Trascinata dietro cespugli e violentata da due stranieri
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**La Spezia, violenza sessuale su una donna di 33 anni: 22enne marocchino rinviato a giudizio, complice ancora latitante**
La Spezia – Un episodio di violenza brutale avvenuto nell’estate del 2024 in una zona periferica della città è approdato ieri in Tribunale. Una donna di 33 anni, dopo aver litigato con il compagno, era uscita per una passeggiata per calmarsi. È stata aggredita da due uomini, trascinata dietro un cespuglio, immobilizzata con violenza, picchiata e costretta a subire atti sessuali.
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La vittima ha avuto la forza di raggiungere il pronto soccorso dell’ospedale di La Spezia, dove i medici le hanno riscontrato lesioni con prognosi di sette giorni. Nei mesi successivi ha raccontato l’accaduto nell’ambito di un incidente probatorio disposto dal GIP su richiesta della Procura.
Ieri il GUP Marinella Acerbi ha rinviato a giudizio uno dei due aggressori: un 22enne marocchino residente in Val di Magra, assistito dall’avvocato Valerio Pisani. L’uomo è imputato di violenza sessuale e lesioni personali. Il pm Alessandra Conforti ha coordinato le indagini; la parte civile è rappresentata dagli avvocati Luigi Fornaciari Chittoni e Cesare Bruzzi Alieti. La prima udienza davanti al Tribunale collegiale è fissata per l’11 marzo 2026.
Il secondo aggressore non è stato ancora identificato.
Questo caso si inserisce in un contesto più ampio di cronaca giudiziaria che vede protagonisti stranieri, soprattutto in reati di violenza sessuale. Secondo i dati del Ministero dell’Interno e del Viminale (relativi agli anni recenti), gli stranieri – che rappresentano circa il 9-10% della popolazione residente – sono coinvolti in una quota sproporzionata di denunce per violenza sessuale (intorno al 40-45% dei casi registrati, con picchi più alti per i clandestini).
VoxNews e altre fonti indipendenti hanno da tempo raccolto centinaia di episodi analoghi, spesso relegati nelle pagine di cronaca locale e poco ripresi dai grandi media nazionali. Casi come quello di La Spezia alimentano il dibattito sulla sicurezza delle donne italiane e sull’efficacia delle politiche di rimpatrio dei condannati stranieri.
La vittima attende ora giustizia. Il processo dirà se il 22enne sarà riconosciuto colpevole e quale pena gli verrà inflitta. Il complice resta ancora a piede libero.


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