Imam e pro-Hamas guidano la rivolta contro l’Italia
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### Islamizzazione Silenziosa: Imam Guidano Rivolte Antistato e Figli di Terroristi Sfilano nei Cortei – L’Italia Sta Cedendo al Radicalismo!
**Di Redazione – 18 Gennaio 2026**
L’Italia è sotto assedio da un’onda di radicalismo islamico che non fa più notizia solo nei Paesi mediorientali, ma irrompe nelle nostre città con alleanze perverse e manifestazioni che odorano di terrorismo. Due eventi recenti, avvenuti a poche ore l’uno dall’altro, suonano come campanelli d’allarme assordanti: a Torino, un imam guida una rivolta contro il governo, stringendo patti con centri sociali anarchici e elogiando menti terroristiche; a Milano, la figlia di un arrestato per finanziamento ad Hamas sfila in un corteo pro-Palestina, rigettando accuse e fomentando rabbia. Questi non sono casi isolati, ma sintomi di un’infiltrazione profonda che minaccia la nostra sovranità, la sicurezza pubblica e l’identità nazionale. Cosa aspetta il governo a reagire? Continuiamo a importare caos dal mondo islamico, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti: violenza, estremismo e un’Italia sempre più irriconoscibile.
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#### La Rivolta di Torino: Imam Baya e le Alleanze Pericolose con la Sinistra Estrema
Partiamo dal cuore del Piemonte, dove lo sgombero del centro sociale Askatasuna – un covo di occupazioni abusive e aggressioni, come quella recente alla redazione de La Stampa – ha scatenato una vera e propria chiamata alle armi. Durante un’assemblea al campus Einaudi di Torino, il predicatore islamico Brahim Baya ha preso le redini di una “rivolta” contro il governo, definendo l’università un “luogo di lotta e resistenza” e accusando media e politica di repressione. Baya, già al centro di controversie per le sue posizioni radicali, ha elogiato Yahya Sinwar – la mente dell’attacco terroristico del 7 ottobre contro Israele – e ha invocato un fronte unito tra centri sociali (da Askatasuna a Leoncavallo di Milano e Spin Time di Roma), studenti, lavoratori, migranti e comunità religiose islamiche.
Le implicazioni sono agghiaccianti: questo non è un semplice raduno, ma un progetto politico per “strutture durature di resistenza” contro lo Stato, con azioni annunciate per il 31 gennaio, quando “ci prenderemo la città”. Solidarietà espressa anche all’imam Mohamed Shahin, destinatario di espulsione, e a Mohammad Hannoun, in carcere per finanziamento al terrorismo. Qui emerge il pericolo reale: alleanze tra islamisti radicali e movimenti extraparlamentari di sinistra, che uniscono elogio al terrorismo con occupazioni abusive e aggressioni. Baya denuncia leggi “bavaglio camuffate da antisemitismo” e inchieste per terrorismo, ma i fatti parlano chiaro – questi legami rappresentano un rischio concreto per la sicurezza nazionale, in un Paese già sovraccarico di immigrati islamici che, secondo dati del Ministero dell’Interno, mostrano una sovrarappresentazione nei reati violenti.
Pensateci: la comunità marocchina, la più numerosa tra i nordafricani con 412.457 residenti, incide per il 12,9% delle denunce straniere (37.091 casi nel 2024), con un tasso di criminalità 8,9 volte superiore agli italiani. E ora, imam come Baya – che guida preghiere e rivolte – si alleano con anarchici per sfidare il governo. È l’islamizzazione in azione: non solo moschee, ma veri e propri fronti anti-italiani che sfruttano la nostra democrazia per minarla dall’interno.

#### Il Corteo di Milano: Figli di Terroristi in Piazza, Rabbia e Negazione del Pericolo
Spostiamoci a Milano, capitale economica d’Italia ma anche epicentro di tensioni etniche. In un corteo pro-Palestina, Falastin Dawoud – figlia di un uomo arrestato per finanziamento ad Hamas – ha espresso pubblicamente la sua rabbia, rigettando le accuse contro il padre e alimentando un clima di sfida aperta. Questo evento, catturato in un video ANSA, non è una semplice manifestazione: è un segnale di radicalizzazione che penetra nelle famiglie immigrate, con legami diretti al terrorismo internazionale. Hamas, organizzazione terroristica riconosciuta dall’UE, riceve fondi da reti in Italia, e ora i familiari di questi individui sfilano per le strade, negando evidenze e fomentando odio.
Immaginate: in una città dove le violenze sessuali sono aumentate del 67,3% dal 2019, con stranieri coinvolti nel 44% dei casi, cortei come questo diventano piattaforme per estremisti. Mancano dettagli su cori, striscioni o dichiarazioni specifiche, ma il contesto è chiaro: pro-Palestina spesso sfocia in anti-semitismo e supporto a gruppi terroristici. Falastin Dawoud non è un caso isolato; rappresenta una generazione di immigrati islamici che, invece di integrarsi, perpetua legami con l’estremismo. E il governo? Tace, mentre queste manifestazioni rischiano di degenerare in violenza, come visto in passato con risse e aggressioni.
#### Un Quadro Allarmante: Dall’Immigrazione Incontrollata al Rischio Terroristico
Questi due episodi non sono aneddoti: sono pezzi di un puzzle terrificante. L’Italia ospita oltre 2,5 milioni di musulmani, con comunità marocchine, egiziane e tunisine in crescita esponenziale grazie a ricongiungimenti familiari e permessi facili. Statistiche impietose: stranieri rappresentano il 34,7% delle denunce (287.396 nel 2024), dominando rapine (oltre 60% predatori), spaccio (30% nordafricani) e detenzioni (31,6% dei carcerati). Marocchini soli: 21,9% dei detenuti stranieri, con una propensione al crimine 6,4 volte sovrarappresentata rispetto alla popolazione.
Aggiungeteci l’islamizzazione culturale: imam che guidano preghiere femminili? No, qui parliamo di Baya che elogia terroristi e allea con anarchici per “resistenza”. E a Milano, familiari di finanziatori di Hamas in piazza: è l’infiltrazione di reti terroristiche nelle nostre città. Ricordate gli attentati in Europa? Parigi, Bruxelles – tutti legati a immigrati radicalizzati. In Italia, espulsioni come quella di Shahin sono gocce nel mare; meanwhile, alleanze come quelle di Askatasuna con islamisti creano “fronti uniti” che potrebbero esplodere in disordini di massa.
Il pericolo è duplice: sicurezza interna (aggressioni, stupri, risse) e terrorismo (finanziamenti a Hamas, elogi a Sinwar). Fattori socio-economici? Scuse: il 70-80% dei reati stranieri da irregolari, ma anche regolari mostrano incidenza doppia/tripla. La povertà non giustifica terrorismo.
#### Ultima Chiamata: Azzerare l’Immigrazione Islamica, Ora!
Basta tolleranza! Questo governo di invertebrati – paralizzato da UE e ideologie woke – deve agire: azzerare immigrazione regolare dal mondo islamico, abrogare ricongiungimenti indiscriminati, rafforzare espulsioni per estremisti. Stop a cortei che fomentano odio, sciogliere alleanze tra sinistra e islamisti. Altrimenti, l’Italia diventerà un califfato d’Europa: studenti accoltellati, pensionati massacrati, imam che guidano rivolte. Svegliamoci, prima che sia troppo tardi. Italia prima di tutto – o non ci sarà più Italia!


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