Giornalista Libero picchiato sul treno da 5 nordafricani
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**Milano, la città ostaggio dei selvaggi: giornalista massacrato di botte e rapinato da cinque nordafricani. Questa è l’immigrazione che la sinistra ci impone con la forza.**
Alessandro Gonzato, uno dei pochi giornalisti italiani che non ha mai chinato la testa davanti al politically correct, è stato aggredito ieri su un treno milanese. Cinque nordafricani, cinque contro uno. Pugni in faccia, minacce di coltello, rapina. Se avesse continuato a difendersi, sarebbe finito accoltellato.
«Rapinato sul treno e preso a pugni da 5 nordafricani. Cinque contro uno. Se continuavo a reagire finivo accoltellato. Questa è Milano. Questa è l’immigrazione difesa dalla sinistra.»
Queste sono le sue parole. E poi ha pubblicato la foto di ciò che resta di quello che ha provato a difendere: un oggetto ridotto a brandelli, come se fosse passato sotto le zampe di un branco di iene. Perché di questo si tratta: bestie. Non “migranti”, non “richiedenti asilo”, non “persone in difficoltà”. Bestie che considerano l’Italia un territorio di caccia, i treni un supermarket a cielo aperto e gli italiani carne da macello.
Ciò che resta di ciò che ho provato a difendere dalle bestie nordafricane. pic.twitter.com/GsKgE5yhZU
— Alessandro Gonzato (@GonzatoA) February 7, 2026
E la sinistra? Silenzio assordante. Beppe Sala, il sindaco che ha trasformato Milano in un enorme centro di accoglienza a cielo aperto, starà probabilmente pensando a come organizzare il prossimo concerto di qualche rapper che canta “no borders”. Elly Schlein e i suoi compagni di partito saranno impegnati a gridare “razzisti” a chiunque osi dire la verità: che l’immigrazione di massa che loro hanno voluto, finanziato e difeso a colpi di decreti flussi e navi ONG è diventata un cancro che sta divorando il Paese.
Questa non è un’eccezione. È la regola. A Milano, sui treni regionali, nelle stazioni, nelle metropolitane, ogni giorno si ripetono scene identiche. Clandestini, irregolari, pregiudicati che arrivano dal Maghreb, dal Senegal, dalla Guinea, dal Pakistan. Gente che non ha mai avuto intenzione di integrarsi, che vive di furti, spaccio, violenze. Gente che sa benissimo che in Italia, grazie alla sinistra, il rischio di essere espulsi è praticamente zero.
Quanti altri italiani devono essere massacrati prima che qualcuno abbia il coraggio di dire basta? Quanti portafogli, quanti telefoni, quante vite devono essere distrutte prima che il governo – anche questo, che pure ha promesso ordine – decida di fare sul serio?
La soluzione è una sola, brutale e necessaria:
1. Espulsione immediata e senza appello di tutti i clandestini e di tutti gli irregolari.
2. Revoca automatica del permesso di soggiorno per chiunque commetta un reato.
3. Blocco navale e chiusura delle frontiere.
4. Processo per direttissima e carcere duro per i violenti, senza attenuanti buoniste.
5. Responsabilità penale per chi – sindaci, prefetti, giudici – si rifiuta di applicare la legge.
Perché non è più tollerabile che un giornalista italiano, un cittadino perbene, debba rischiare la pelle per difendere un portafoglio mentre cinque parassiti importati con i nostri soldi lo massacrano di botte.
Questa è Milano oggi. Questa è l’Italia che la sinistra ci ha regalato. E se non ci svegliamo subito, domani toccherà a voi. A vostra moglie. A vostro figlio.
Basta. Ora basta davvero.


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