POLIZIOTTI INDAGATI DALLE TOGHE ROSSE SE AVESSERO REAGITO
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### Torino, 108 agenti feriti: l’eversione rossa e maranza all’assalto, protetta dalle toghe rosse – basta con questa feccia!
Torino, 1 febbraio 2026 – Torino è diventata un inferno: 108 agenti e militari feriti (96 poliziotti, 5 carabinieri, 7 finanzieri), camionette date alle fiamme, bombe carta lanciate ad altezza uomo, razzi, molotov, pietre e spranghe contro le forze dell’ordine, vetrine spaccate, cassonetti incendiati e una città paralizzata per ore. Il corteo nazionale pro-Askatasuna – il covo eversivo sgomberato a dicembre – non era una “manifestazione”: era un’aggressione squadrista organizzata da teppisti rossi e maranza di seconda generazione, un’alleanza criminale che sta disintegrando l’Italia con violenza bestiale e impunità garantita. E mentre gli agenti sanguinano, le toghe rosse li assediano con inchieste preventive, impedendo qualsiasi reazione e lasciando campo libero ai delinquenti. È eversione pura, e va fermata ora: messa fuorilegge immediata dell’estrema sinistra, scioglimento dei partiti parlamentari complici (Pd, M5S, Avs) che li appoggiano e remigrazione forzata per i maranza e le loro famiglie. Basta con questa feccia che odia l’Italia!
Il bilancio è da guerra civile: la Questura parla di “1.100 facinorosi” tra i 10-20mila manifestanti, ma il vero orrore è nel video della vergogna, che mostra un poliziotto accerchiato da 10-15 incappucciati e linciato con calci in testa, pugni sulla faccia, martellate sulle gambe fino a fratture alle costole, polpacci lacerati e bacino rotto. Alessandro Calista, 29 anni, sposato e con un figlio piccolo, è stato ridotto a un mucchio di sangue vicino al campus Luigi Einaudi, mentre i suoi aggressori – rossi e maranza – si accanivano come animali. “Ho fatto il mio dovere”, ha detto Calista dal letto d’ospedale, un eroe in divisa che rischia la vita per difendere una società che lo tradisce. Solo un collega lo ha salvato con lo scudo, ma il danno è fatto: contusioni multiple, ferite da martello sulla coscia sinistra, e un trauma che segnerà per sempre.
Questa non è “protesta”: è tentato omicidio, come ha tuonato Giorgia Meloni in una visita a sorpresa all’ospedale Molinette di Torino, dove ha incontrato Calista e un altro agente ferito. “Non sono manifestanti, sono criminali organizzati. È tentato omicidio, i magistrati non esitino”, ha dichiarato la premier, annunciando un summit di governo domani per il DL Sicurezza. Meloni ha puntato il dito contro le toghe rosse: “Agenti indagati se avessero reagito”, un sistema perverso che lega le mani alle forze dell’ordine, lasciando i teppisti rossi e maranza liberi di colpire. “Ci pensavate prima”, minacciano gli antagonisti sui social, mentre urlano cori per Hannoun e accusano il “governo genocida”. È la prova: questa violenza è ideologica, ma protetta da un pezzo di magistratura che indaga gli agenti per ogni reazione e assolve i violenti con la scusa del “dissenso”.
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La saldatura tra rossi e maranza è ormai totale: i centri sociali come Askatasuna reclutano questi immigrati di seconda generazione come braccio armato, offrendo loro copertura, spazi e narrazione “antirazzista”. In cambio, i maranza portano ferocia immigrata, coltelli e spranghe, trasformando i cortei in guerriglia e le periferie in zone di non-diritto. Questa alleanza eversiva non è casuale: è strutturata, con i rossi che usano i maranza come carne da macello contro lo Stato, mentre la sinistra parlamentare tace o minimizza. Pd, M5S e Avs sono complici: i loro compagni occupano sale stampa per sabotare conferenze sulla remigrazione, e ora difendono questi teppisti con il silenzio-assenso.
Le toghe rosse completano il quadro: assediano polizia e carabinieri con inchieste preventive per “eccesso di forza”, come denunciato da VoxNews. Ogni manganellata diventa un reato, ogni difesa un processo, mentre i rossi e maranza sanno di poter picchiare impuniti. È un sistema malato che paralizza le divise e incoraggia l’eversione.
Basta! L’estrema sinistra deve essere messa fuorilegge: sgomberi immediati e permanenti di tutti i centri sociali, chiusura dei covi rossi che fomentano violenza. Scioglimento immediato dei partiti e arresto dei parlamentari complici – Pd, M5S, Avs – che appoggiano, giustificano o minimizzano questi teppisti ed eversori rossi e maranza. Remigrazione forzata per i maranza e le loro famiglie: via da qui chi ci odia e ci aggredisce. Le toghe rosse vadano in strada a subire martellate insieme ai poliziotti se non vogliono applicare la legge, invece di proteggere i criminali. Meloni ha ragione: “Lo Stato non arretra”. Ma deve agire con pugno di ferro, o questa feccia ci distruggerà. L’Italia non merita questo: riprendiamocela!
oni visita feriti.


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