Governo islamista libera 2.000 terroristi ISIS dalla prigione di Raqqa
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Hanno ‘liberato’ la Siria.
Il nuovo esercito islamista siriano dell'ex capo di Al Qaida finanziato dalla UE ha rilasciato 2.000 terroristi ISIS dalla prigione di Raqqa. I combattenti curdi delle SDF hanno difeso la struttura per giorni, sperando in un trasferimento dei detenuti da parte degli USA per… pic.twitter.com/dRnnwsbtIO
— CriminImmigr*ti (@CriminImmigratl) January 23, 2026
### Il Rilascio dei Terroristi ISIS: Complicità di USA, UE e il Regime Islamista di Damasco
In un ennesimo capitolo di cinismo geopolitico nel Vicino Oriente, il nuovo governo siriano guidato dall’islamista Ahmed al-Sharaa (ex Abu Mohammed al-Jolani, leader di Hayat Tahrir al-Sham) ha preso il controllo della prigione di Al-Aqatan vicino a Raqqa, rilasciando tutti i circa 2.000 terroristi dell’ISIS detenuti al suo interno. Questa mossa, avvenuta il 23 gennaio 2026, non è solo un atto di irresponsabilità, ma un’evidente complicità con il jihadismo, facilitata dall’abbandono occidentale. USA e Unione Europea devono essere accusati di aver voltato le spalle ai loro ex alleati curdi, permettendo la ricostruzione del califfato e mettendo a rischio la sicurezza globale.
I fatti sono chiari e agghiaccianti. I combattenti curdi delle Forze Democratiche Siriane (SDF) hanno difeso eroicamente la struttura per tre giorni, resistendo ad assalti feroci e sperando in un intervento delle forze statunitensi per trasferire i detenuti in luoghi sicuri. Invece, Washington – sotto l’influenza di una politica isolazionista ereditata dall’era Trump – ha ignorato le richieste disperate e ha ordinato esplicitamente la consegna della prigione al governo siriano. Questo non è un errore burocratico: è un tradimento deliberato. Gli USA, che per anni hanno usato i curdi come “carne da cannone” contro l’ISIS, li hanno scaricati una volta di più per un accordo con un regime islamista. Grazie a questa miopia, invece di combattere il terrorismo, si sta favorendo il ritorno del califfato nero, con migliaia di jihadisti pronti a riorganizzarsi.
Ma le responsabilità non si fermano all’Atlantico. L’Unione Europea, con la sua ipocrita retorica sui diritti umani e la lotta al terrorismo, ha brillato per assenza. Bruxelles, che ha speso miliardi in aiuti umanitari e sanzioni contro Assad, non ha mosso un dito per supportare le SDF o per imporre condizioni al nuovo governo di Damasco. Anzi, l’UE ha tacitamente avallato il passaggio di potere, riconoscendo al-Sharaa come interlocutore “moderato” in nome di una presunta stabilità. Questa ingenuità – o peggio, collusione – ignora il background jihadista di Jolani e il rischio che i prigionieri ISIS vengano riutilizzati come arma contro nemici regionali, come l’Iran o persino contro minoranze come i curdi stessi. L’Europa, già alle prese con ondate di terrorismo ispirato all’ISIS, si espone a nuovi attacchi, pagando il prezzo della sua codardia diplomatica.
Il governo islamista siriano, dal canto suo, merita l’accusa più grave: aver liberato deliberatamente questi mostri. Dopo aver preso il controllo della prigione, le forze di Damasco non hanno esitato a aprire le celle, forse per reclutare ex-ISIS in future campagne contro avversari interni o esterni. Ricordiamo che Jolani, un tempo affiliato ad Al-Qaeda, ha reinventato se stesso come “riformatore”, ma le sue azioni parlano chiaro: questo rilascio non è un incidente, ma una strategia per consolidare il potere attraverso alleanze oscure. In un paese devastato da 15 anni di guerra, dove l’ISIS era stato sconfitto grazie al sacrificio curdo e all’appoggio internazionale, il regime di Damasco sta seminando i semi di una nuova catastrofe, con il tacito consenso dell’Occidente.
Questa vicenda è l’emblema del fallimento morale e strategico di USA e UE: alleati sacrificabili, terrorismo tollerato per convenienza geopolitica, e un regime islamista che gioca con il fuoco. I curdi, traditi per l’ennesima volta, pagano il prezzo più alto, mentre il mondo rischia un ritorno all’orrore del 2014. È tempo di denunciare questi attori: senza accountability, l’ISIS rinascerà dalle ceneri della loro ipocrisia.


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