Distrugge la faccia a italiano di 55 anni ma è ai domiciliari

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By V febbraio 6, 2026 19:27

Distrugge la faccia a italiano di 55 anni ma è ai domiciliari

**Reggio Emilia, un pugno e la faccia distrutta: 26enne dominicano spacca la mandibola a un italiano di 55 anni davanti a un bar. Arrestato, ma ai domiciliari**

Reggio Emilia, 6 febbraio 2026 – Un altro episodio che grida vendetta al cielo, un altro italiano massacrato per strada da uno straniero, un altro caso in cui la giustizia sembra limitarsi a una misura blanda mentre la vittima porta sul volto – e nell’anima – i segni indelebili di una violenza gratuita e brutale.

Era il 15 gennaio scorso, nel quartiere Rosta Nuova, uno di quei luoghi dove l’integrazione multietnica tanto celebrata dai salotti buoni si scontra ogni giorno con la realtà nuda e cruda. Un uomo di 55 anni, un nostro connazionale, esce da un bar e viene aggredito senza motivo apparente. Un pugno violentissimo in pieno volto, sferrato da un 26enne di nazionalità dominicana, residente da tempo in città. Il colpo è devastante: frattura scomposta bilaterale della mandibola, rottura delle ossa nasali, ematoma voluminoso alla nuca. Lesioni permanenti che hanno sfigurato il volto della vittima.

L’uomo, in gravissime condizioni, si presenta inizialmente al pronto soccorso di Reggio Emilia raccontando di essere “caduto da solo” – forse per paura, forse per vergogna, forse perché in certi contesti si preferisce minimizzare pur di non finire nel tritacarne burocratico. Ma le telecamere di videosorveglianza del locale e le testimonianze raccolte non mentono: è stata un’aggressione deliberata, improvvisa, feroce. Il 55enne finisce trasferito d’urgenza all’ospedale di Parma, dove subisce un delicato intervento di chirurgia maxillo-facciale per ricostruire ciò che il pugno ha distrutto.

La Squadra Mobile della Questura di Reggio Emilia ha fatto il suo dovere: ha ricostruito i fatti, identificato l’aggressore, perquisito l’abitazione e sequestrato gli abiti indossati durante l’aggressione. Il 26enne dominicano è stato arrestato e sottoposto agli arresti domiciliari. Indagato per lesioni gravissime e deformazione permanente dell’aspetto della persona mediante lesioni al viso – reati pesanti, che potrebbero portare a una condanna seria.

Ma qui sta il nodo che fa ribollire il sangue: domiciliari. Un uomo che spacca la faccia a un italiano di 55 anni con un pugno improvviso e senza apparente motivo, che lo manda in sala operatoria per rimettere insieme i pezzi della mandibola, che lo segna a vita con cicatrici e traumi, finisce ai domiciliari. Non in carcere, non in una cella dove riflettere sulla gravità di ciò che ha fatto. A casa sua, con il braccialetto elettronico, in attesa di processi che – lo sappiamo bene – spesso si trascinano per anni.

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E nel frattempo? La vittima, un italiano qualunque, deve convivere con il dolore fisico, con il volto deformato, con la paura di uscire di casa, con il ricordo di quel pugno arrivato dal nulla in un quartiere che dovrebbe essere italiano. Mentre l’aggressore, straniero regolare da tempo, resta protetto dalle mura domestiche.

Quanti altri episodi simili dobbiamo leggere prima di ammettere che certi quartieri stanno diventando zone ad alto rischio per chi è nato qui? Quante fratture, quante mandibole spezzate, quante vite rovinate servono per smettere di chiamare “episodi isolati” ciò che ormai è un copione ripetuto? La violenza gratuita, l’aggressività importata, la sensazione di impunità che deriva da pene percepite come insufficienti: tutto questo erode la sicurezza dei cittadini italiani, pezzo dopo pezzo.

La Polizia ha agito con rapidità, va riconosciuto. Ma la vera domanda è: lo Stato italiano difenderà davvero i suoi figli, o continuerà a offrire solo misure palliative mentre le strade si riempiono di paura? Perché un pugno che spacca una mandibola non è solo un reato: è un attacco alla nostra convivenza, alla nostra sovranità, alla nostra dignità.

E noi, italiani, non possiamo più permetterci di abbassare lo sguardo.

Distrugge la faccia a italiano di 55 anni ma è ai domiciliari ultima modifica: 2026-02-06T19:27:29+00:00 da V
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