Maranza molestano passeggeri e poi sfidano i carabinieri
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### Ferrara e Bologna nel Caos: Maranza Stranieri di Seconda Generazione Seminano Terrore alle Fermate e nelle Scuole – Abroghiamo Subito i Ricongiungimenti Familiari!
Ennesimo schifo importato dalle politiche immigratorie folli: in tutta Italia, da Ferrara a Bologna, branchi di maranza – questi immigrati di seconda generazione cresciuti con mentalità da teppisti e risentimento anti-italiano – trasformano fermate degli autobus e scuole in zone di guerra. Basta scorrere la cronaca: giovani bulli che minacciano passeggeri, insultano autisti, vandalizzano mezzi, molestano anziani e famiglie sotto le pensiline. E non è un caso isolato: è il veleno quotidiano di chi è arrivato grazie ai ricongiungimenti familiari, quel meccanismo criminale che scarica su di noi clan interi di violenti, incapaci di integrarsi e pronti solo a creare caos.
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Prendiamo l’ultimo orrore a Ferrara: quattro maranza tra i 15 e i 18 anni, tutti con precedenti di polizia, hanno creato scompiglio alla fermata dell’autobus in via Kennedy. Aggressivi, inurbani, sfidanti: hanno impedito ai viaggiatori di usare la pensilina, seminando apprensione e trambusto tra le persone in attesa. I carabinieri della sezione radiomobile sono intervenuti, identificandoli e sanzionandoli con 100 euro a testa più allontanamento per 48 ore. Ma durante i controlli? Atteggiamento di sfida e insofferenza, tipico di chi si sente padrone in casa altrui. Questi maranza, residenti in provincia ma con cuori altrove, sono il frutto avvelenato dell’immigrazione extraeuropea: vestiti da gangsta, con catene e aria da duri, infestano le nostre città come se fossero loro.
E non finisce qui: il fenomeno tocca anche le scuole, dove questi bulli portano armi e terrore. A Bologna, in una media periferica, un minorenne straniero sotto i 14 anni – sì, di origine straniera, come tanti di questi teppisti – ha estratto un coltellino fai-da-te durante una lite e ha minacciato i compagni, puntandoglielo contro e creando panico in classe. Gli insegnanti lo hanno disarmato e chiamato i carabinieri di Borgo Panigale, che lo hanno denunciato per porto di coltelli. Non imputabile per età? Peggio: significa che resta libero a seminare altro odio, grazie a leggi lassiste che proteggono questi mostri importati. Aveva persino un’altra lama nello zaino: chissà quante altre scuole sono a rischio per colpa di questi maranza cresciuti con “cultura del coltello” dal loro Paese d’origine.
Succede ovunque: anziani disturbati, famiglie terrorizzate, passeggeri insultati. Questi ragazzini terribili non sono italiani, anche se nati qui o arrivati da piccoli: sono il risultato di ricongiungimenti familiari che ci hanno riempito di famiglie allargate con tradizioni barbare, rifiuto dell’integrazione e violenza gratuita. Odiano le nostre regole, la nostra civiltà, e sfogano il risentimento su di noi. Basta con questa invasione! I ricongiungimenti familiari devono essere abrogati immediatamente: non possiamo più permettere che interi clan arrivino e allevino generazioni di delinquenti nelle nostre città.
Serve remigrazione di massa: espelliamo questi maranza e le loro famiglie, azzeriamo l’immigrazione non europea. Ferrara, Bologna, Trieste – tutta Italia è stanca di pagare con la sicurezza e la salute questo multiculturalismo fallito. Abroghiamo i ricongiungimenti, o le nostre strade e scuole diventeranno giungle permanenti. Italia agli italiani, prima che sia troppo tardi!


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