Blocco del raccordo a Roma, ”gretini” assolti dai giudici

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By V gennaio 24, 2026 19:14

Blocco del raccordo a Roma, ”gretini” assolti dai giudici

### Toghe rosse assolvono gli eco-vandali che bloccarono il GRA: ennesimo atto eversivo contro gli italiani che lavorano

**Doppio standard delle toghe: bloccano le strade per ore causando il caos, ma per i giudici “il fatto non è reato”. Intanto gli italiani subiscono ritardi, rischi e umiliazioni**

È l’ennesima vergogna di un sistema giudiziario politicizzato fino al midollo, che protegge i soliti privilegiati della sinistra radical-chic mentre calpesta i diritti del popolo italiano. Giovedì 22 gennaio, al tribunale di Roma, un giudice ha pensato bene di assolvere tutti e 10 gli imputati per l’azione criminale compiuta il 7 novembre 2022 sul Grande Raccordo Anulare, uscita Aurelia. Parliamo di quei signori della campagna “No gas No Carbone” – gli stessi che si incollano alle strade o imbrattano monumenti per fare i loro show ecologisti – che bloccarono una delle arterie più trafficate d’Italia, creando ore di caos, code infinite, ritardi per ambulanze e lavoratori.

E la sentenza? Un capolavoro di ipocrisia rossa: non luogo a procedere per interruzione di pubblico servizio perché “il fatto non è previsto come reato”; non luogo a procedere per violazione del foglio di via perché “il fatto non sussiste”; assoluzione per tenuità del fatto per l’imbrattamento. Tradotto: avete bloccato Roma, avete creato pericolo pubblico, avete sfidato le forze dell’ordine, ma per le toghe rosse va tutto bene, è solo una “protesta”.

Ma davvero? Provate a immaginare un cittadino qualunque – un camionista, un padre di famiglia, un italiano che sgobba ogni giorno – che blocca una strada per protestare contro le bollette alle stelle o l’immigrazione fuori controllo: finirebbe in manette con accuse di resistenza, violenza privata e interruzione di pubblico servizio, con pene severe e nessuna “tenuità”. Invece, per questi attivisti radicali, spesso figli di papà con laurea in sociologia e tempo libero per fare casino, le porte della giustizia si aprono magicamente. È il solito doppio standard delle toghe rosse: garantismo a senso unico per chi urla slogan verdi e arcobaleno, manette e processi sommari per chi osa contestare il sistema.

Ricordiamo i fatti: il 7 novembre 2022, questi 10 “eroi” del clima si piazzarono sul GRA, una delle strade più pericolose e trafficate del Paese. Risultato? Code chilometriche, automobilisti intrappolati per ore, rischi concreti per la sicurezza (basti pensare a un’ambulanza bloccata o a un incidente causato dalla rabbia accumulata). Azioni che in altri Paesi europei vengono punite duramente come attentato alla viabilità e alla sicurezza pubblica. Ma in Italia, con le toghe rosse al potere, diventano “tenui” e addirittura “non reato”.

Questo non è solo un errore giudiziario: è un sabotaggio sistematico contro l’ordine pubblico e contro gli italiani che ogni giorno devono combattere con il traffico romano per arrivare al lavoro o portare i figli a scuola. Mentre il governo Meloni cerca di ripristinare legalità e decoro – con norme più severe contro gli eco-vandali e i blocchi stradali – ecco che arrivano i giudici politicizzati a smontare tutto con motivazioni pretestuose. “Il fatto non è previsto come reato”? Ma se interrompi un servizio pubblico essenziale come la circolazione sul raccordo anulare, creando pericolo per migliaia di persone, come lo chiami? Una passeggiata?

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E chi ci rimette, come sempre? Il popolo italiano. Quello che paga le tasse per mantenere un sistema giudiziario che lo disprezza. Quello che rischia la vita ogni giorno sulle strade intasate da questi privilegiati che giocano alla rivoluzione climatica. Intanto, per reati ben più gravi – furti, rapine, aggressioni – le scarcerazioni fioccano per altri “protetti” dal sistema, mentre un cittadino onesto che protesta pacificamente finisce schedato.

Basta con questa giustizia a due velocità. Le toghe rosse continuano a fare opposizione politica dal palazzo di giustizia, umiliando la volontà popolare e favorendo il caos ideologico. Serve una riforma radicale: responsabilità per i magistrati, pene certe per chi blocca le strade mettendo a rischio vite umane, e fine al garantismo selettivo. Altrimenti, il GRA continuerà a essere ostaggio di questi signori, e gli italiani continueranno a subire in silenzio.

Blocco del raccordo a Roma, ”gretini” assolti dai giudici ultima modifica: 2026-01-24T19:14:06+00:00 da V
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