Anziano picchiato da richiedente asilo: voleva i suoi soldi

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By V gennaio 30, 2026 23:25

Anziano picchiato da richiedente asilo: voleva i suoi soldi

Non vengono a pagarvi le pensioni ma a rubarvele.

### Ennesimo Orrore dall’Immigrazione Islamica: Pakistano Richiedente Asilo Aggredisce Brutalmente un Anziano a Lecce – La Convivenza è Impossibile, Azzeriamo Subito i Flussi Migratori!

In un’Italia sempre più ostaggio di un’invasione incontrollata, un nuovo episodio di violenza barbarica scuote Lecce: un pakistano di 41 anni, richiedente protezione internazionale e senza fissa dimora, ha aggredito un anziano leccese di 86 anni in pieno giorno, colpendolo violentemente alla testa per rubargli denaro. L’attacco, avvenuto intorno alle 12:30 in via Adriatica, è stato ripreso da una telecamera di videosorveglianza, rivelando la ferocia di un’aggressione motivata dal rifiuto dell’anziano di consegnare i soldi richiesti dallo straniero. La vittima, medicata in ospedale e dimessa con una prognosi di 25 giorni, ha vissuto momenti di terrore puro, cadendo a terra dopo il colpo alla testa. La Polizia di Stato, intervenuta grazie alla segnalazione di un passante al numero unico di emergenza 112, ha arrestato il pakistano per tentata rapina, conducendolo alla Casa Circondariale di Lecce in attesa di convalida. Ora, l’Ufficio Immigrazione della Questura valuterà la sua posizione per “adeguati provvedimenti” – ma quante volte abbiamo sentito queste parole vuote, mentre l’Italia sanguina?

Questo non è un caso isolato: è l’ennesima prova che l’immigrazione islamica sta trasformando le nostre città in campi di battaglia. Il pakistano, proveniente da un Paese a maggioranza musulmana dove la sharia domina e la violenza è normalizzata, incarna il pericolo che abbiamo importato con politiche suicide di accoglienza ad oltranza. Momenti di paura come questo – un anziano malmenato per strada solo perché italiano e vulnerabile – sono il risultato diretto di frontiere aperte che permettono a individui senza radici, senza lavoro e con mentalità incompatibili di radicarsi tra noi. L’aggressore, un “richiedente protezione” che invece semina terrore, simboleggia il fallimento totale dell’integrazione: questi individui non vengono per convivere, ma per imporre il loro mondo, sfruttando il nostro welfare e la nostra debolezza.

L’Europa intera è in fiamme per colpa di questa follia. In Francia, enclave islamiche come le “zone urbane sensibili” sono covi di criminalità e radicalizzazione, dove aggressioni come questa sono routine quotidiana. In Svezia, quartieri musulmani come Rinkeby sono no-go zones dominate da gang e sharia, con anziani terrorizzati e polizia impotente. Nel Regno Unito, comunità pakistane chiuse hanno generato ondate di violenza, inclusi grooming gangs che predano i deboli. E in Italia? Da Nord a Sud, immigrati islamici sono protagonisti di rapine, stupri e omicidi: ricordiamo il caso di Desirée Mariottini, stuprata e uccisa da un gruppo di africani musulmani a Roma, o l’aggressione mortale a un italiano a Milano da parte di un egiziano. Questi non sono “incidenti”: sono il pattern di un’invasione che erode la nostra società dalle fondamenta.

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Non illudiamoci: non esiste alcuna possibilità di convivenza pacifica con l’Islam in Europa. La sua visione integralista, che fonde religione e politica in un monolite oppressivo, è incompatibile con le nostre radici giudaico-cristiane. Come ha avvertito il vescovo Giovanni D’Ercole nel suo libro, l’Islam diventa un pericolo mortale quando rinunciamo alla nostra identità – e noi lo stiamo facendo, aprendo porte a milioni di “richiedenti” che portano caos e violenza. La debolezza occidentale, mascherata da “umanitarismo”, ha creato enclave autoreferenziali dove la sharia prevale sulle leggi italiane, trasformando città come Lecce in teatri di guerra urbana.

L’unica soluzione è drastica e immediata: azzerare completamente l’immigrazione islamica regolare. Sospendere tutti i visti, i ricongiungimenti familiari e le quote per motivi umanitari da Paesi musulmani. Espellere senza pietà chi commette crimini, revocando ogni status di protezione. L’Italia non può più permettersi di essere un rifugio per predatori come questo pakistano. Se non agiamo ora, aggressioni come quella di Lecce diventeranno la norma, e la nostra nazione sparirà sotto un’onda di barbarie. Svegliamoci: l’Islam non convive, conquista. È tempo di difendere la nostra terra, prima che sia troppo tardi!

Anziano picchiato da richiedente asilo: voleva i suoi soldi ultima modifica: 2026-01-30T23:25:42+00:00 da V
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