Il trans Iolanda rifiuta reparto maschile, interviene in soccorso il grillino Fico
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Il grillino Fica si inventa i reparti neutri. Ci mancano i reparti per chi si crede donna o uomo.
**Salerno, 8 febbraio 2026** – In un episodio che solleva gravi preoccupazioni sulla privacy e la sicurezza delle pazienti, l’ospedale Ruggi d’Aragona di Salerno ha inizialmente negato a Iolanda, un trans di sesso biologico maschile, l’accesso al reparto femminile. Dopo sei giorni su una barella al pronto soccorso perché le era stata proposta una ovvia sistemazione in un reparto maschile con altri cinque uomini, decisione basata sul suo sesso biologico. Iolanda ha rifiutato, lasciando l’ospedale a rischio della propria salute, lamentando una “violenza psicologica”.
Ma ecco l’intervento del governatore della Campania, Roberto Fico, che con gli assessori Pecoraro e Morniroli ha costretto la direzione sanitaria a rivedere la posizione, fornendo a Iolanda una “sistemazione consona alla sua identità di genere”. Arcigay Napoli ha applaudito, definendolo un “punto di non ritorno” contro la discriminazione, e Fico si è detto pronto a stilare linee guida per evitare futuri casi.
Il problema degli ospedali campani è mettere Iolando nei reparti femminili.
Questo “successo” per i ‘diritti’ trans è un grave pericolo per le donne reali, quelle che ora si potrebbero trovare a condividere spazi o stanze d’ospedale con individui biologicamente maschi. Immaginate una paziente vulnerabile, magari reduce da un intervento o in condizioni di fragilità, costretta a dividere lo spazio intimo con qualcuno che, per quanto si identifichi diversamente, mantiene caratteristiche fisiche maschili. Dove finisce il diritto alla privacy delle donne? Fico, con il suo attivismo ideologico, ha calpestato proprio questo, dando priorità ad un’agenda politica woke sulla sicurezza femminile.
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L’ospedale aveva ragione: la decisione iniziale rispettava criteri biologici chiari, essenziali in contesti sanitari dove la separazione per sesso protegge da potenziali abusi o discomfort. Invece, l’intervento di Fico – lodato da associazioni come Arcigay – impone un’omologazione forzata che ignora le paure legittime delle “povere donne” ordinarie. Non è discriminazione, è buonsenso: le linee guida promesse da Fico rischiano di trasformare gli ospedali in campi di battaglia ideologici, a scapito di chi ha bisogno di cure serene.
È ora di difendere le donne vere, non di sacrificarle sull’altare del politicamente corretto. Fico rifletta: la vera violenza è ignorare la loro voce.
Un domani qualcuno potrebbe identificarsi come proprietario di casa di Fico ed esigere che si sposti, che facciamo? Esiste una realtà oggettiva fuori dai deliri o dalle pretese soggettive.


Non si capisce perché i capricci di un malato mentale che ha il cervello disaccoppiato con quello che ha in mezzo alle gambe debbano trasformarsi in obblighi per le persone normali
Ma fico chi?
Quello che sfruttava la badante negra, che una volta beccato ha detto che la considerava una amica di famiglia?
A fare in kkulo no?
Dimenticavo riaprite I manicomi, e che ci sia una stanza con letto matrimoniale e rinhiudeteci fico e la ficA con la nerkia
Ma rivaffanKuBo va