Picchia donne italiane a caso ed è ancora libero

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By V febbraio 7, 2026 23:44

Picchia donne italiane a caso ed è ancora libero

**Cosenza sotto assedio: immigrato africano massacra due donne italiane in pieno giorno e lo Stato lo lascia libero di terrorizzare ancora**

Cosenza è ormai una città ostaggio. L’altro ieri, in pieno centro, un extracomunitario africano – alto, robusto, trentenne circa – ha scelto due donne italiane indifese come bersaglio per sfogare la sua violenza gratuita e brutale. Due pugni devastanti in pieno volto, due vite stravolte, due ospedali coinvolti. E lui? Ancora a piede libero. Gira indisturbato per le strade che dovrebbero essere nostre. Questo non è un incidente: è il fallimento totale di un sistema che ha aperto le porte all’invasione senza alcun controllo, senza conseguenze, senza vergogna.

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**Piazza delle Province, terminal bus, ore 11 passate.** Una signora di Vadue, con le buste della spesa in mano, aspetta l’autobus come migliaia di italiani ogni giorno. Arriva lui. Senza un perché, senza una parola, le scaraventa un pugno in faccia. Lei crolla a terra, sanguinante. Lui resta fermo a guardarla per qualche secondo, come se stesse ammirando il suo “lavoro”. Poi si allontana con calma, come se avesse solo attraversato la strada. Risultato: tumefazione al viso, ginocchio escoriato, **braccio fratturato**. La donna è ancora ricoverata. E le forze dell’ordine? Nessuno le ha chiamate. Nessuno. La gente ha paura persino di denunciare, perché sa che non cambierà nulla.

Pochi minuti dopo, **via Caloprese**, vicino all’Inps. Seconda vittima: una donna esce da un negozio di casalinghi. Non fa in tempo a reagire. Altro pugno in pieno volto, altro volto devastato, altro terrore puro. Stessa dinamica, stessa impunità. Lui sparisce di nuovo, inghiottito dalla città che lo protegge con la sua inerzia e il suo lassismo.

Questo immigrato africano non è un caso isolato: è il simbolo di ciò che l’immigrazione incontrollata ha portato in Italia. Arriva illegalmente o con permessi temporanei che nessuno revoca mai, si stabilisce dove vuole, delinque come vuole, aggredisce come vuole. E lo Stato? Zitto. Le istituzioni? Assenti. Le forze dell’ordine? Paralizzate da leggi che tutelano più l’aggressore che la vittima. Le associazioni “umanitarie”? Pronte a gridare al razzismo se qualcuno osa solo nominare la nazionalità dell’aggressore.

Basta ipocrisie.
Basta con l’accoglienza indiscriminata che trasforma le nostre città in zone di guerra a bassa intensità.
Basta con i clandestini che diventano padroni delle piazze mentre le nostre madri e nonne devono uscire di casa con il terrore di essere massacrate per strada.

Cosenza non è più sicura. Le donne italiane non sono più al sicuro. E questo perché abbiamo permesso che l’Italia diventasse il parcheggio a cielo aperto dell’Africa subsahariana e di mezzo mondo che non ha né voglia né diritto di stare qui.

Quel criminale va catturato oggi stesso. Va processato con la massima severità. Va espulso immediatamente, senza appello, senza ricorsi, senza pietà. E con lui migliaia di altri che vivono sulle nostre spalle, che delinquono sulle nostre strade e che ridono in faccia alla nostra debolezza.

L’immigrazione selvaggia non è progresso: è distruzione.
È la rapina quotidiana dei nostri diritti, della nostra sicurezza, della nostra tranquillità.

Se non fermiamo tutto ora – frontiere sigillate, rimpatri di massa, pene certe e immediate – Cosenza diventerà solo l’anticamera di ciò che aspetta l’intera Italia: una resa totale davanti a chi non ha rispetto per nulla e per nessuno.

Gli italiani non meritano di vivere nella paura.
Meritano di riprendersi le loro città.
Meritano un governo che scelga loro, non gli invasori.

Fino a quando? Fino a quando le donne italiane dovranno pagare con il sangue il prezzo del buonismo al potere?

Picchia donne italiane a caso ed è ancora libero ultima modifica: 2026-02-07T23:44:52+00:00 da V
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By V febbraio 7, 2026 23:44
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