Askatasuna e Maranza, guerriglia a Torino: bombe e bottiglie contro gli agenti
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I compagni di quelli che ieri hanno bloccato presentazione #Remigrazione stanno mettendo a ferro e fuoco Torino insieme ai Maranza. Non basta sgomberarli, i teppisti di sinistra devono essere messi fuorilegge e i loro protettori nel Palazzo arrestati #Askatasuna pic.twitter.com/AHaFwUthBX
— CriminImmigr*ti (@CriminImmigratl) January 31, 2026
**Askatasuna, è scontro: bombe carta e bottiglie contro gli agenti – la saldatura tra maranza e centri sociali è ormai totale**
Torino, 31 gennaio 2026 – Il corteo nazionale contro lo sgombero di Askatasuna è degenerato in violenza pura: fitto lancio di **bombe carta, petardi, razzi, bottiglie di vetro e pietre** contro le forze dell’ordine, idranti e lacrimogeni in azione, agenti feriti (almeno 11-12 secondo le prime stime della Questura), cassonetti incendiati, vetrine danneggiate e cariche per contenere la furia. La città blindata con oltre 1000 agenti non è bastata a fermare un’aggressione che non ha più nulla di “politico” e tutto di **guerriglia urbana organizzata**.
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Ma il vero scandalo non è solo la violenza in sé: è la **saldatura ormai strutturale tra i militanti storici di Askatasuna** (e della galassia antagonista) e i **maranza / baby gang di seconda generazione** (minorenni e giovanissimi di origine nordafricana, egiziana, algerina, marocchina, subsahariana, nati o cresciuti in Italia).
### I fatti che dimostrano l’alleanza
– Durante il corteo del 31 gennaio 2026 (e già in quelli precedenti del 20 dicembre 2025 e del 9 gennaio per Ramy Elgaml), la testa della manifestazione era composta da gruppi incappucciati e mascherati che hanno lanciato **razzi ad altezza uomo, bottiglie molotov, bombe carta e pietre**. Identificati tra i più violenti diversi minorenni e giovanissimi di origine immigrata, spesso già noti per rapine e lesioni.
– La Prefettura stessa, nelle ordinanze preventive, ha citato esplicitamente il rischio di **“antagonisti che hanno lanciato bottiglie molotov, bombe carta e materiale pirotecnico”**, ma la stampa mainstream (e la sinistra) continua a parlare solo di “attivisti” o “manifestanti”, nascondendo il ruolo centrale dei maranza reclutati dai collettivi.
– Fonti investigative e articoli di La Stampa, Il Giornale e Panorama hanno più volte descritto la **“galassia ibrida”**: centri sociali che forniscono coordinamento, megafoni, copertura legale e narrazione “antirazzista”, mentre i maranza portano ferocia, numeri e assenza di paura delle conseguenze (essendo spesso minorenni o irregolari). In cambio, i collettivi offrono loro spazi, protezione e legittimazione ideologica (“siete i nuovi proletari razzializzati”).
### Il reclutamento esplicito
I centri sociali non si limitano più a “tollerare” i maranza: li cercano attivamente.
– Manifesti e libri come “Maranza di tutto il mondo unitevi!” (traduzione di Houria Bouteldja) vengono distribuiti nei cortei e usati come vademecum per arruolare le periferie immigrate.
– Durante le mobilitazioni pro-Palestina e anti-sgombero, i collettivi chiamano apertamente i “ragazzi delle periferie” a unirsi, offrendo loro il ruolo di “avanguardia” contro lo Stato “razzista”.
– Risultato: scontri diurni “politici” (con slogan e striscioni) che sfociano in rapine, aggressioni e devastazioni notturne nelle periferie, con i maranza che agiscono come braccio armato dei centri sociali.
### La sinistra complice del silenzio
Mentre la sinistra istituzionale (Pd, M5S, Avs) urla al “fascismo” per qualsiasi critica all’immigrazione, tace o minimizza quando i maranza – figli della stessa immigrazione che difendono – diventano la fanteria violenta dei centri sociali. “È rabbia sociale”, dicono. No: è **eversione organizzata**, un’alleanza tra ideologi rossi e baby gang immigrate che sta trasformando Torino (e non solo) in una zona di guerra ibrida.
### Cosa fare
– **Sgomberi immediati** di Askatasuna e di tutti i centri sociali che fiancheggiano la violenza.
– **Revoca della cittadinanza** ai figli di immigrati che delinquono gravemente.
– **Espulsione dei genitori** che non controllano i figli.
– **Carcere vero** per i minorenni violenti (no comunità protette).
Altrimenti la saldatura maranza-centri sociali diventerà irreversibile. E l’Italia pagherà con il sangue delle sue strade.
### La saldatura pericolosa: maranza e centri sociali uniti nella violenza e nell’eversione
In Italia del 2026, il fenomeno più inquietante e sottovalutato non è solo l’esplosione delle baby gang e dei “maranza” (giovanissimi di seconda generazione, quasi sempre immigrati nordafricani o subsahariani, nati o cresciuti qui), ma la **saldatura sempre più evidente tra questi gruppi e i centri sociali antagonisti**.
Non si tratta più di episodi isolati o di “pretesti” come le manifestazioni pro-Palestina o contro il caro-affitti: è un’alleanza strutturale, ideologica e operativa che vede i centri sociali (Askatasuna a Torino, Leoncavallo a Milano, Covo Nordest a Roma e decine di altri squat) arruolare attivamente i maranza come “braccio armato” delle loro azioni di guerriglia urbana.
### I fatti recenti che dimostrano la fusione
– **Torino, ottobre 2025**: durante i cortei pro-Gaza e anti-Israele, i maranza (minorenni egiziani, marocchini, algerini) sono stati “arruolati” direttamente da Askatasuna e altri collettivi. Lancio di bottiglie, bastoni, bombe carta contro la polizia in piazza Castello e via Po. Identificati 8 ragazzi tra i 15 e i 17 anni, quasi tutti di seconda generazione, che postavano foto mascherati con armi improvvisate. La Prefettura ha parlato esplicitamente di “saldatura tra antagonisti e seconde generazioni delle periferie”.
– **Milano, settembre-ottobre 2025**: scontri alla stazione Centrale e in piazza Duomo durante le manifestazioni “Free Palestine”. Secondo La Stampa e Panorama, la “galassia della violenza” vede una “inedita saldatura tra baby maranza e studenti liceali”, con i centri sociali (Leoncavallo in primis) che chiamano apertamente i maranza a mobilitarsi. Risultato: vetrine distrutte, agenti feriti, rapine e aggressioni serali nei giorni successivi.
– **Manifesti e libri-manifesto**: i collettivi antagonisti hanno presentato e diffuso “Maranza di tutto il mondo unitevi!” (traduzione italiana del libro di Houria Bouteldja), che invita esplicitamente le periferie immigrate a unirsi alla “rivolta generale” contro lo Stato. I centri sociali lo usano come vademecum per corteggiare i maranza, offrendo loro spazi, protezione legale e narrazione politica (“siete i nuovi proletari razzializzati”).
### Perché questa alleanza è eversiva
I centri sociali non sono più solo luoghi di “lotta sociale”: sono diventati veri e propri **hub di radicalizzazione e reclutamento** per la violenza di strada. I maranza portano numeri, ferocia, assenza di paura delle conseguenze (spesso minorenni o irregolari), mentre i centri sociali danno **copertura ideologica, logistica e mediatica**: megafoni, striscioni, avvocati, narrazione da “vittime del sistema”.
Il risultato è una guerriglia ibrida:
– diurna: manifestazioni “antirazziste” o pro-Palestina con slogan pacifici
– notturna: aggressioni, rapine, spaccate, agguati con coltelli e spranghe nelle periferie
La sinistra istituzionale (Pd, M5S, Avs) non solo tace, ma spesso giustifica o minimizza: “è rabbia sociale”, “è colpa del razzismo”, “non sono tutti maranza”. Un silenzio-assenso che rende complici politici di un fenomeno che sta trasformando le città italiane in zone di guerra.
### Conclusione: non è integrazione, è occupazione
I maranza non sono “figli indesiderati” dell’Italia: sono il frutto di 30 anni di immigrazione senza regole, welfare clientelare e mancata assimilazione culturale. I centri sociali non li “aiutano”: li usano come carne da macello per la loro guerra al sistema.
L’Italia deve reagire:
– sgomberi immediati dei centri sociali che fiancheggiano la violenza
– revoca della cittadinanza ai figli di immigrati che delinquono gravemente
– espulsione dei genitori che non controllano i figli
– carcere vero per minorenni violenti (no comunità protette)
Altrimenti, la saldatura maranza-centri sociali diventerà irreversibile. E l’Italia pagherà con il sangue.


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