Mauro in sedia a rotelle ma la minore del branco multietnico è già libera

V
By V gennaio 20, 2026 13:23

Mauro in sedia a rotelle ma la minore del branco multietnico è già libera

**Torino, il ragazzo tetraplegico per il lancio di una bici dai Murazzi: la minorenne del branco guidato dal moldavo già libera dopo meno di 3 anni – la magistratura va riformata ora**

È una sentenza che fa ribollire il sangue e dimostra, ancora una volta, quanto la giustizia italiana sia lontana dal senso comune e dal dolore delle vittime. Mauro Glorioso, uno studente torinese di 22 anni all’epoca dei fatti, è rimasto tetraplegico dopo essere stato colpito in testa da una bicicletta lanciata dall’alto del bastione dei Murazzi, sul Po, la notte tra il 31 luglio e il 1° agosto 2022. Un gesto deliberato, premeditato, compiuto da un gruppo di giovanissimi immigrati che sapevano perfettamente di poter uccidere o mutilare per sempre chi stava sotto.

Tra gli autori c’era una minorenne, condannata in via definitiva a 6 anni e 8 mesi di reclusione per tentato omicidio. Dopo appena due anni e 11 mesi di carcere (dal 2022 al gennaio 2026), il Tribunale di Sorveglianza di Genova le ha concesso l’affidamento in prova ai servizi sociali. Motivo ufficiale, come scrive *La Stampa*: «Ha compreso la gravità del fatto e potrà seguire un programma per completare il percorso verso la maturazione e il recupero».

VERIFICA NOTIZIA


Traduzione: una ragazza che ha partecipato a un atto potenzialmente omicida, che ha lasciato un ragazzo paralizzato a vita, è già tornata a casa, libera di ricostruire la propria vita, mentre Mauro Glorioso passerà il resto dei suoi giorni su una sedia a rotelle, dipendente da cure continue, senza poter più camminare, studiare normalmente o vivere come un ventenne qualsiasi.

VERIFICA NOTIZIA


Il confronto è agghiacciante. L’unico maggiorenne del branco, condannato a 16 anni, resta in carcere. Ma la minorenne – che ha contribuito allo stesso atto – esce dopo meno di tre anni grazie a un provvedimento che parla di «recupero» e «maturazione». Come se lanciare una bici da un ponte alto 10 metri su persone ignare fosse un errore di gioventù da cui si può “recuperare” in fretta, mentre la vittima è condannata a vita.

Questo caso si inserisce in un pattern ormai insopportabile: aggressioni gravissime da parte di immigrati minorenni o neomaggiorenni, pene irrisorie o scontate in pochissimo tempo, scarcerazioni anticipate, affidamenti in prova, misure alternative. Intanto le famiglie delle vittime – come quella di Mauro – devono fare causa al Comune di Torino (governato dalla sinistra) per ottenere un aiuto concreto, perché lo Stato italiano non garantisce nemmeno l’assistenza adeguata a chi resta invalido per colpa di chi non avrebbe mai dovuto essere qui.

La magistratura, ancora una volta, dimostra di aver bisogno di una riforma profonda e urgente. Il referendum del 22-23 marzo 2026 sulla giustizia Nordio-Meloni è l’occasione per dire basta:
– Separazione delle carriere tra giudici e pm
– CSM eletto a sorteggio tra i magistrati
– Alta Corte disciplinare per punire chi deraglia

Votare Sì significa pretendere una giustizia che protegga le vittime e non i carnefici, che tenga conto della gravità effettiva dei fatti e non solo dell’età anagrafica o del “percorso di recupero” di chi ha distrutto una vita.

Mauro Glorioso non tornerà mai a camminare. La sua aggressore minorenne, invece, è già tornata libera. Questa non è giustizia: è un insulto. Il 22 marzo, Sì per cambiare tutto.

Mauro in sedia a rotelle ma la minore del branco multietnico è già libera ultima modifica: 2026-01-20T13:23:02+00:00 da V
V
By V gennaio 20, 2026 13:23
Write a comment

No Comments

No Comments Yet!

Let me tell You a sad story ! There are no comments yet, but You can be first one to comment this article.

Write a comment
View comments

Write a comment

Your e-mail address will not be published.
Required fields are marked*

Immagini a presentazione articoli sono illustrative a meno di specifico termine 'FOTO'

Categorie