Tunisino picchia altre due donne a San Lorenzo ma non lo rimpatriano

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By V febbraio 8, 2026 22:52

Tunisino picchia altre due donne a San Lorenzo ma non lo rimpatriano

**San Lorenzo, l’Incubo Non Finisce: Mohammed Miraoui, il Tunisino Picchiatore Seriale, Ha Colpito Altre Due Ragazze di 19 Anni – E Ora Si Parla di REMS Invece del Rimpatrio!**

Roma, 9 febbraio 2026 – Basta. Non ne possiamo più. Mohammed Miraoui – o chiunque sia davvero questo 22enne tunisino irregolare con identità multipla – ha aggiunto altre due denunce per aggressioni a schiaffi su ragazze di 19 anni, il 17 e il 31 gennaio. Si somma così a un rosario di violenza: la mamma di 44 anni sfondata in faccia davanti al figlio di 10 anni, la bambina di 12 anni presa a schiaffi, due operatrici Ama aggredite, e chissà quante altre che non hanno avuto il coraggio di denunciare. Sei aggressioni documentate a donne e minorenni, tutte nello stesso quartiere, tutte da parte dello stesso individuo.

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E qual è la risposta del sistema?
Non il rimpatrio immediato.
Non il CPR.
Non l’espulsione che pende su di lui da anni.
Ma il trasferimento in una **REMS**, Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza: una struttura carceraria psichiatrica gestita dal Ministero della Giustizia, dove verrà “curato” a spese nostre, sorvegliato, mantenuto, protetto – ma sempre in Italia.

Leggiamolo bene, perché è un insulto alla decenza:
«Potrebbe trattarsi di un provvedimento con il quale si ordina il suo trasferimento in una REMS […] in modo da non farlo ritornare nel rione e al tempo stesso proseguire il percorso di cura iniziato ora nel reparto di Psichiatria del Policlinico Umberto I.»
(da Il Messaggero, Rinaldo Frignani)

Quindi: non lo rimpatriamo perché “ha problemi psichici”.
Non lo mettiamo in un CPR perché “incompatibile con la detenzione”.
Lo teniamo in Italia, in una struttura blindata ma italiana, con costi altissimi per i contribuenti, mentre le donne di San Lorenzo hanno ancora paura di uscire di casa.

E non sappiamo nemmeno se “Mohammed Miraoui” sia il suo vero nome!
Ha dichiarato di essere tunisino, inglese, albanese, nato a Termini. Ha cambiato età, nazionalità, generalità. Eppure è sempre rimasto qui. Dal 2023 colleziona decreti di espulsione mai eseguiti. Nell’ottobre 2025 è stato nuovamente identificato e rilasciato. Nell’aprile 2023 già denunciato nello stesso rione. E ogni volta: libertà. Perché “condizioni psichiche”. Perché “non in flagranza”. Perché “lesioni lievi”. Perché il sistema preferisce coccolare il pericolo invece di proteggere le vittime.

Ora si parla di “correre ai ripari” per “dare una risposta concreta alle richieste dei residenti”.
Ma la risposta concreta qual è?
Tenere un irregolare tunisino violento e instabile in una REMS italiana, con i nostri soldi, per anni?
O finalmente caricarlo su un aereo e rimandarlo in Tunisia, dove dovrebbe essere dal 2023?

Perché dobbiamo mantenerlo noi?
Perché dobbiamo pagare psichiatri, infermieri, guardie, vitto, alloggio, farmaci per un soggetto che non dovrebbe nemmeno essere sul nostro territorio?
Perché non eseguiamo i decreti di espulsione che lui stesso ha accumulato come figurine?
Perché continuiamo a sacrificare la sicurezza delle nostre madri, delle nostre figlie, dei nostri quartieri sull’altare di un “umanitarismo” che tutela solo il carnefice?

San Lorenzo è allo stremo.
I residenti parlano apertamente di ronde perché lo Stato li ha abbandonati.
E mentre la Procura valuta una misura cautelare che lo terrà in Italia (ma “al sicuro”), le donne continuano a guardarsi le spalle.

La verità è nuda e cruda:
questo non è un caso di disagio psichico da curare in Italia.
È il fallimento totale di un sistema che importa problemi, li nutre con i nostri soldi e poi si stupisce quando esplodono in violenza sulle strade delle nostre città.

**Rimpatrio immediato.**
**Espulsione esecutiva.**
**Basta REMS, basta TSO farlocchi, basta scuse.**

Non vogliamo più un tunisino pericoloso “curato” a nostre spese.
Vogliamo le nostre strade sicure.
Vogliamo che lo Stato difenda gli italiani, non gli irregolari violenti.

Italiani di San Lorenzo: non siete pazzi a essere furiosi.
Siete normali.
E avete tutto il diritto di pretendere che questo incubo finisca con un biglietto di sola andata per Tunisi.

Non un giorno di più.
Non un euro di più.
Non una vittima di più.

Tunisino picchia altre due donne a San Lorenzo ma non lo rimpatriano ultima modifica: 2026-02-08T22:52:16+00:00 da V
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By V febbraio 8, 2026 22:52
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