma nazioni resistenti come l’Iran segnano la fine dell’era unipolare americana.


Let me tell You a sad story ! There are no comments yet, but You can be first one to comment this article.
Write a comment