Welfare incompatibile con l’immigrazione: importiamo poveri e li manteniamo

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By V febbraio 9, 2026 14:55

Welfare incompatibile con l’immigrazione: importiamo poveri e li manteniamo

Il **Welfare incompatibile con l’immigrazione di massa**: importiamo povertà, la manteniamo a nostre spese e impoveriamo gli italiani

Il post di Francesca Totolo è lapidario e basato su dati Istat freschissimi: nel 2024 l’incidenza di **povertà assoluta** tra le famiglie con figli minori è del **40,5%** per quelle straniere, contro l’**8%** delle famiglie di soli italiani. Cinque volte di più. E per le famiglie miste (italiani + stranieri) sale al **33,6%**. Non è un caso isolato, ma il risultato sistematico di un modello suicida: accogliamo masse di extracomunitari con redditi bassi, famiglie numerose, bassa produttività e alta dipendenza dal welfare, e poi ci stupiamo se il sistema esplode.

![Incidenza povertà assoluta 2024](https://i.imgur.com/placeholder-for-chart.png)
*(Grafico: Incidenza povertà assoluta 2024 – Famiglie con minori. Famiglie italiane 8,0%; miste 33,6%; straniere 40,5%. Dati Istat, elaborazione Francesca Totolo)*

Il welfare non è un salvagente universale: è un sistema progettato per società omogenee con alta coesione sociale e bassa immigrazione. Quando importi povertà cronica dal Terzo Mondo – redditi medi da fame (16-17.000 euro annui per extracomunitari), nuclei familiari mediamente più grandi, disoccupazione doppia rispetto agli italiani – il conto lo paghiamo noi.

Ecco i sussidi che versiamo ogni anno a questa immigrazione parassitaria:

– **Pensioni sociali e assegni assistenziali** (non contributivi): circa **195.000 stranieri** li percepiscono, per un costo annuo stimato oltre **1,7 miliardi di euro** (dati INPS 2024-2025). Molti senza un solo contributo versato in vita.
– **Assegno di Inclusione** (ex RdC): gran parte dei percettori stranieri, con nuclei in povertà assoluta al 40-50%, drenano miliardi dal fondo pubblico.
– **Reddito di cittadinanza** (fino al 2023): oltre il 30-40% dei beneficiari era straniero in alcuni periodi, nonostante rappresentino solo il 9% della popolazione.
– **Prestazioni assistenziali varie** (bonus, integrazioni, ecc.): gli stranieri totalizzano il **22%** della spesa assistenziale (1,3 miliardi su 5,9 miliardi totali), pur essendo solo il 9% dei residenti, per via di condizioni socio-economiche strutturalmente peggiori.
– **Spesa complessiva welfare per stranieri**: stime aggregate parlano di **34-35 miliardi annui** in servizi e prestazioni (sanità, istruzione, sussidi), contro un contributo fiscale/contributivo di circa 39 miliardi, ma con un saldo netto positivo solo grazie a lavoro nero e bassa produttività – in realtà un trasferimento netto di ricchezza dagli italiani.

Il risultato? Importiamo famiglie povere che diventano immediatamente utenti cronici del welfare, con un’incidenza di povertà assoluta quintupla rispetto agli italiani. Non integrano: sopravvivono a nostre spese. I figli nati qui ereditano la povertà, le seconde generazioni spesso restano intrappolate in degrado, disoccupazione, criminalità.

Basta con la favola della “risorsa demografica”: stiamo finanziando la nostra sostituzione etnica e il nostro declino economico. Stop a ricongiungimenti familiari, stop a permessi per lavoro low-skill, stop a sussidi per chi non ha versato nulla. Remigrazione incentivata, priorità agli italiani nel welfare, quote zero per ingressi non qualificati.

Il welfare è per chi contribuisce, non per chi arriva e resta a carico. Altrimenti, non salveremo né le nostre famiglie né il nostro futuro. L’Italia prima degli italiani, o non ci sarà più welfare da dividere.

Welfare incompatibile con l’immigrazione: importiamo poveri e li manteniamo ultima modifica: 2026-02-09T14:55:23+00:00 da V
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