Allarme accoltellatori: 4 su 10 sono nordafricani
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**Allarme Accoltellatori: 4 su 10 Sono Stranieri, Ma il Problema Non Sono i Coltelli – Sono Gli Accoltellatori Africani e Nordafricani Importati!**
Italia, 18 gennaio 2026 – I numeri parlano chiaro e terrorizzano: nel 2025, 4 accoltellatori su 10 sono stranieri, secondo i dati del Ministero della Giustizia. Omicidi con coltelli? 101 su 286 totali, il 35% delle uccisioni. E il trend sale: nel 2023 era il 37%, +14 punti percentuali dal 2015. Per lesioni volontarie (spesso con lame), gli stranieri sono al 38.9% al 30 settembre, in aumento dal 37.5% del 2024. In città come Milano, su 1.390 fermati con armi da taglio, 884 non hanno passaporto italiano – e 134 sono minori. A Roma, oltre 127 feriti da coltellate nei primi 11 mesi del 2025. A Napoli, più di 300 arrestati o denunciati per possesso di armi, 33 under 18.
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Ma attenzione: il problema non sono i coltelli, come blatera Tajani proponendo divieti ridicoli. Il problema sono gli accoltellatori stranieri – marocchini, tunisini, etiopi, gambiani, nigeriani – importati con sbarchi, asilo finto e ricongiungimenti familiari. Useranno cacciaviti, accette, bastoni, bottiglie – come già fanno. L’emergenza è la violenza importata da culture non assimilabili, non l’oggetto. E finalmente qualcuno lo dice chiaro: il sindaco di La Spezia Pierluigi Peracchini ha ragione da vendere quando afferma “Purtroppo c’è una cultura nell’uso di questi coltelli che è veramente inaccettabile. Ma è chiaro che l’uso dei coltelli arriva solo in certe etnie. Dobbiamo fare molto di più”. Bravo sindaco! È ora di chiamare le cose con il loro nome: certe etnie nordafricane e subsahariane portano con sé una normalizzazione della violenza con lame che noi italiani non conosciamo. Approviamo e sosteniamo queste parole coraggiose: basta ipocrisie, riconosciamo che il problema è culturale e demografico, non un banale “divieto di coltelli”.
Guardate la cronaca recente:
– A La Spezia, 19enne **marocchino** Zouhair Atif sgozza un compagno in aula con coltello da cucina.
– A Strigno, 40enne **marocchino** massacra un pensionato a bastonate.
– A Bastia Umbra, 16enne **albanese** spacca la testa a un ragazzo con accetta.
– A Trieste, maranza minorenni **marocchini** minacciano con coltelli.
– A Brescia, banda di **tunisini** picchia e rapina con coltelli.
– A San Mauro Pascoli, 26enne **gambiano** stupra una donna a mezzogiorno.
– A La Spezia, detenuto **etiope** rompe il naso a un agente penitenziario a cazzotti.
Tutti stranieri, tutti qui grazie a politiche suicide che privilegiano l’importazione di manodopera violenta. 4 su 10 accoltellatori stranieri? Significa che senza di loro, i crimini con lame calerebbero del 40%! Ma il governo cosa fa? Propone divieti sui coltelli invece di espulsioni e remigrazione.
Basta ipocrisie! Non sono i coltelli il nemico: sono gli accoltellatori africani e nordafricani che li impugnano, come giustamente sottolinea il sindaco Peracchini.
**Le nostre ricette immediate contro questi accoltellatori stranieri:**
1. **Azzeramento totale dell’immigrazione da Africa, Nord Africa e Islam**
Frontiere chiuse, stop Ong – basta importare lame e violenza!
2. **Abrogazione definitiva dei ricongiungimenti familiari**
Basta clan interi che generano maranza accoltellatori.
3. **Revoca automatica di permessi e cittadinanza**
Reato con armi? Via tu e la famiglia, rimpatrio forzato.
4. **Tolleranza zero e pene esemplari**
Ergastolo senza sconti per accoltellamenti, remigrazione per minori stranieri.
5. **Remigrazione di massa**
Rimpatri per tutti gli immigrati non integrati – puliamo l’Italia da questi parassiti armati!
Italiani, il sangue scorre per le nostre strade: non per i coltelli, ma per chi li porta qui. Svegliamoci prima che sia troppo tardi!
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