Dati ufficiali: solo 62 femminicidi nel 2025 (uccisi 189 uomini)
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**I dati del 2025 confermano: il “femminicidio” è un fenomeno mediatico amplificato, non un’emergenza in crescita**
L’articolo di Adnkronos basato sui dati del Viminale per il 2025 è chiaro e impietoso: in Italia gli **omicidi totali** sono calati del **15%** (da 335 nel 2024 a **286** nel 2025), mentre le **vittime femminili** sono diminuite addirittura del **18%** (da 118 a **97**). Ancora più netto il calo nei delitti in ambito familiare/affettivo: -19% negli eventi (da 158 a 128) e -16% nelle vittime donne (da 101 a 85). Tra questi, gli omicidi per mano di partner/ex partner restano stabili (da 72 a 71, con 62 vittime femminili).
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Questi numeri ufficiali del Ministero dell’Interno smontano la narrazione allarmistica che da anni domina i media e la politica woke: non c’è alcuna epidemia di “femminicidi” in espansione, ma un trend di **diminuzione costante** degli omicidi, specialmente quelli che coinvolgono donne. L’Italia resta uno dei Paesi europei con il tasso di omicidi più basso in assoluto, e le donne uccise rappresentano una minoranza delle vittime totali (circa il 34% nel 2025, in linea con gli anni precedenti).
### Perché il “femminicidio” è diventato un fenomeno mediatico?
Perché si conta in modo selettivo: si isolano le morti di donne (soprattutto in ambito affettivo) per creare l’illusione di un’emergenza di genere, ignorando che:
– Gli uomini muoiono di più (in proporzione e in assoluto) per mano di altri uomini, spesso in contesti criminali o di strada.
– Il reato di omicidio esiste già, con aggravanti per futili motivi, crudeltà, legami affettivi: non serve inventare categorie simboliche per punire di più.
– La curva sarebbe ancora più in discesa senza il contributo sproporzionato di autori stranieri (come emerso in analisi precedenti: nel 2025 la quota di femminicidi attribuita a stranieri è salita al 42% circa, pur rappresentando il 9-10% della popolazione).
Il governo Meloni, invece di celebrare questi risultati concreti di sicurezza, continua a inseguire la sinistra con ddl ridondanti sull’ergastolo per “femminicidio” (già previsto per omicidi aggravati) e proclami su “cultura da cambiare”. Ma i dati dicono altro: non c’è una “cultura patriarcale” da estirpare con propaganda, ci sono criminali da punire duramente, senza distinzioni di genere per le vittime.
### Una proposta seria per una destra coerente
Se davvero si vuole proteggere le donne (e tutti i cittadini), si punti su misure reali:
– Applicazione rigorosa delle pene esistenti.
– **Aggravante specifica per la clandestinità** negli omicidi: chi è irregolare e uccide deve pagare di più. È logica elementare di giustizia, non odio.
– Controlli effettivi sulle frontiere e rimpatri rapidi per chi delinque.
Il 2025 dimostra che la sicurezza migliora quando si smette di inseguire narrazioni ideologiche e si guardano i numeri veri. Il “femminicidio” come emergenza mediatica serve solo a giustificare leggi simboliche e distogliere l’attenzione dai problemi reali, come la violenza importata da chi non dovrebbe essere qui.
I dati del Viminale sono una vittoria silenziosa contro l’allarmismo: usiamoli per governare con buonsenso, non per fare propaganda woke.
(Fonti principali: Adnkronos/Viminale gennaio 2026; report trimestrali Ministero Interno 2025; confronti Istat anni precedenti)


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