I suoi genitori fatti a pezzi da richiedente asilo: lui ha tutto gratis

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By V gennaio 19, 2026 12:38

I suoi genitori fatti a pezzi da richiedente asilo: lui ha tutto gratis

Il dramma è che dieci anni dopo abbiamo 142mila di questi parassiti nei centri accoglienza. Criminali come lui e Oseghale. Lo Stato fa schifo.

La strage di Palagonia del 2015 non è mai finita davvero. Dieci anni dopo, il dolore di Rosita Solano, figlia di Vincenzo e Mercedes uccisi in casa propria da Mamadou Kamara, un richiedente asilo ivoriano ospitato nel famigerato CARA di Mineo, resta vivo e lancinante. Nell’intervista esclusiva a **Il Primato Nazionale** del 19 gennaio 2026, firmata da Francesca Totolo, Rosita non usa mezzi termini: «Non mi sento più una cittadina italiana perché non sono tutelata. Le vittime in questo Paese non sono tutelate, ma vengono tutelati solo i carnefici».

Il racconto è agghiacciante e, purtroppo, emblematico di un sistema fallimentare. Nella notte tra il 29 e il 30 agosto 2015, Kamara – allora 18enne, arrivato in Italia poche settimane prima e inserito nel mega-centro di accoglienza di Mineo – irrompe nella villetta dei coniugi Solano, 68 e 70 anni, persone umili, riservate, devote alla famiglia e al lavoro onesto. Vincenzo viene massacrato di botte fino alla morte; Mercedes viene stuprata e poi gettata viva dal balcone. Dopo il delitto, l’assassino torna tranquillamente al CARA, dove gli investigatori troveranno nella sua stanza una borsa piena di refurtiva: cellulari, laptop, orologi, macchina fotografica, collana d’oro, vestiti rubati alle vittime. Una vita spezzata in pochi minuti, e un colpevole che ha goduto di tutti i benefici dell’accoglienza: vitto, alloggio, assistenza legale gratuita (patrocinio a spese dello Stato), fino alla condanna all’ergastolo divenuta definitiva solo nel luglio 2022.

Rosita Solano, oggi membro del consiglio direttivo dell’**Unione Nazionale Vittime (Unavi)**, denuncia un’Italia capovolta: «L’uomo che ha ucciso i miei genitori è stato accolto in Italia, ha fatto quello che ha fatto e ha usufruito del gratuito patrocinio. A me, che è accaduta questa tragedia, non è concesso nulla». Nessun supporto psicologico immediato, nessuna assistenza sanitaria dedicata, nessuna risposta alle sue ripetute richieste pubbliche – nemmeno dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a cui si è appellata fin dal 31 agosto 2015. Mentre per i detenuti esiste un Garante nazionale, per le vittime di reati violenti no. «Perché? Vorrei sapere il motivo e vorrei avere delle risposte da chi ci governa».

Il CARA di Mineo, definito da Rosita una «bomba a orologeria», è stato per anni un covo di criminalità: base logistica della mafia nigeriana, teatro di altri omicidi (come quello del 2020 di Francis Miracle, ucciso dal marito maliano), e infine chiuso nel 2019 grazie anche alle pressioni di Matteo Salvini, che visitò la famiglia dopo la tragedia e promise la chiusura. Ma il danno era fatto: un centro che ha accolto migliaia di richiedenti asilo senza controlli adeguati, trasformandosi in incubatrice di violenza.

Questo caso non è isolato. Rosita cita Pamela Mastropietro, Desirée Mariottini, Audrey, Iris Setti, Franca Marasco: una sequela di vittime innocenti, spesso donne e anziani, massacrate da immigrati irregolari o richiedenti asilo che, una volta in Italia, si sentono impuniti. «I delinquenti sanno che non pagheranno mai davvero – spiega – e quindi delinquono di nuovo una volta usciti». Il sistema premia i carnefici con tutele, risorse e pene blande, mentre le vittime vengono lasciate sole in un «mondo a parte» di trauma, burocrazia e indifferenza statale.

Leggendo queste parole, è impossibile non collegare il dramma di Palagonia al dibattito attuale sull’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati (MSNA), i cosiddetti “maranza”. Proprio in questi giorni circolano dati shock: l’Italia spende circa **765 milioni di euro all’anno** per gestire oltre 17.000 MSNA, con un costo medio di 120 euro al giorno a testa (vitto, alloggio, corsi, assistenza), più la paghetta quotidiana di 1-2,50 euro erogata direttamente. L’89% sono maschi, il 78% si dichiara tra i 16 e i 17 anni – età spesso dubbia, data la facilità di falsificare documenti per ottenere protezioni speciali.

Mentre le famiglie italiane faticano con bollette, pensioni minime e inflazione, lo Stato distribuisce centinaia di milioni a giovani maschi adulti de facto, ospitati in comunità gestite da cooperative che lucrano sui fondi pubblici. E il rischio? Lo vediamo ogni giorno nelle cronache: aggressioni, stupri, accoltellamenti, baby gang. Vietiamo i coltelli a norma di legge, ma manteniamo gli accoltellatori a nostre spese – questo è il paradosso che emerge forte.

Rosita Solano ha ragione da vendere: «Le vittime non sono tutelate, ma vengono tutelati solo i carnefici». Dieci anni dopo la morte dei suoi genitori, l’Italia continua a scegliere da che parte stare. Finché non invertiremo la rotta – controlli severi all’ingresso, rimpatri immediati per chi delinque, pene certe ed esemplari, priorità assoluta alla sicurezza dei cittadini – tragedie come quella di Palagonia saranno destinate a ripetersi. E le responsabilità saranno di chi, per ideologia o business, ha preferito i diritti dei criminali a quelli delle vittime. È ora di cambiare verso: prima gli italiani, sempre.

I suoi genitori fatti a pezzi da richiedente asilo: lui ha tutto gratis ultima modifica: 2026-01-19T12:38:25+00:00 da V
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