Ragazzino italiano massacrato da tunisini: occhio distrutto e ridono di lui
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Il 14enne Elio è stato pestato da un branco di giovani tunisini a Catania, tutti a piede libero ovviamente.
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— Francesca Totolo (@fratotolo2) January 19, 2026
**Catania, orrore tunisino: 14enne Elio massacrato da baby gang di clandestini, con ischemia all’occhio e rischio cecità – e loro? Tutti liberi grazie alle toghe rosse**
È l’ennesimo atto di barbarie che grida vendetta in un’Italia ostaggio dell’immigrazione selvaggia e di una giustizia complice. Elio, un ragazzino di soli 14 anni, è stato aggredito e pestato selvaggiamente da un branco di giovani tunisini nel centro di Catania. Calci, pugni, schiaffi: un assalto feroce che lo ha lasciato con un’ischemia all’occhio, una frattura all’orbita oculare e tre buchi nella retina. Dal letto d’ospedale San Marco, dove è ricoverato, Elio racconta terrorizzato: “Ho pensato di morire. Non vedo tanto bene e ho ancora paura”. E i suoi aguzzini? Tutti a piede libero, ovviamente, liberi di ridere di lui e di continuare a terrorizzare le nostre strade.
Come riporta il servizio esclusivo di Letizia Modica a *Fuori dal Coro* su Rete 4 (Mediaset Infinity), l’aggressione è avvenuta per “passatempo”: Elio e un amico sono stati circondati da una baby gang di 12 tunisini, probabilmente clandestini o “protetti” dal nostro sistema buonista. Il padre Roberto, furioso, denuncia: “È meglio che io non incontri gli aggressori di mio figlio”. Ma chi li ferma? Nessuno. Le toghe rosse – quelle stesse che rilasciano 1.811 clandestini all’anno, che rimandano in Italia 40 stupratori e criminali dall’Albania, che assolvono per “consenso non escluso” o danno 5 anni a chi “mette incinta” una bimba di 10 anni – hanno deciso che questi delinquenti meritano la libertà. Nessuna custodia cautelare, nessuna espulsione: solo impunità, mentre Elio rischia di perdere la vista per sempre e non può nemmeno andare a calcio.
Questo non è un caso isolato: è il pattern schifoso di un Paese dove i criminali stranieri la fanno franca. Tunisini, bengalesi, albanesi: arrivano, delinquono, e le toghe li graziato con scuse come “Paesi non sicuri” o “diritti umani violati”. Intanto, le vittime italiane piangono: Elio con il collare al collo, il 94enne massacrato dal badante cingalese (21 anni di pena), la bimba di Collio stuprata e incinta. “Io sono a casa in un letto col collare e loro sono fuori a ridere di me”, dice Elio. Parole che fanno ribollire il sangue.
Basta con questa vergogna! Il referendum sulla giustizia del 22-23 marzo è l’arma per cancellare questo sistema marcio: separazione delle carriere, CSM a sorteggio, Alta Corte disciplinare. Votare Sì significa dire basta alle toghe rosse che proteggono i predatori e umiliano le vittime. Meloni ha provato con l’Albania, ma i giudici sabotano tutto. Svegliamoci: “La pacchia è finita” per i delinquenti, non per gli italiani!


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