Poliziotto linciato a martellate da maranza e teppisti di Askatasuna a Torino
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**Poliziotto linciato dai maranza di Askatasuna**
Torino, 31 gennaio 2026 – Un agente di polizia è stato circondato e massacrato da una decina di teppisti durante gli scontri selvaggi del corteo pro-Askatasuna. Il video choc, diffuso da fonti investigative e ripreso da Il Giornale, mostra un poliziotto a terra, preso a calci, pugni, spinte e colpi con un martello da un gruppo di incappucciati. L’aggressione è avvenuta in corso Regina Margherita, vicino all’ex sede del centro sociale sgomberato lo scorso dicembre.
Non era un “dissenso politico”: era un **linciaggio vero e proprio**, 10 contro 1, con l’agente colpito ripetutamente anche quando era già a terra. Solo l’intervento di un collega ha interrotto l’assalto. L’agente ha rischiato la vita, e la violenza è stata definita “bestiale” da più parti (ex senatore Pd Stefano Esposito, ministro Crosetto, Giorgia Meloni: “Questi non sono dissenso né protesta: sono aggressioni violente con l’obiettivo di colpire lo Stato”).
Il contesto è chiarissimo: il corteo era composto da militanti di Askatasuna e dalla galassia antagonista, ma la testa della violenza era guidata da **maranza di seconda generazione** (minorenni e giovanissimi di origine nordafricana, egiziana, algerina), reclutati e protetti dai collettivi rossi. È la stessa saldatura già vista nei cortei pro-Gaza e anti-sgombero: i centri sociali danno copertura ideologica, logistica e mediatica (“ragazzi delle periferie oppressi”), i maranza portano ferocia, coltelli, spranghe e zero paura delle conseguenze.
Questa alleanza eversiva sta trasformando Torino in una zona di guerra ibrida: diurna con slogan “antirazzisti”, notturna con rapine, aggressioni e devastazioni. La sinistra tace o minimizza (“rabbia sociale”), mentre i loro compagni usano questi immigrati di seconda generazione come carne da macello contro lo Stato.
Basta.
Non basta sgomberare Askatasuna: i teppisti rossi vanno messi fuorilegge, i loro protettori nel Palazzo arrestati, e i maranza espulsi insieme alle famiglie. La remigrazione non è un’opzione: è l’unica via per salvare l’Italia da chi la odia e la vuole distruggere. Il sangue degli agenti è sulle mani di chi li difende e li arma.


Maledetti, la condanna che meriterebbero sarebbe 1) Affidarli al buon Netanyahu 1) oppure a Zio Vladimir, loro saprebbero che farne. Una vacanzina in Siberia, nudi come quelle cagne di mamme li han fatti, spegnerebbe per sempre i loro bollenti spiriti 😵💀
Nei campi di sterminio, luride bestie!
SS