La sinistra di Askatasuna rivendica le violenze:”È un bene che governo e poliziotti abbiano paura”
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# “È un bene che governo e poliziotti abbiano timore”: Askatasuna Minaccia Ancora Dopo le Violenze di Torino
Il giorno dopo la guerriglia urbana a Torino, che ha lasciato oltre 100 feriti tra le forze dell’ordine e un agente pestato a martellate in un’aggressione che la premier Giorgia Meloni ha definito “tentato omicidio”, il centro sociale Askatasuna non fa un passo indietro: rilascia un comunicato minaccioso che rivendica l’escalation di violenza e la trasforma in propaganda politica. In un testo diffuso il 1° febbraio 2026, il collettivo antagonista afferma esplicitamente: **”È un bene che abbiano timore Giorgia Meloni, Piantedosi, La Russa, il sindacato di polizia: in questo Paese siamo in molti e molte a non essere disposti a subire politiche securitarie, razziste, omofobe e guerrafondaie”**.
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### Il Contesto: Dalla Manifestazione alla Minaccia Aperta
Il corteo pro-Askatasuna, indetto contro lo sgombero dello stabile occupato a dicembre (ora trasferito al campus Einaudi dell’Università di Torino), è degenerato in scontri feroci: circa 500 incappucciati hanno deviato dal percorso autorizzato, lanciando petardi, bottiglie, pietre e oggetti contundenti contro polizia, carabinieri e finanzieri. Risultato: 108 feriti totali tra le forze dell’ordine (96 poliziotti, 5 carabinieri, 7 finanzieri), con 26 ricoverati e casi gravi come quello dell’agente Alessandro Calista, 29 anni, accerchiato e massacrato a calci, pugni e martellate da un gruppo di dieci contro uno.
Meloni, intervenuta con forza, ha commentato le immagini choc: **”Le immagini dell’agente aggredito parlano da sole: non siamo di fronte a manifestanti, ma a soggetti che agiscono come nemici dello Stato”**. Askatasuna, però, distorce queste parole per i propri fini: ribatte che Meloni ha “esplicitato” che chi era in piazza è “nemico del governo”, e lo usa per legittimare la violenza come resistenza a un esecutivo “repressivo”. Il comunicato non condanna gli attacchi, ma li celebra implicitamente come risposta a politiche “securitarie, razziste, omofobe e guerrafondaie”, preparando il terreno per nuove azioni.
### Una Escalation Senza Precedenti
L’articolo de *Il Giornale* sottolinea che si tratta di **una minaccia vera e reale**, che si concretizza manifestazione dopo manifestazione. L’escalation di violenza – con tentativi di lasciare “il morto sul selciato” (evitato per miracolo) – non ha pari negli ultimi decenni. Askatasuna mistifica le dichiarazioni governative per giustificare se stesso, fomentare odio verso lo Stato e reclutare soprattutto tra i giovanissimi in piazza. Il collettivo, sgomberato ma non domato, continua a occupare spazi pubblici e universitari, godendo di una copertura politica da parte di settori della sinistra che minimizzano o giustificano questi atti.
Il presidente Mattarella ha espresso solidarietà al ministro Piantedosi, mentre Meloni ha convocato per il 2 febbraio una riunione di governo per valutare nuove norme su ordine pubblico e sicurezza. La risposta dello Stato deve essere ferma: non si può tollerare che centri sociali diventino basi per attacchi organizzati alle istituzioni.
### Il Pericolo di una Sinistra che Copre la Violenza
Questa non è protesta: è guerriglia urbana con intento intimidatorio. Askatasuna non si pente, ma minaccia: “È un bene che abbiano timore”. È il segnale che una parte dell’antagonismo non vuole dialogo, ma scontro aperto. In un’Italia già provata da immigrazione incontrollata, degrado urbano e violenza quotidiana, non possiamo permettere che teppisti rossi e loro alleati trasformino le piazze in campi di battaglia. Serve una svolta autoritaria contro il caos: più poteri alle forze dell’ordine, sgomberi immediati, pene certe per chi aggredisce lo Stato. Altrimenti, il timore non sarà solo del governo: sarà degli italiani onesti che vogliono vivere in sicurezza. Remigrazione, ordine e giustizia: è l’unica via per fermare questa deriva.


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