Toghe rosse vogliono insorgere contro il governo: con il referendum ci riprendiamo l’Italia

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By V febbraio 9, 2026 13:45

Toghe rosse vogliono insorgere contro il governo: con il referendum ci riprendiamo l’Italia

**L’emergenza eversiva delle toghe rosse: bocciano il Pd per “opposizione debole”, sfogano rabbia in chat e “insorgono” contro il governo – Nordio sconcertato: “Si sgretola il diritto”. Italiani, il 22 marzo votate Sì in massa al referendum per salvare la giustizia**

È un’allarme rosso per la democrazia italiana: le toghe rosse, quelle correnti di sinistra che dominano la magistratura, non solo sabotano riforme e liberano delinquenti stranieri, ma ora bocciano apertamente il Pd per “opposizione troppo debole” contro il centrodestra. Nelle loro chat private, si sfogano contro Elly Schlein e invocano l’“insorgere” contro il governo Meloni. Il ministro Nordio è sconcertato: “Si sgretola il diritto”. E mentre il giudice-attivista Alfredo Guardiano attacca Maurizio Gasparri, il capogruppo FI chiede ispezione immediata. Questa è l’emergenza eversiva: una magistratura politicizzata che fa opposizione dal banco, minaccia parlamentari e indebolisce lo Stato. Italiani, svegliatevi: il 22-23 marzo andate a votare Sì in massa al referendum sulla giustizia. È l’unica arma per spezzare questo regime togato e restituire la giustizia al popolo!

### Le toghe rosse bocciano il Pd: “Opposizione troppo debole, la destra la fa da padrona”

Come rivela *Il Giornale* (9 febbraio 2026), nelle chat del “Fronte del No” al referendum – il gruppo WhatsApp delle toghe rosse contrarie alla riforma Nordio-Meloni – volano stracci contro il Partito Democratico. “E adesso con l’opposizione così debole la fanno da padroni”, si sfoga un giudice, riferendosi al governo di centrodestra che ha confermato le date del voto (22-23 marzo) nonostante i tentativi di rinvio orchestrati dalla Cassazione. I magistrati sfiduciano apertamente Elly Schlein: “La destra la fa da padrona”, accusano, delusi dall’incapacità del Pd di bloccare la riforma che separa le carriere di giudici e pm, introduce il sorteggio al CSM e crea l’Alta Corte disciplinare.

Non è solo delusione: è rabbia politica pura. Le toghe rosse si sentono tradite dai loro “referenti politici”, quella sinistra che avrebbe dovuto combattere per salvaguardare i loro privilegi (le correnti che controllano nomine e carriere). Invece, il Pd ha balbettato: Debora Serracchiani ha parlato di “prepotenza istituzionale” del governo, ma per le toghe non basta. “La mancanza di incisività dell’appoggio del partito di Schlein ha generato un senso di abbandono”, scrive l’articolo, citando le chat dove i giudici riversano frustrazione anche sui colleghi pro-Sì, come Giacomo Rocchi (presidente di sezione in Cassazione), definito “incommentabile” per aver annunciato voto Sì in un’intervista a *Il Giornale*.

Questa bocciatura interna al Pd è la prova: le toghe rosse non sono solo giudici, sono un partito occulto che pretende di dettare l’agenda politica. Quando il Pd è “debole”, loro si sentono orfani e invocano l’insurrezione. È eversione: magistrati che usano la toga per fare politica, attaccando un governo legittimo e un’opposizione “amica” perché non abbastanza aggressiva.

### Bufera su Guardiano: attacca Gasparri, che chiede ispezione – “Dubbi sulla sua imparzialità”

Al centro dello scandalo resta **Alfredo Guardiano**, consigliere di Cassazione e membro dell’Ufficio Centrale per il Referendum che ha modificato il quesito referendario su istanza del Comitato No. Pochi giorni dopo, Guardiano modera il convegno “Le ragioni del No” (18 febbraio 2026) organizzato da Magistratura Democratica. Maurizio Gasparri (capogruppo FI Senato) lo smaschera: «Guardiano si autocertifica imparziale dopo aver partecipato a decisioni opinabili sul referendum. Dimentica le sue dichiarazioni in chat denigratorie verso Forza Italia, Berlusconi e il centrodestra. Con un Guardiano simile, le letture di parte trovano facile accesso».

Gasparri annuncia un’interrogazione parlamentare: «Chiedo un’ispezione sull’operato di costui, che minaccia parlamentari (querela a Enrico Costa), aggredisce il centrodestra e ci offende in modo grave e fazioso». Guardiano risponde attaccando Gasparri, ma non nega: è la difesa di un attivista, non di un giudice imparziale.

Accanto a Guardiano, **Donatella Ferranti**, ex deputata Pd per 10 anni e presidente Commissione Giustizia Camera (governo Renzi), oggi togata in Cassazione nello stesso collegio. Gasparri: «Porte girevoli tra Pd e toghe rosse». Galeazzo Bignami (capogruppo FdI Camera) rincara: «Giudici ex Pd o schierati No decidono sul quesito e danno ragione al No. Un altro buon motivo per votare Sì».

La bufera è totale: opposizioni (Pd) accusano Bignami di “delegittimazione”, ma il punto è: come può un giudice moderare convegni No dopo aver toccato il quesito? È conflitto di interessi eversivo, che mina la fiducia nella Cassazione.

### Irriducibili toghe rosse in chat: “Insorgere contro le ingiustizie”

Come rivela *Il Giornale* (8 febbraio 2026), nelle chat le toghe rosse vanno oltre: “Insorgere di fronte alle ingiustizie”, incita la giudice Maria Flora Febbraro. “Attacco sistemico a un potere dello Stato”, aggiunge Clelia Testa Piccolomini. Rabbia contro il Cdm che ha confermato le date nonostante il “golpe” tentato dalla Cassazione (ammettere nuovo quesito per rinviare il voto e influenzare nomine Csm).

Nelle chat, liste di proscrizione contro colleghi pro-Sì: “Poteva decidere Giacomo Rocchi”. Sarcasmo su Cosimo Ferri: “Fortuna che ora rientra”. E delusione per il Pd: “Opposizione debole, la destra fa da padrona”.

È eversione: magistrati che invocano “insorgere” contro un governo legittimo, che fanno campagna No nei circoli Pd, che attaccano riforme approvate dal Parlamento. Come il segretario Anm Maruotti che paragona la riforma a “omicidi di Stato” USA (poi cancella).

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### Nordio sconcertato: “Si sgretola il diritto”

Il ministro Carlo Nordio è sconcertato: “Se questa è terzietà… Si sgretola il diritto”. In un’intervista a *Il Giornale* (9 febbraio 2026), Nordio attacca la politicizzazione: “Magistrati schierati decidono sul voto. È grave”. Nordio denuncia un sistema dove toghe usano il ruolo per bloccare riforme che limitano il loro potere (correnti, pm onnipotenti).

Nordio ha ragione: questa emergenza eversiva sgretola lo Stato. Toghe rosse che bocciano il Pd perché “debole”, che “insorgono”, che minacciano parlamentari, che liberano clandestini e stupratori (come la Cassazione con “coesione familiare”). È un regime togato che fa opposizione politica, protegge delinquenti stranieri e attacca chi difende l’Italia.

### Italiani, il 22 marzo votate Sì in massa: è la vostra arma contro l’emergenza eversiva

Italiani, non restate a guardare: questa è un’emergenza eversiva che minaccia la democrazia. Le toghe rosse non sono imparziali: sono un partito occulto che boccia governi e opposizioni, che “insorge” contro riforme popolari, che sgretola il diritto per mantenere privilegi. Il referendum è la vostra occasione: andate a votare in massa Sì il 22-23 marzo!

Sì per separare le carriere (pm non più padroni dei giudici).
Sì per sorteggiare il CSM (basta correnti rosse che nominano i loro).
Sì per l’Alta Corte disciplinare (punizioni per chi sgarra, come Guardiano o Ferranti).

Votare Sì significa dire basta a un sistema che indaghi poliziotti in tempo record (Rogoredo) e libera stupratori di minori. Basta a toghe che sfiduciano Schlein perché “debole” e invocano “insorgere”. Basta a una giustizia che protegge clandestini e attacca lo Stato.

Il Sì è in vantaggio nei sondaggi (Noto per Porta a Porta: +12 punti, affluenza 53%). Ma non basta: andate in massa, portate amici e familiari. Il 22 marzo è la vostra rivoluzione pacifica. La pacchia è finita per le toghe rosse eversive – e inizia per l’Italia libera e giusta!

Ecco il tweet di Enrico Costa che ha sollevato lo scandalo su Guardiano:

Toghe rosse vogliono insorgere contro il governo: con il referendum ci riprendiamo l’Italia ultima modifica: 2026-02-09T13:45:41+00:00 da V
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