Pd e M5s dopo Pucci vogliono censurare Cerno: “Niente più spazio in Rai per lui”

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By V febbraio 9, 2026 13:36

Pd e M5s dopo Pucci vogliono censurare Cerno: “Niente più spazio in Rai per lui”

Dopo il caso **Andrea Pucci**, costretto al ritiro da **Sanremo 2026** da una campagna di gogna preventiva e minacce (con il Codacons a fare da pompiere del pensiero unico), ora tocca a **Tommaso Cerno**. Il direttore de **Il Giornale**, opinionista Rai (ospite abituale di trasmissioni come **Domenica In** e coinvolto in collaborazioni editoriali), è nel mirino di Pd e M5S che tornano all’attacco: “Niente più spazio in Rai per lui”.

È l’ennesimo capitolo della **censura selettiva** made in sinistra italiana 2026. Dopo aver digerito a fatica le inchieste de Il Giornale su **Dossieropoli** – lo scandalo dei dossieraggi orchestrati tramite il consulente di **Report** Paolo Bellavia, con accessi a banche dati riservate per colpire imprenditori, politici e magistrati scomodi – Pd e grillini passano alle vie di fatto. Parlamentari M5S in Vigilanza Rai (con la senatrice Dolores Bevilacqua in prima linea) chiedono l’incompatibilità di Cerno con il servizio pubblico: “Non può criticare **Report** e Ranucci usando il suo ruolo Rai”. Traduzione: se osi raccontare che il santuario dell’inchiesta “indipendente” di viale Mazzini usa metodi da intelligence parallela, allora via dalla tv di Stato.

Il Pd si accoda, rilanciando l’esclusione da qualsiasi programma. Motivo? Aver “gettato fango” su Sigfrido Ranucci e sul format Rai. Peccato che le chat e i fatti pubblicati da Il Giornale parlino chiaro: un sistema di dossier che puzza di vendette politiche, non di giornalismo. Ma guai a dirlo: scatta l’accusa di “campagna denigratoria” e la richiesta di bavaglio.

Tommaso Cerno non ci sta e risponde a muso duro: **”Mi vogliono tappare la bocca”**. In un post su X e nelle dichiarazioni riportate da Il Giornale, attacca frontalmente: “Telemaduro e l’editto venezuelano. Ma non ci facciamo zittire da Conte”. Parole che pesano: paragona le richieste di esclusione a un’operazione da regime sudamericano, dove il potere politico decide chi può parlare e chi no. E ha ragione da vendere. Dopo aver smascherato il legame tra Report e procure “amiche”, dopo aver documentato pressioni e accessi impropri, ora la sinistra non tollera più nemmeno la sua presenza come opinionista. Non un direttore Rai full-time, ma un collaboratore esterno: eppure basta per invocare l’epurazione.

È furioso il doppio standard: quando Ranucci fa conferenze stampa contro Il Giornale, accusandolo di fake e complotti inesistenti, va bene, è “libertà di espressione”. Quando Cerno risponde con fatti e documenti, diventa “incompatibile” e va cacciato. Quando Pucci fa battute al limite (come migliaia di comici prima di lui), scatta la denuncia preventiva. Quando un giornalista di centrodestra osa criticare il totem Report, si invoca la censura parlamentare.

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Questo non è pluralismo: è **polizia del pensiero** in salsa Pd-M5S. Un “editto bulgaro” 2.0, ma stavolta non contro un programma scomodo, bensì contro un singolo giornalista reo di aver fatto il suo mestiere. Solidarietà selettiva: guai se attaccano loro, ma se attaccano te, allora meriti il silenziatore.

Cara sinistra: il servizio pubblico non è proprietà vostra. La Rai la paghiamo tutti, non solo gli elettori di Schlein e Conte. Se non sopportate il confronto, se ogni critica a Report diventa “fango”, allora il problema non è Cerno: siete voi. Che volete un’Ariston e una tv asettici, allineati, senza spine, senza satira, senza inchieste che disturbano il vostro sonno.

Ma la libertà di stampa non è a corrente alternata. O vale per tutti, o non vale per nessuno. E se continuate così, il prossimo passo sarà chiedere la chiusura de Il Giornale. O magari un commissariamento per “reato di opinione”.

Tommaso Cerno, vai avanti. Non mollare. Perché tapparti la bocca significherebbe tappare la bocca a chi ancora crede che il giornalismo sia raccontare i fatti, non fare da megafono al potere di turno. E l’Italia non è (ancora) il Venezuela. Per fortuna.

Pd e M5s dopo Pucci vogliono censurare Cerno: “Niente più spazio in Rai per lui” ultima modifica: 2026-02-09T13:36:21+00:00 da V
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