Otto anni fa Pamela veniva fatta a pezzi dall’accoglienza

V
By V gennaio 30, 2026 16:25

Otto anni fa Pamela veniva fatta a pezzi dall’accoglienza

Oggi, 30 gennaio 2026, si commemorano **otto anni** dal brutale omicidio di **Pamela Mastropietro**, la diciottenne romana stuprata, uccisa e fatta a pezzi a Macerata il 30 gennaio 2018.

### Il delitto in sintesi
Pamela, in quel periodo ospite di una comunità di recupero per tossicodipendenza a Corridonia (MC), si allontanò volontariamente la sera del 29 gennaio. Il giorno dopo incontrò nei giardini Diaz di Macerata **Innocent Oseghale**, nigeriano classe 1988, spacciatore e irregolare sul territorio italiano. L’uomo la portò nel suo appartamento di via Spalato 124.

Lì, secondo la ricostruzione giudiziaria confermata in tutti i gradi di giudizio, Oseghale la violentò, la uccise (causa morte: ferite da arma da taglio con dissanguamento e asfissia), smembrò il cadavere in modo “scientifico” (come definito dal medico legale), lavò le parti con varechina per cancellare tracce e infilò i resti in due trolley. Li abbandonò la sera stessa lungo una strada di campagna tra Casette Verdini e Pollenza (MC). I trolley vennero scoperti tra il 30 e il 31 gennaio.

Oseghale venne arrestato il 1° febbraio 2018. Dopo aver inizialmente sostenuto che Pamela fosse morta per overdose e che lui avesse solo cercato di disfarsi del corpo, è stato condannato all’**ergastolo** (confermato in Cassazione) per omicidio volontario aggravato dalla violenza sessuale, vilipendio e occultamento di cadavere.

### L’arrivo in Italia di Innocent Oseghale
Innocent Oseghale **sbarcò in Italia il 26 agosto 2014** (durante il picco migratorio di quell’anno). Arrivò come richiedente asilo/protezione internazionale e fu inserito in un programma di accoglienza per rifugiati gestito dal sistema SPRAR/SAI (all’epoca ancora in fase di espansione).

Dopo un periodo iniziale nei centri di accoglienza, **si allontanò dal programma** e divenne irregolare. Si stabilì a Macerata, dove viveva dedicandosi allo spaccio di stupefacenti già da tempo prima del delitto (era già noto alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio e droga).

– Successivamente, **fu aiutato dalla parrocchia di Villa Potenza** (frazione di Macerata), che gli pagò l’affitto della casa dove viveva. Questo sostegno avvenne nonostante Oseghale avesse già precedenti per spaccio di droga (era stato condannato nel 2017).
– Lo zio di Pamela, Marco Gentili, ha accusato pubblicamente il parroco: “La Chiesa pagò la casa a Oseghale, all’epoca già condannato per droga” (citato in un articolo de Il Giornale del 21 gennaio 2019).
– Inoltre, Oseghale partecipò attivamente a eventi ecclesiali: nel gennaio 2018, poco prima del delitto, fu invitato alla Giornata del Migrante in una chiesa di Macerata, dove lesse una preghiera all’altare (come riportato da Bruno Vespa e La Nuova Bussola Quotidiana).

Questi dettagli emergono da fonti giornalistiche e non sono contestati. Il sostegno della Chiesa fu motivato da programmi di accoglienza per migranti, ma ha suscitato polemiche per il fatto che Oseghale era già noto per reati.

### Otto anni dopo: il ricordo e la rabbia
Oggi, come ogni 30 gennaio, la madre **Alessandra Verni** è tornata a Macerata. Ha partecipato alla cerimonia ufficiale ai **Giardini Diaz**, dove nel 2021 è stata collocata la targa commemorativa (piantumazione di una camelia bianca e deposizione di fiori). È stata vista in un video mentre parla con altre persone vicino al monumento, sotto un cielo nuvoloso.

La targa è stata più volte vandalizzata negli anni, e la madre continua a denunciare l’indifferenza delle istituzioni verso questi atti.

Otto anni dopo, Pamela resta un simbolo doloroso: una ragazza vulnerabile, vittima di un immigrato irregolare che – dopo essere arrivato in Italia con la narrazione dell’asilo e dell’accoglienza – ha scelto la strada del crimine più efferato.

La domanda che molti si pongono, ancora oggi:
**Quanti altri Oseghale sono stati accolti, hanno ricevuto protezione e poi si sono trasformati in mostri?**

Otto anni fa Pamela veniva fatta a pezzi dall’accoglienza ultima modifica: 2026-01-30T16:25:54+00:00 da V
V
By V gennaio 30, 2026 16:25
Write a comment

No Comments

No Comments Yet!

Let me tell You a sad story ! There are no comments yet, but You can be first one to comment this article.

Write a comment
View comments

Write a comment

Your e-mail address will not be published.
Required fields are marked*

Immagini a presentazione articoli sono illustrative a meno di specifico termine 'FOTO'

Categorie