Un altro ragazzino massacrato fuori da scuola dai maranza

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By V febbraio 7, 2026 19:13

Un altro ragazzino massacrato fuori da scuola dai maranza

Un altro agguato premeditato fuori dalle mura di una scuola, un altro ragazzo italiano massacrato di botte da due minorenni che agiscono con una freddezza da adulti incalliti. A **Bassano del Grappa**, città veneta che dovrebbe essere sinonimo di pace e tradizione, si ripete l’incubo: un quindicenne aggredito selvaggiamente, mentre lo Stato continua a importare problemi che non sa gestire.

I Carabinieri hanno chiuso il cerchio: i due aggressori, di **13 e 15 anni**, denunciati per **percosse aggravate in concorso**. Tutto inizia il **10 gennaio 2026**: lite futile in centro, strattoni, cappuccio strappato. Tre giorni dopo, il 13 gennaio, l’agguato vero. I due si appostano fuori dalla scuola, attendono che la vittima esca. Lui, terrorizzato, resta dentro oltre l’orario. Quando esce, lo bloccano: «Vieni al parco a parlare». Rifiuto secco. Reazione immediata: pugno in faccia, poi una raffica di calci e pugni. Il ragazzo finisce a terra davanti a un’auto in corsa, rischiando di essere travolto. Solo l’intervento eroico del personale scolastico ferma la furia. I due fuggono, come sempre i codardi.

Denunciati a piede libero. A 13 anni si pianifica un’imboscata, si aspetta ore una preda indifesa, si colpisce senza ritegno. E la risposta del sistema? Carta bollata e via, senza conseguenze reali.

Ma il cuore del problema non è solo l’età o la giustizia minorile troppo blanda. È l’**integrazione impossibile** che stiamo imponendo a forza al nostro Paese. Questi episodi – sempre più frequenti, sempre più brutali – nascono proprio dalle catene migratorie incontrollate, dal ricongiungimento familiare diventato un’autostrada per l’ingresso di adolescenti già formati altrove, cresciuti in contesti di violenza, clan, regole tribali, senza alcun radicamento reale nella nostra civiltà.

Genitori arrivati con permessi facili o irregolari fanno arrivare figli grandi, spesso già adolescenti problematici, che non parlano la lingua, non frequentano scuole con profitto, non assimilano valori di rispetto e convivenza. Portano con sé un bagaglio di aggressività che esplode contro i nostri ragazzi, visti come facili bersagli. Quanti di questi “ricongiunti” finiscono per trasformare quartieri e scuole in zone di guerra? Quanti genitori italiani vivono nel terrore quotidiano, obbligati a scortare i figli all’uscita per paura di agguati?

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L’integrazione non è un diritto automatico: è un processo che richiede tempo, volontà, selezione rigorosa. Quando fallisce – e fallisce sistematicamente in questi casi – produce solo vittime tra i nostri figli e degrado sociale. Basta con l’illusione del multiculturalismo a tutti i costi. **Stop totale ai ricongiungimenti familiari**, almeno fino a quando non avremo strumenti veri per verificare integrazione reale, conoscenza della lingua, assenza di precedenti, contesto familiare stabile. Revoca immediata del permesso per chi delinque, espulsione senza appello.

Mentre il quindicenne di Bassano cerca di riprendersi – con lividi sul corpo e terrore nell’anima –, questi due tornano a casa impuniti. Domani potrebbe toccare a un altro ragazzo, un’altra famiglia. Non possiamo più aspettare. La sicurezza dei nostri figli non è negoziabile. **Stop ai ricongiungimenti ora**, prima che il prezzo diventi insostenibile. La nostra civiltà non può soccombere sotto il peso di un’accoglienza cieca che genera solo paura e violenza.

Un altro ragazzino massacrato fuori da scuola dai maranza ultima modifica: 2026-02-07T19:13:36+00:00 da V
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By V febbraio 7, 2026 19:13
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