Massacrano in tre giovane italiano ma sono tutti liberi

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By V febbraio 5, 2026 17:32

Massacrano in tre giovane italiano ma sono tutti liberi

**Zingaro bosniaco e due marocchini massacrano giovane italiano a Civitanova: confessa la rapina ma protegge i complici e finisce ai domiciliari**

L’ennesima aggressione bestiale di stranieri contro italiani. L’ennesima prova che l’immigrazione incontrollata porta solo violenza, sangue e impunità. A Civitanova Marche, nella notte tra sabato e domenica, tre balordi stranieri – un bosniaco “zingaro” senza fissa dimora e due marocchini – hanno picchiato, frustato e rapinato un 21enne italiano e i suoi amici. Risultato: naso rotto, due denti spezzati, prognosi di oltre 40 giorni. Uno dei tre aggressori è stato preso, gli altri due (i marocchini) sono ancora liberi di girare per le nostre strade.

Si chiama Ettore Seferovic, 18 anni appena compiuti, bosniaco, senza fissa dimora, già ospite del carcere di Montacuto. Ieri, davanti al gip Giovanni Manzoni, ha ammesso solo quello che non poteva negare: «Sì, ci siamo fatti dare i soldi. Ho bevuto ma non l’ho preso a pugni». Ha confessato di aver strappato 30 euro dal portafoglio della vittima e di averlo colpito con un cavo USB usato come frusta. Ma i pugni in faccia? No, quelli no. E i nomi dei due marocchini? Silenzio assoluto. «Non eravamo amici, solo conoscenti», ha detto con aria da santarellino. Traduzione: protegge i complici.

La dinamica è da far accapponare la pelle. Verso le 3.30 di notte, in via Marinetti, parcheggio di un locale. Tre giovani italiani vengono avvicinati con la scusa delle sigarette. Improvvisamente scatta l’agguato: uno dei marocchini tira fuori il coltello, l’altro impugna una bottiglia rotta, il bosniaco usa il cavo USB come arma. Il 21enne finisce a terra, preso a pugni, calci e frustate. Il sangue schizza. Poi i tre scappano con i 30 euro. Le vittime chiamano aiuto. Polizia e Guardia di Finanza, che per fortuna stavano facendo controlli interforze, si mettono all’inseguimento. I marocchini svaniscono nel buio. Il bosniaco viene bloccato: aveva sangue fresco sulla mano destra, abrasioni da pestaggio e nel marsupio – identico a quello descritto dalla vittima – c’erano tre cellulari, soldi e il cavo USB ancora insanguinato. La vittima lo ha riconosciuto subito in commissariato.

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E ora la beffa. Il giudice, nonostante la gravità dei fatti, nonostante il sangue, nonostante il coltello e la bottiglia, ha deciso: arresti domiciliari. Non più in carcere, ma a casa del padre… non appena arriverà il braccialetto elettronico. Un delinquente straniero che ha massacrato un italiano, che non collabora, che protegge due complici ancora in giro armati, torna libero di girare per le strade di Civitanova. Perché? Perché la giustizia italiana è così: morbida con gli stranieri, durissima con gli italiani.

Questo non è un episodio isolato. È la cronaca quotidiana di un Paese invaso, dove bande di nordafricani e balcanici si sentono padrone delle nostre città, delle nostre notti, delle nostre figlie e dei nostri figli. Civitanova, come tante altre località marchigiane e italiane, paga il prezzo di anni di porti aperti, di “accoglienza” indiscriminata, di leggi che premiano il delinquente straniero e lasciano indifesi i cittadini italiani.

Il bosniaco Seferovic ha bevuto, dice. E allora? L’alcol non giustifica niente. I marocchini erano armati. E allora? Chi li ha fatti entrare? Chi li ha lasciati liberi di aggirarsi di notte con coltelli e bottiglie? E soprattutto: chi li proteggerà ancora una volta, quando torneranno a colpire?

Un giovane italiano massacrato per 30 euro. Due complici in fuga. Un colpeto che ride in faccia alla giustizia. E un giudice che lo manda ai domiciliari.

Benvenuti nella nuova Italia multietnica. Dove gli italiani pagano con il sangue e gli stranieri con un braccialetto.

Massacrano in tre giovane italiano ma sono tutti liberi ultima modifica: 2026-02-05T17:32:05+00:00 da V
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By V febbraio 5, 2026 17:32
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