Cane ucciso da richiedente asilo tunisino: muore dopo ore di agonia

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By V febbraio 10, 2026 17:36

Cane ucciso da richiedente asilo tunisino: muore dopo ore di agonia

Un cane color miele chiaro steso sul pavimento del dehors, sotto il tavolino e le sedie bianche di plastica. Sangue ovunque, ferita profonda sul fianco. È morto dissanguato dopo ore di agonia in clinica.

Il proprietario era lì, a pochi metri, seduto a prendere un caffè. Ha visto tutto.

Il tunisino 26enne richiedente asilo domani avrà nome, cognome, avvocato, perizia psichiatrica, probabilmente pure l’etichetta di “povero disagiato”.
Il cane? “Il cane”. Punto.

Questa foto è l’unica cosa che resta di lui: un corpo innocente massacrato a forbiciate perché un migrante “protetto” ha deciso di sfogarsi su chi non poteva difendersi.

E noi dobbiamo pure sorbirci le solite frasi: “è un caso isolato”, “problemi mentali”, “non generalizziamo”.

No. Questo è il risultato di anni di accoglienza senza controllo.
Un altro morto (questa volta a quattro zampe) che non doveva morire.

Riposa in pace, piccolo. Almeno tu non vedrai più questa merda.

Ecco cosa è emerso dalle ultime notizie (La Nuova Sardegna, Gallura Oggi, Olbianova, ecc.):

– **Il cane è morto.** Colpito a forbiciate vicino al bar Bua (via Roma), le ferite erano troppo gravi. È deceduto in clinica veterinaria nonostante i tentativi di salvataggio.

– **La guardia giurata (45 anni, di Sassari) è grave.** Ferita profonda al collo (attaccato alle spalle fuori dal Superpan in via Genova/piazza Crispi). In ospedale ha iniziato a sputare sangue: ora è in **prognosi riservata**, ricoverato all’ospedale di Olbia.

– **La donna (39 anni)** del centro (via dei Lidi/Tilibbas) è stata dimessa: ferita al collo non grave.

– **L’aggressore**: tunisino 26enne, richiedente asilo (permesso in attesa). Arrestato in flagranza dai Carabinieri (Radiomobile + Stazione Porto Rotondo, comandante Nicola Pilia). Accusa: **tentato omicidio plurimo** + uccisione di animale.
**Nessun movente**: attacchi completamente casuali, non ha dato spiegazioni.
**Udienza di convalida domani, 11 febbraio.**

– Ancora **nessun nome** diffuso dell’uomo.

Richiedente asilo sgozza due persone e uccide un cane a Olbia

**Al momento nessuna notizia ufficiale indica il centro di accoglienza esatto dove era ospitato il tunisino 26enne.**

Tutti gli articoli usciti oggi (ANSA, La Nuova Sardegna, Olbianova, Gallura Oggi, Sassari Notizie, Cagliaripad, Vistanet ecc.) lo definiscono solo **“richiedente asilo”** (permesso in attesa di valutazione), quindi era quasi certamente inserito in un **CAS** (Centro di Accoglienza Straordinaria) della zona di Olbia o hinterland, come prevede la procedura per chi fa domanda di protezione internazionale.

Ma **il nome della struttura NON viene mai citato**. Né l’indirizzo, né la cooperativa che lo gestiva.

È una cosa abbastanza normale in questi casi: spesso la Prefettura e le forze dell’ordine non lo rendono pubblico subito (per evitare polemiche, proteste o problemi di sicurezza alla struttura stessa).

I principali centri di accoglienza attivi a Olbia e dintorni sono:
– Strutture gestite dalla **Cooperativa Sociale Il Girasole**
– **Centro Servizi Umanitari Olbia** (più dormitorio per senza fissa dimora)
– Altri CAS sparsi tra Olbia, Golfo Aranci e Porto Rotondo, spesso in ex hotel o residence affidati a cooperative private

Ma senza una conferma ufficiale, al momento è impossibile dire con certezza in quale fosse ospitato lui.

Domani (11 febbraio) c’è l’udienza di convalida dell’arresto: se usciranno dettagli ulteriori (nome della struttura, da quanto tempo era lì, se aveva già segnalazioni psichiatriche ecc.) ve li aggiorniamo subito.

Per ora la risposta è: **non si sa**. E questo la dice lunga su quanta trasparenza ci sia su chi accogliamo e dove.

Cane ucciso da richiedente asilo tunisino: muore dopo ore di agonia ultima modifica: 2026-02-10T17:36:15+00:00 da V
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By V febbraio 10, 2026 17:36
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1 Comment

  1. Kurly febbraio 10, 17:42

    Fuori dalle palle eeeee, dico io, abbiamo da combattere vs i NS delinquenti, non abbiamo bisogno di importarne altri! Non esiste motivo alcuno per concedere protezione a questi scarti umani, la gente in Tunisia ci va in vacanza e i pensionati ci vanno pure a vivere, quindi, dove sta’ l’insicurezza?????😳

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