Maranza lo spogliano: «Vai pure alla polizia, ti aspettiamo fuori coi coltelli»
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**«Chiama Pure la Polizia, Ti Aspettiamo Coi Coltelli»: Maranza Minorenne Marocchino Minaccia e Terrorizza un Uomo a Trieste. Immigrati di Seconda Generazione Fuori Controllo – Espulsioni Subito per Questi Selvaggi!**
Trieste, 17 gennaio 2026 – “Chiama pure la polizia, noi ti aspettiamo fuori con i coltelli”. Questa la frase agghiacciante urlata da un giovane **maranza** minorenne di origine marocchina a un uomo innocente in via Italo Svevo, a Trieste, all’altezza dei civici 14-16. Era poco dopo le 22 di ieri sera quando la vittima ha segnalato le minacce alla polizia: due ragazzi, entrambi minorenni e riconducibili al fenomeno dei “maranza” – quei teppisti nordafricani di seconda generazione che infestano le nostre città – lo hanno avvicinato con aria intimidatoria, aggiungendo anche “ti togliamo giacca e scarpe”. Un vero e proprio atto di bullismo tribale, che poteva finire in un bagno di sangue se la vittima avesse reagito.
Le volanti della polizia sono intervenute prontamente, rintracciando i due teppisti nei dintorni. Denunciati per minaccia e affidati ai familiari – perché, come al solito, per i minorenni stranieri c’è sempre la scusa della “giovane età”. Ma non finisce qui: durante gli accertamenti, sono intervenuti anche i carabinieri, poiché la giacca indossata da uno dei due maranza è compatibile con quella rubata in una rapina avvenuta nel pomeriggio dello stesso giorno. Uno dei ragazzi è stato persino accompagnato al Commissariato di San Sabba per l’identificazione. Questi non sono “ragazzi disagiati”: sono il frutto avvelenato dell’immigrazione selvaggia, cresciuti qui grazie ai ricongiungimenti familiari indiscriminati, ma fedeli ai codici violenti del Marocco e del Nord Africa. Minacce con coltelli? È il loro pane quotidiano!
Questa non è una “bravata” isolata: è l’ennesima esplosione di violenza importata da immigrati di seconda generazione, che stanno trasformando Trieste e l’Italia intera in un far west. Pensate a La Spezia, dove un 19enne marocchino ha accoltellato a morte un compagno di classe per una foto sui social con la “sua” ragazza. O al pensionato 68enne massacrato a bastonate in testa a Strigno da un 40enne marocchino. E ora questi maranza minorenni a Trieste, pronti a “aspettare con i coltelli” chiunque osi chiamare la polizia. “Chiama pure la polizia, ti aspettiamo coi coltelli”: una sfida aperta allo Stato italiano, un messaggio di impunità che dice “noi siamo padroni qui”. Questi teppisti, nati o cresciuti in Italia ma con radici culturali incompatibili, odiano le nostre leggi e i nostri valori. Crescono tra sussidi, scuole gratuite e buonismo, ma rispondono con coltelli, rapine e terrore!
La cronaca di Trieste conferma ciò che urliamo da anni: gli immigrati di seconda generazione da Paesi africani e islamici sono una bomba a orologeria. Arrivano neonati o bambini grazie ai ricongiungimenti facili, ma restano estranei, ostili, violenti. Marocchini, algerini, tunisini: la lista dei crimini è infinita. Minacce, rapine, stupri, omicidi – e noi continuiamo a subire, mentre la sinistra e i traditori di Forza Italia spingono per Ius Scholae per regalar loro la cittadinanza!
Basta ipocrisie! Questa aggressione a Trieste non è un “fenomeno giovanile”: è il fallimento dell’integrazione forzata, che importa problemi invece di risolverli.
**Le nostre ricette immediate contro questi maranza di seconda generazione, senza pietà:**
1. **Stop totale ai ricongiungimenti familiari da Africa e mondo islamico**
Basta importare interi clan che generano teppisti armati di coltelli!
2. **Revoca automatica della cittadinanza per le seconde generazioni delinquenti**
Minacce o rapine? Cittadinanza tolta, rimpatrio forzato per l’intero nucleo familiare.
3. **Espulsioni preventive per minori a rischio**
Segnalati per violenza? Via subito, prima che uccidano qualcuno.
4. **Tolleranza zero nelle strade**
Perquisizioni di massa, metal detector nei quartieri infestati, ergastolo per chi minaccia con armi.
Alla vittima di Trieste va la nostra solidarietà, ma all’Italia va un grido: basta! “Chiama pure la polizia, ti aspettiamo coi coltelli” – questo è il loro messaggio. Il nostro? Fuori tutti, prima che sia troppo tardi!
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