Migrante cerca di strangolare ragazzino italiano e lanciarlo dal cavalcavia!
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**VERCELLI, RAGAZZINO 17ENNE RAPINATO E QUASI BUTTATO GIÙ DAL CAVALCAVIA DA EXTRACOMUNITARIO: LO SALVA IL PAPÀ – ARRESTATO SOLO GRAZIE ALLA REAZIONE DEL PADRE, MA QUESTI PREDATORI SONO SEMPRE LIBERI!**
Vercelli, l’ennesimo dramma che grida vendetta: un ragazzino italiano di 17 anni è stato rapinato e aggredito con violenza brutale da un extracomunitario che ha tentato di strangolarlo con la tracolla del marsupio e di buttarlo giù dal cavalcavia ferroviario del Belvedere. L’aggressione è avvenuta il 16 gennaio 2026 intorno alle 17:30: il giovane è stato avvicinato con un pretesto, poi atterrato e picchiato selvaggiamente mentre l’uomo cercava di strappargli il marsupio. La violenza è stata feroce: l’aggressore ha stretto la tracolla al collo del ragazzo, spingendolo verso il bordo del cavalcavia con l’intento di farlo cadere – solo la rottura della tracolla ha permesso al 17enne di fuggire verso casa.
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Ma il predatore non si è arreso: lo ha inseguito fino al vano scale dell’abitazione, aggredendolo di nuovo. È stato il papà del ragazzo a intervenire, ingaggiando una colluttazione furiosa per salvare il figlio. Solo grazie alla reazione del padre e alla segnalazione tempestiva è arrivata la Polizia di Stato: gli agenti hanno raggiunto il fuggiasco in bici, che ha tentato manovre azzardate, cadendo a terra e cercando di scappare a piedi. Bloccato dopo breve colluttazione, è stato arrestato in flagranza per tentata rapina e resistenza a pubblico ufficiale.
La perquisizione ha rivelato un coltello da cucina di grosse dimensioni nello zaino – ulteriore prova della pericolosità del soggetto. L’uomo, regolare sul territorio nazionale ma con numerosi precedenti penali (anche per reati analoghi), è stato deferito anche per porto abusivo d’arma. Dopo la convalida del fermo, è stato sottoposto a custodia cautelare in carcere e si trova tuttora ristretto nella casa circondariale di Vercelli.
Questo è il vero volto dell’invasione: immigrati “regolari” con precedenti lunghi come un libro, liberi di aggredire, strangolare e tentare di uccidere i nostri ragazzi per pochi euro. Il 17enne ha rischiato la vita sul cavalcavia solo perché italiano, e l’unico motivo per cui è salvo è la reazione del padre – non certo lo Stato, che lascia questi predatori liberi fino al prossimo reato.
Meloni, tre anni di governo, 300mila sbarcati: quando imponi espulsioni immediate e rimpatri su aerei militari per questi criminali recidivi? Basta denunce a piede libero e Daspo inutili: serve ICE italiana autonoma per deportare in massa senza passare dalla magistratura rossa, stop totale a decreti flussi e ricongiungimenti che importano assassini. Altrimenti, il prossimo ragazzino strangolato per una collanina sarà un altro figlio italiano – e il padre non sempre sarà lì per salvarlo.
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