Usa: 80 per cento americani sostiene ICE, ultimatum Trump al Pd del Minnesota
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**Trump rilancia su Minnesota e ICE: “Un reality show con gli agenti ICE sarebbe un successo da record – l’80% degli americani vuole deportare i criminali illegali!”**
Il presidente Donald J. Trump non molla la presa sulla crisi in Minnesota, dove le politiche sanctuary del governatore Tim Walz e del sindaco di Minneapolis Jacob Frey hanno scatenato tensioni, proteste e un dispiegamento massiccio di agenti federali ICE. Negli ultimi giorni, Trump ha postato una serie di messaggi su Truth Social (ripresi fedelmente dall’account @TrumpDailyPosts su X) che mescolano ironia, proposte mediatiche e duro attacco alla non-cooperazione democratica, puntando dritto al cuore del dibattito sull’immigrazione.
Nel primo post (27 gennaio 2026), Trump lancia un’idea bomba: trasformare le operazioni ICE in un format TV da prima serata.
> “Se qualcuno vuole fare milioni, crei un programma TV tipo ‘Cops’ ma solo con gli agenti ICE che fanno il loro lavoro costituzionale. Sarebbe il numero 1 in assoluto.”
L’idea non è solo uno sfottò: Trump la lega direttamente al sostegno popolare per le deportazioni, citando un sondaggio recente (attribuito a Harris, probabilmente Harvard/Harris o simile) che mostra un consenso schiacciante.
> “L’80% degli americani supporta la deportazione dei criminali illegali, secondo l’ultimo sondaggio Harris.”
Trump usa questo dato per rafforzare la narrativa: la gente comune è con lui, non con i politici sanctuary che – a suo dire – proteggono criminali a scapito dei cittadini. Il contesto è la morte di Alex Pretti (e altri incidenti simili) a Minneapolis, dove un immigrato irregolare con precedenti è stato coinvolto in uno scontro fatale con agenti federali. La DHS accusa Walz e Frey di aver rilasciato centinaia di “criminal illegal aliens” dalle carceri locali, rifiutando di collaborare con ICE.
Nei thread e nei commenti correlati emerge il clima rovente: da un lato sostenitori che invocano deportazioni di massa (“Tutti gli illegali sono criminali”), dall’altro critiche che accusano eccessi nelle operazioni federali. Trump, però, sposta il focus sul “lavoro costituzionale” degli agenti ICE, presentandoli come eroi che meritano visibilità mediatica – un colpo di genio per normalizzare le deportazioni e smontare le accuse di brutalità.
Il filo conduttore è chiaro: Minnesota è il banco di prova della strategia Trump. Dopo telefonate “molto buone” con Walz e Frey, il presidente ha inviato il border czar Tom Homan per gestire l’operazione, minacciando subpoena del DOJ, tagli di fondi federali e indagini se non ci sarà cooperazione. Trump ha elencato quattro richieste precise (consegnare detenuti criminali a ICE, assistere negli arresti, ecc.) e promesso che, se Minnesota si allinea, gli agenti extra (inclusi CBP) non serviranno più.
Altrimenti invierà l’esercito.


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