“Non è pericoloso”. Toghe liberano l’imam islamista
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**Torino, le toghe rosse liberano l’imam legato a Hamas: “Non è pericoloso” – un’altra vergogna che grida referendum Sì**
È la goccia che fa traboccare il vaso, l’ennesima prova che la magistratura italiana è diventata un pericolo per la sicurezza nazionale. A Torino, la Corte d’Appello ha deciso che Mohamad Shahin, imam egiziano legato alla Fratellanza Musulmana e citato in indagini su Hamas in Italia (con collegamenti a figure come Musa Cerantonio e Mohammad Hannoun), non va trattenuto in un CPR (Centro di Permanenza per il Rimpatrio). I giudici hanno stabilito che non ci sono elementi concreti di pericolo per la sicurezza nazionale o l’ordine pubblico, nonostante le indagini della Procura di Genova e il Viminale lo considerino una minaccia. Risultato? L’imam resta libero sul territorio italiano, senza espulsione, mentre il Ministero della Giustizia, sotto Carlo Nordio, ha aperto un’ispezione sui giudici.
Come denuncia *Il Giornale* del 22 gennaio 2026, Shahin – arrivato in Italia come rifugiato – è stato segnalato per legami con ambienti jihadisti, ma per le toghe rosse non basta: “Nessun pericolo attuale”. Intanto, il Guardasigilli Nordio indaga sui magistrati che hanno emesso questa sentenza scandalosa.
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Questa decisione si inserisce nel solco delle toghe rosse che sistematicamente sabotano le politiche di sicurezza: ricordate Silvia Albano, la giudice di Magistratura Democratica che ha liberato 12 clandestini dagli hotspot in Albania? O i 1.811 rilasci dal trattenimento nel 2024? O l’afgano di Perugia che tortura una ragazza orientale e “chiede scusa”? Il messaggio è sempre lo stesso: per espellere un pericolo straniero serve il “permesso” della magistratura, con ricorsi al TAR e al Consiglio di Stato, mentre gli italiani restano esposti a rischi.
Shahin non è pericoloso per i giudici, ma lo è per la nostra sicurezza, per le strade di Torino, per un Paese già infestato da radicalismo islamico. Eppure, per le toghe rosse, il pericolo vero è la riforma Nordio-Meloni: separazione delle carriere, CSM a sorteggio, Alta Corte disciplinare. Ecco perché Albano va nei circoli PD a fare campagna No, ecco perché giudici come questi dicono “non pericoloso” a un imam legato a Hamas.
Basta con questa follia! Il referendum del 22-23 marzo 2026 è l’arma per cancellare questa impunità: Sì per una giustizia che protegga gli italiani e non i radicali stranieri. Votare Sì significa espulsione certa per chi minaccia la sicurezza, non i predatori liberi perché “non pericolosi”. Il 22 marzo, Sì per un’Italia sicura. “La pacchia è finita” – ma solo se cambiamo la giustizia ora!


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