I parenti dello spacciatore ucciso da poliziotto hanno lo stesso avvocato di Ramy

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By V gennaio 30, 2026 19:14

I parenti dello spacciatore ucciso da poliziotto hanno lo stesso avvocato di Ramy

Presto chiederanno il risarcimento al poliziotto eroe.

**Debora Piazza, l’Avvocata che Difende Sistematicamente Criminali Stranieri e Contesta l’Operato delle Forze dell’Ordine: Un Pattern Inquietante**

Milano, 30 gennaio 2026. In un’Italia già martoriata dal degrado delle periferie e dall’impunità di clan stranieri, emerge una figura che sembra specializzata nel complicare la vita a chi rischia ogni giorno per far rispettare la legge: l’avvocato Debora Piazza. Con uno studio a Milano e una carriera dedicata a rappresentare individui di origine straniera in casi contro polizia, carabinieri e vigili urbani, Piazza appare come una costante nei procedimenti che mettono sotto accusa le divise, spesso contestando versioni ufficiali con tesi che privilegiano gli accusati – anche quando si tratta di spacciatori, molestatori o delinquenti con precedenti. È un approccio che solleva interrogativi: difendere i diritti è legittimo, ma quando diventa un sistematico attacco alle forze dell’ordine, contribuisce forse al clima di impunità che affligge le nostre città?

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Le ricerche rivelano un pattern chiaro: Piazza si concentra su casi di presunti abusi da parte delle autorità, enfatizzando discriminazioni etniche, razziali o di genere. Si descrive come “paladina” delle persone vulnerabili, ma i suoi interventi finiscono per mettere in discussione l’operato di agenti che, in molti casi, stavano solo facendo il loro dovere contro elementi pericolosi per la società. Ecco alcuni esempi emblematici che illustrano questo orientamento, lasciando perplessi cittadini e forze dell’ordine.

– **Caso Ramy Elgaml (Milano, 2024)**: Piazza, insieme al collega Marco Romagnoli, difende Fares Bouzidi, ladro e spacciatore tunisino 22enne sopravvissuto a un inseguimento con i carabinieri, durante il quale il suo amico Ramy Elgaml perde la vita in un incidente. Bouzidi, senza patente e alla guida di uno scooter, è condannato per resistenza, ma Piazza contesta la versione dei militari (caduta autonoma), sostenendo uno speronamento intenzionale. Video e audio vengono usati per accusare i carabinieri di menzogne, portando a indagini su sette agenti per omicidio stradale. Un’operazione di routine contro irregolari diventa un calvario giudiziario per chi indossa la divisa.

– **Caso Abderrahim Mansouri (Rogoredo, Milano, 2026)**: Qui Piazza rappresenta la famiglia del marocchino 28enne ucciso da un poliziotto durante un controllo antidroga. Mansouri, con precedenti per spaccio, aggressioni e tentativi di disarmare forze dell’ordine, avrebbe puntato una pistola (replica a salve). Invece di riconoscere la legittima difesa, Piazza sfida la narrazione ufficiale, contribuendo a un’indagine per omicidio volontario contro l’agente. Un pusher armato eliminato, e l’avvocata si schiera con la famiglia del delinquente.

– **Caso Youns El Boussettaoui (Voghera, 2021)**: Piazza difende la famiglia del delinquente marocchino 39enne senzatetto con problemi psichiatrici, ucciso dall’assessore Massimo Adriatici in presunta legittima difesa. Rifiuta risarcimenti (fino a 290.000 euro), insistendo sulla “ricerca della verità” e ottenendo la riqualificazione in omicidio volontario. Un episodio complesso, ma trasformato in un’accusa contro chi reagisce a una minaccia.

– **Caso Bruna (Milano, 2023)**: Rappresenta un transessuale brasiliano aggredito da vigili urbani mentre era nudo e alterato fuori da una scuola. Piazza accusa discriminazione, contestando le molestie a bambini e portando a denunce contro gli agenti. Un intervento per tutelare minori diventa un caso di “soprusi” razziali.

– **Caso Polfer (Milano, 2013)**: Piazza presenta esposti che indagano agenti della Polizia Ferroviaria per presunti furti di droga e soldi a stranieri durante controlli, portando a procedimenti contro i poliziotti.

Questo elenco non è esaustivo, ma evidenzia un filo conduttore: Piazza appare immancabilmente dalla parte di stranieri coinvolti in conflitti con le autorità, spesso delinquenti con fedine penali sporche, mentre le forze dell’ordine finiscono nel tritacarne giudiziario. Critici su piattaforme come X la etichettano come “sempre lei” nei casi di “extracomunitari” contro la polizia, accusandola di contribuire a un clima di sfiducia verso chi combatte il crimine quotidiano.

In un Paese dove spacciatori nigeriani fratturano piedi a carabinieri e vengono rilasciati ore dopo, o pusher nordafricani armati minacciano agenti senza conseguenze reali, l’attività di avvocati come Piazza solleva domande legittime: la difesa dei diritti non dovrebbe bilanciare anche la tutela di chi garantisce la sicurezza pubblica? Invece, sembra un sistematico ostacolo a chi fa rispettare la legge, alimentando impunità e degrado.

Basta con questa ipocrisia:
– Stranieri delinquenti? Espulsione immediata, stop a difese che paralizzano la giustizia.
– Forze dell’ordine? Protezione totale, non processi per aver fatto il dovere.
– Riforma giustizia: Separazione carriere, sorteggio CSM, per toghe imparziali.

Noi stiamo con le divise, non con chi le perseguita. E voi?

Ps. Questo caso fa il paio con il famoso avvocato che è sempre presente quando viene arrestato un membro della mafia nigeriana.

I parenti dello spacciatore ucciso da poliziotto hanno lo stesso avvocato di Ramy ultima modifica: 2026-01-30T19:14:28+00:00 da V
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By V gennaio 30, 2026 19:14
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