ACCERCHIATO DAI MARANZA: SI RIFUGIA NEI BAGNI DELLA STAZIONE
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**Pordenone, Stazione nel Terrore: Giovane Accerchiato da Branco di Maranza – Si Rifugia nei Bagni per Scampare la Violenza!**
Momenti di panico puro alla stazione di Pordenone: un giovane è stato circondato da un gruppo di maranza e, per sfuggire al pericolo imminente, ha trovato rifugio nei bagni pubblici, barricandosi dentro mentre i suoi aggressori lo cercavano. L’episodio è avvenuto di recente (segnalato il 4 febbraio 2026), in pieno giorno o sera, trasformando la stazione – già nota per risse e baby gang – in una trappola per cittadini italiani.
Secondo le ricostruzioni diffuse da TV12 Medianordest e dal servizio di Federico De Ros, il ragazzo è stato accerchiato senza motivo apparente da un branco di maranza (giovani immigrati di seconda generazione, maghrebini, noti per atteggiamenti aggressivi e “cultura del coltello”). Ha avuto il tempo di correre nei bagni e chiudersi dentro, evitando probabilmente un pestaggio o peggio. Intervenute le forze dell’ordine? Non specificato nei dettagli immediati, ma l’episodio è l’ennesimo segnale di allarme: la stazione di Pordenone è diventata territorio di conquista per questi branchi che girano in gruppo, cercano vittime isolate e seminano paura tra pendolari, studenti e passanti.
Questi maranza – cresciuti in Italia grazie ai ricongiungimenti familiari che hanno importato clan violenti – si sentono impuniti: accerchiano, minacciano, picchiano per noia o per “divertimento”. La vittima? Un giovane italiano qualunque, costretto a nascondersi in un bagno pubblico come un animale braccato. È la nuova normalità: stazioni, piazze, vie del centro trasformate in zone di guerra dove gli italiani devono scappare e barricarsi, mentre i maranza padroni del territorio ridono e filmano.
Basta con questa invasione tollerata! I ricongiungimenti familiari hanno scaricato su Pordenone e sul Friuli interi gruppi di violenti di seconda generazione, protetti dall’età minorile e da leggi che li trattano come “ragazzi in difficoltà”. Serve la remigrazione immediata: espulsione di chi delinque, revoca permessi alle famiglie, stop totale a nuovi arrivi. Identificare questi branchi e rimpatriarli: non possiamo più permettere che un giovane debba rifugiarsi in un bagno per non essere massacrato.
Pordenone non è la loro giungla. L’Italia non è il loro campo di caccia.
Abroghiamo i ricongiungimenti familiari ora, o le nostre stazioni diventeranno prigioni a cielo aperto per gli italiani! Remigrazione di massa – prima che un altro ragazzo finisca in ospedale o peggio. Italia agli italiani!


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